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20 aprile 2015

IL PANE NAAN



Recentemente ho avuto la fortuna che mi fosse regalata la tanto desiderata pietra refrattaria da forno casalingo: soddisfattissima!
Era da tanto che la volevo, la mia amica Rosannella la usa sempre e ci sforna pani, pizze e focacce regolarmente, potevo quindi farmela mancare proprio io??

L’utilizzo poi é di una semplicitá disarmante, io la tengo fissa sempre in forno (quindi non mi occupa nemmeno spazio nel cassetto dei tegami), e quando la devo utilizzare non faccio altro che farla scaldare per bene, cospargerla leggermente di farina e appoggiarci sopra direttamente il pane o la focaccia senza peró utilizzare l’olio che normalmente metterei in un normale tegame da forno.
Pochi minuti ed il gioco é fatto, ma la cosa bella é che vedi davvero l’impasto gonfiarsi davanti ai tuoi occhi, proprio come in pizzeria!
Se anche voi come siete sempre state in dubbio se comprarla o meno fatelo, la mia é questa e mi ci trovo benissimo!

E con cosa potevo inaugurare un nuovo aggeggio da cucina se non con un nuovo esperimento?
Il pane naan.
Era da tanto che volevo provare a farlo, negli States mi capitava spesso di comprarlo confezionato al super quando abbiamo girato in camper, é un pane indiano caratterizzato da un cornicione più alto e soffice verso l’esterno, e da una parte più sottile al centro che, quando si scalda, tende a gonfiarsi e a formare una sorta di palloncino che poi puó essere farcito con carne o verdure, senza peró risultare “pesante" come una nostra comune pagnotta o rosetta.

Per prepararlo ho preso spunto da un libro di ricette fighissimo che ho trovato all’IKEA e devo dire che l’esperimento é perfettamente riuscito al primo colpo! Del resto c’é da fare talmente poco che é difficile sbagliare qualche passaggio, bisogna solo avere un po’ di tempo a disposizione per i tempi di lievitazione.
Anche mon amour, notoriamente scettico e famoso per ripudiare ad occhi chiusi tutto il cibo orientale, si é innamorato di questo pane, e infatti se lo é spazzolato praticamente tutto lui!

Come abbinamenti io lo vedrei perfetto per fare delle golose scarpette durante l’inverno con un bello  spezzatino o una bella tajine di agnello e verdure, mentre in questa stagione lo farcirei più volentieri con verdure grigliate e salumi freschi, oppure con del salmone marinato e delle fettine di finocchio e cipolla rossa affettate sottilissime e condite solo con olio sale e pepe…
Che dite, ci volete provare anche voi?


Ingredienti per 7/8 pagnottine

350 gr di farina manitoba
100 gr di farina 00
20 gr di lievito di birra secco
1 cucchiaino di zucchero di canna
125 gr di yogurt bianco
150 gr di latte intero
40 gr di burro fuso
1 cucchiaino di sale
poco olio da spennellare alla fine


Per prima cosa sciogliete il lievito in una ciotola con lo zucchero e l’acqua tiepida per una decina di minuti.
Nella ciotola dell’impastatrice versate le due farine, il burro fuso, il latte tiepido, lo yogurt, il sale e l’acqua con il lievito, impastate per una decina di minuti finché l’impasto non diventa omogeneo e non si stacca completamente dalle pareti della ciotola.

Spennellate l’interno di un’insalatiera con poco olio e metteteci dentro la palla d’impasto, coprite con un pezzo di domopak e lasciate lievitare fino a quando non avrá raddoppiato il suo volume, comunque non meno di un’ora.

Visto che la pietra refrattaria va scaldata per una quarantina di minuti nel forno sopra una griglia posizionata nella parte bassa, potete giá cominciare a farlo impostando 200 gradi come temperatura.
A questo punto recuperate l’impasto e dategli la forma di un biscione dal quale ricaverete 7/8 palle della stessa misura; mettettele su un tagliere leggermente infarinato e fate riposare per 40 minuti circa coperti da uno strofinaccio umido.

A questo punto dovete solo dargli la forma: appiattite verso il centro ciascuna palla, in pratica dovrete ottenere delle focaccine con il bordo esterno più alto, un po’ come la pizza napoletana, eventualmente aiutatevi tenendo sollevato l’impasto e facendolo girare appeso tra le mani in modo che si “tiri" al centro senza perdere il cornicione intorno, le potete fare sia rotonde che allungate, come vi piace di piú.

Alzate la temperatura del forno a 250 gradi, estraete la teglia di pietra, cospargetela con poca farina (non olio!), adagiatevi sopra le focacce e infornate subito.
Devono cuocere poco, 4/5 minuti al massimo, comunque guardatele: quando saranno belle gonfie e cominceranno a dorarsi leggermente in superficie tiratele fuori, mettetele su un altro tagliere e spennellatele subito con poco olio, magari aromatizzato con qualche rametto di rosmarino.

Tenetele sotto un canovaccio e portatele in tavola ancora tiepide, saranno super soffici!


4 gennaio 2015

PASTA E FAGIOLI (E I NUOVI MANTRA PER IL 2015)



Buon 2015 e primo post dell’anno: una bella pasta e fagioli!
Che a fare i fighi con le ostriche e lo champagne non si va da nessuna parte, con questo freddo volete mettere un bel coccio di legumi fumanti insaporiti da dell’ottima pancetta affumicata, e da mangiare magari con una bella manciata di maltagliati freschi e appena fatti?? Va lá… 

Se l’ultimo post dell’anno é sempre un classico tirar le somme, il primo dell’anno nuovo non puo’ che essere quello dei buoni propositi, e come ogni anno mi sono comprata una bella agenda nuova rosso fiammante e ho stilato una lista (adoro fare le liste!): fare più movimento, leggere almeno 1 libro al mese, abbassare i costi fissi di casa, fare con regolarità un po’ di stretching per sopperire alle infinite ore passate seduta davanti ad un pc in ufficio, cercare di risparmiare un piccolo gruzzoletto, fare una vacanzina prima che cominci l’EXPO e che mon amour sia blindato con il lavoro per 6 mesi, tenere più ordinata la nostra casetta e così via, insomma un bel po’ di buoni propositi, ma nulla di impossibile.

E se c’é qualcosa che mi piace di più di fare le liste, é leggere di qualcuno che fa altrettanto e a cui piace pianificare: é così che ho scoperto in rete 2 novità che diventeranno parte integrante dei miei buoni propositi: il KAKEBO e il DECLUTTERING.

Ka-che? Si si, il Kakebo, che pare essere il Santo Graal del risparmio giapponese, un quadernetto organizzato e da portare sempre in borsa per annotare, (senza barare), ogni singola spesa che facciamo, dall’acquisto di una nuova cucina a quello di un semplice caffé’, con la promessa che se seguito alla lettera, ci farà risparmiare il 35% circa entro la fine dell’anno!
Ora, se sará vero o se sarà falso ve lo farò sapere il prossimo dicembre, intanto io per risparmiare e per organizzare la mia grande e nuova missione ho già speso quasi 30 Euro tra Kakebo-bibbia e l’agenda nuova, quindi o mi sfugge qualcosa o sono un caso troppo disperato anche per la rigorosa disciplina giapponese.

E sempre il Giappone mi ha sfilato altri 6 Euro: Il Magico Potere del Riordino.
E’ la versione kindle del libro di quella che é considerata la Martha Stewart giapponese, tale Marie Kondo, se guardate in internet é famosissima, fa soldi a palate schizzando da case ad aziende e seminari per insegnare al mondo come si riordina, ma soprattutto come non si ricade più nel casino della roba lasciata in giro dopo un week-end intero passato a mettere a posto….
Quindi: decluttering! Il primo capitolo si basa sull'eliminare tutte le cose inutili che ci circondano per imparare a vivere meglio, dagli scontrini appallottolati nelle tasche della giacca alle buste delle vecchie bollette abbandonate nei cassetti, dalle riviste vecchie di 2 anni che non leggeremo mai ma che stanno ancora sul tavolino del salotto, ai barattoli di creme mezzi vuoti che bivaccano indisturbati sulle mensole del nostro armadietto in bagno, e così via….. avete capito il concetto?

Mi sa che l’anno nuovo comincerà con un bel po’ di sacchi neri pieni di roba da buttare...


Ingredienti x 2 persone:

2 bicchieri di fagioli secchi (bianchi di spagna, borlotti, quelli che preferite)
1 scalogno
60 gr di pancetta affumicata a dadini
olio evo, sale, pepe
1 rametto di rosmarino fresco

100 gr di farina di grano duro
1 uovo
1 cucchiaio di olio


Come sempre per i legumi si comincia la sera prima: prendete una ciotola, versateci dentro i legumi e copriteli di acqua fredda, metteteli in un angolo della cucina e lasciateli lí fino al giorno dopo.

Il giorno dopo sciacquateli e scolateli, in un tegame (meglio se di coccio) mettete un po’ d’olio a scaldare e tritate dello scalogno; fate imbiondire leggermente e poi aggiungete la pancetta tagliata a dadini (non usate quella in scatola industriale peró dai………), e fate rosolare dolcemente.

A questo punto aggiungete i fagioli e 1 tazza di acqua calda, mescolate, aggiungete un po’ di sale e coprite con un coperchio, dovranno cuocere almeno 30/40 minuti a fiamma bassa, all'occorrenza aggiungete altra acqua calda.

Nel frattempo preparate i maltagliati: farina a fontana sul tagliere, uovo in mezzo, un goccio d’olio, un pizzico di sale e lavorate dapprima con la forchetta, e poi con le mani aiutandovi con un raschietto per tirar su l’impasto che si attacca.
Lavorate bene qualche minuto spingendo l’impasto avanti con i polsi e poi fate una palletta che coprirete con un piatto e farete risposare 5 minuti.

Da qui si procede come per la sfoglia delle lasagne: le più forzute la tireranno a mano col matterello, le più pigre come me tireranno fuori la macchina Imperia (oppure il mio nuovissimo accessorio Kitchenaid!), e sfoglieranno la pasta a macchina.
Deve venire bella sottile, si deve vedere la vostra mano in trasparenza; tagliatela a questo punto a quadretti o rombi o a casaccio come faccio io, e non appena i fagioli saranno cotti, sbollentateli velocemente in abbondante acqua salata e aggiungetela ai legumi.

Un bel giro d’olio, un rametto di rosmarino da lasciar dentro 5 minuti finché rilascia il suo profumo, una grattata di pepe, e siete pronti per andare in tavola!

p.s. quando non ho tempo di fare la pasta fresca io uso la “pasta mista” della Garofalo, é perfetta! 

1 febbraio 2014

LA CROSTATA NOCCIOLINA


Si perchè è cosi che l'ha ribattezzata mon amour: crostata NOCCIOLINA!
E quindi eccola qua a grande richiesta, dopo i grandi consensi raccolti in settimana da chi l'ha assaggiata e ne ha subito richiesto a gran voce la ricetta, finalmente ho trovato il tempo di condividere dosi ed esperimento.

Esperimento riuscito, a me è piaciuta un sacco, e l'abbinamento con la marmellata ai mirtilli è stato perfetto!
Anche qui siamo nel paese del "senza": senza uova, senza burro, senza lievito, senza frumento, l'unica cosa che non si puo' evitare è lo zucchero perchè altrimenti non sarebbe un dolce, e il miele non lo posso ancora mangiare in quanto rientra evidentemente nell'elenco dei fermentati o simili, perchè sta tristemente nella lista dei "no" al momento, ma grazie al consiglio della mia amichetta, ora mi attivo e vado alla ricerca dello zucchero integrale da Altro Mercato.

Oggi intanto a pranzo mi son preparata un piattino buonissimo che sta diventando velocemente uno dei miei preferiti: salmone alla griglia con contorno di verdure (oggi spinaci freschi saltati in padella e zucca) con una ciotolina di riso basmati cotto nel latte di cocco, buonissssssssimo!

Oggi sorry ma post brevissimo, too many things to do, vi lascio giusto le istruzioni per tirare fuori la ciotola e impastare, buona crostata a tutti!

p.s. le dosi sono per taaaaanto impasto, io ci volevo fare una crostata in un tegame 20x30 con base spessa, cornicine sopra e qualche biscotto, quindi se volete fare una "crostatina" dimezzate le dosi!

p.p.s. con tutta questa farina di nocciole indovinate un po' di cosa sa questa crostata?? esatto, avete capito... la morte sua è la Nutella! (ma non l'ho trovata nella lista degli alimenti che mi sono permessi, guarda un po'!!)


Ingredienti:

350 gr di farina d'avena
250 gr di farina di nocciole
60 gr di farina di riso
200 gr di zucchero di canna
2 pizzichi di sale
240 gr di olio di semi d'arachide
2 tazzine di latte di riso (o acqua)
1 vasetto di marmellata si mirtilli senza zucchero (io Rigoni d'Asiago, come sempre)


Ho messo tutti gli ingredienti secchi nella ciotola del robot, li ho mescolati bene, ho aggiunto a questo punto l'olio e il latte di riso, ho impastato ma non troppo, fino ad ottenere la classica consistenza di sabbia bagnata.

A quel punto ho rivestito il tegame con della carta da forno, ho versato un po' d'impasto e l'ho appiattito ben bene con l'aiuto di una spatola ottenendo una bella base uniforme e una bella cornicetta che dopo potesse contenere la marmellata.

Contrariamente a quanto si fa di solito, non ho cotto la crostata già con la marmellata, ma visto che le nocciole rendono molto umido l'impasto, ho preferito fare anche una prima cottura in bianco bucherellando con i rebbi di una forchetta la base e cuocendo in forno a 180° per circa 20 minuti.
Non preoccupatevi, non essendoci lievito non crescerà, quindi non c'è bisogno dei soliti fagioli sopra, quando la tirerete fuori vi limiterete a riappiattire leggermente l'impasto e ci verserete sopra tutta la marmellata.

Stendetela con una spatola o il dorso di un cucchiaio e, a questo punto, cercate di creare con l'impasto rimasto le classiche striscioline.
Dico "cercate" perchè questo impasto è molto slegato non essendoci le uova, quindi io ho praticamente fatto un collage di piccoli vermetti di pasta finchè ho completato tutta la torta.

Cuocete in forno per altri 25 minuti e fate raffreddare bene prima di mangiarla, una volta cotta sarà compatta al taglio e molto morbida e friabile in bocca all'assaggio, ora fatemi sapere se vi è piaciuta!

13 ottobre 2013

VICTORIA SPONGE CAKE - LA REGINA


Ho i ripiani degli scaffali incrinati sotto il peso dei libri e delle riviste di cucina, non ricordo più quale sia il colore del mio comodino per quante altre pubblicazioni stanno sparpagliate lì sopra, e nella cartella dei preferiti del mio ipad non ci sono altro che blog di cucina e siti sul food in genere: ma niente.
Nessuna di tutte queste immagini perfette davanti alle quali mi incanto da sempre, è riuscita ad addomesticare e ad inculcare qualcosa a quella parte di cellule cerebrali che corrispondono alla manualità, quindi anche un'operazione semplice come spalmare un po' di crema tra due strati di pan di spagna, tra le mie mani assomiglia più a quello che fa un muratore con cazzuola e calcestruzzo: SPLAT! E niente più.

Però ve lo giuro: nonostante l'effetto "mappazzone" che mi farebbe spedire a casa da Barbieri in un lampo, questa torta è buonissima!!
4 soffici strati profumati alla vaniglia ricoperti di salsa ai lamponi freschi che gocciolano senza pietà verso il basso insieme alla crema pasticcera....... yum!
Nel mio immaginario di torta "celebrativa" la torta al pandispagna farcito è quella che meglio la rappresenta: alta, sontuosa, profumata, traboccante di brillanti lamponi.. con un profumo talmente intenso da invadere tutta la stanza, proprio come l'ingresso di una regina!

Ed era proprio la Regina Victoria d'Inghilerra la fan numero uno di questa torta tanto bella quanto semplice da preparare!
Sì, ho detto proprio semplice, non fatevi ingannare dall'aspetto che la fa sembrare laboriosa... ci vogliono circa 30 minuti a preparare l'impasto e nel frattempo che cuoce in forno ci si puo' dedicare alla salsa ai lamponi e alla crema pasticcera; sconsiglio però di prepararla con troppo anticipo, in quanto crema e farcitura dopo un po' inzuppano troppo gli strati di torta e la fanno sembrare un po' floscia, l'ideale è preparare tutti gli ingredienti anche in anticipo, ma assemblare il tutto solo 1 o 2 ore prima di andare a tavola.

Questa è stata la torta di chiusura pasto di ieri sera per la cena con gli zietti in trasferta, ma è stata anche la prima torta preparata per il mio adoratissimo nipotino Alessandro!
Non appena compiuto un mese sono andata a trovarlo carica di tegami, sac a poche e lamponi, e mentre lui faceva un pisolino a pochi metri dalla zia e dalla mamma, ho farcito e assemblato il tutto, sparpagliando in cima tanti zuccherini colorati a forma di giocattoli!
Caro il mio nipotino ridolino, ora che diventerai grande e che potrai leggere queste parole.... hai una vaga idea di quante altre torte ti avrò preparato???
bbbello della zia!


Ingredienti:

225 gr di burro
225 gr di zucchero di canna
225 gr di farina
1 bustina di lievito per dolci
4 uova
1 cucchiaino di estratto di vaniglia

3 vaschettine di lamponi
zucchero a velo qb
2 cucchiai di sciroppo d'acero

6 tuorli
125 gr di zucchero
40 gr di farina
10 gr di maizena
mezzo litro di latte intero
1 bacello di vaniglia

2 tegami rotondi da 20 cm


Nella ciotola del KA, o del vostro robot, mettete il burro tagliato a pezzetti e lo zucchero, montate con la frusta a velocità media finchè non ottenete un bel composto amalgamato e spumoso, io lo faccio andare per 10 minuti circa fermandolo di quando in quando per tirar giù l'impasto con una spatola.

Aggiungete a questo punto le uova, 1 alla volta, e montate bene aggiungendo alla fine anche l'estratto di vaniglia; a questo punto un passaggio importante: aggiungete all'impasto la farina con il lievito setacciandoli direttamente nella ciotola, non versatela così com'è! Il fatto che sia setacciata vi farà ottenere un impasto gonfio e liscissimo!
Una volta aggiunta tutta la farina, riagganciate la ciotola al robot e montate il tutto per altri 10 minuti circa, dovrete ottenere un impasto cremoso e molto gonfio.

Riscaldate il forno a 180°, imburrate o foderate di carta forno i 2 tegami e poi, con l'aiuto di un cucchiaio, suddividete l'impasto nei 2 tegami mettendo un cucchiaio di quà e uno di là fino ad esaurimento.
Livellate leggermente la superficie e infornate per 30 minuti circa, infilando la lama di un coltello dovrà uscire asciutta. Fatela raffreddare 10 minuti a forno spento con lo sportello spalancato e poi tiratele fuori con delicatezza dai tegami e appoggiatele su una gratella perchè si raffreddino in maniera uniforme.

Preparate ora la salsa ai lamponi: tegame sul fuoco al minimo, 2 vaschette di lamponi, 2 cucchiai di zucchero a velo e mescolate fino a quando avrete ottenuto una bella salsetta; profumatela con lo sciroppo d'acero e fatela raffreddare.
Se volete fare le cose fatte bene, passate la salsa in un colino cinese in modo da ottenere solo il succo liscio e niente semi; io l'ho lasciata al naturale in quanto i semini mi piacciono!

La crema: mettete in un tegame il latte con il bacello di vaniglia aperto per il lungo dal quale avrete estratto i semi con la punta di un coltello e metà dello zucchero. In una ciotola sbattete i tuorli con lo zucchero rimanente finchè il composto non cadrà a nastro dalla frusta e a quel punto incorporate anche la farina e la maizena.
Appena il latte prende bollore versatelo sul composto a base di uova e continuate a mescolare, quando è perfettamente amalgamato e senza grumi, rimettete il tutto nella pentola e riportate sul fuoco dove non smetterete mai di mescolare... Lasciate sobbollire per 2 minuti e poi spegnete e mettete a raffreddare eliminando il baccello di vaniglia.
Il motivo per cui ho aggiunto la maizena è perchè così almeno la crema è più ferma e compatta e tenderà ad inzuppare e colare meno tra gli strati.

Assemblaggio: tagliate a metà i 2 dischi di pasta freddi, spalmate con un pennello abbondante salsa ai lamponi e aggiungete abbondante crema pasticcera, continuate così per 4 strati e terminate in cima con una cascata di lamponi freschi.

Et voilà!

26 maggio 2013

TORTA DI CAROTE E MANDORLE



Buon giorno e buona domenica!
Questa qui sopra è la torta di carote più buona del mondo, giuro!
Non troppo dolce, umida al suo interno anche dopo 3 giorni e con una glassa croccantina in cui affondare i denti, che ve ne pare??
E’ il risultato del riadattamento di più ricette diverse con qualche aggiunta tutta mia (glassa di zucchero e mandorle al posto del formaggio cremoso, farine miste al posto della classica 00, più carote e meno zucchero, ecc…), la rifarò sicuramente anche perché ha superato la prova del nove: è piaciuta anche a mio papa’! (che lui invece di solito è uno solo da torte cioccolatose o cremose)

Tra l’altro è veloce e semplice anche da preparare, forse il lavoro più lungo sono le carote grattugiate, ma se userete il robot come ho fatto io non ci impiegherete più di 1 minuto ad avere mezzo chilo di carote a fiammifero!
Un altro segretuccio è quello di utilizzare una parte di farina di mandorle nell’impasto, questo aiuterà la torta a rimanere umida e soffice anche dopo qualche giorno; inizialmente volevo aggiungere anche il classico vasetto di yogurt che unisco sempre agli impasti, ma ho fatto bene a non farlo, non ce ne è stato assolutamente bisogno e il risultato finale rischiava di diventare forse troppo liquido..!

Anche la glassa è una mia variante, la versione originale americana vorrebbe come copertura una crema di formaggio cremoso ma, visto che a me non piace, ho optato per la glassa classica e pronta in 1 minuto, che potete aromatizzare e decorare come più vi piace

Tic Tac, Tic tac! Ormai manca ufficialmente meno di 1 mese al matrimonio!
Ormai è tutto pronto ma un milione di cosine sono ancora da sistemare, bisogna fare tutti i fiocchetti alle confezioni delle bomboniere, devo decorare la cornice per il photo booth, devo ancora fare le wedding wands e devo fare anche la cosa più spaventosa: la sistemazione dei posti a tavola!
E cosa mi manderà ancora più nel panico da ultimo minuto?? Ma un bel viaggio di lavoro di una settimana proprio 1 settimana prima del lieto evento naturalmente!
Mi sa che a 'sto giro sarò un po' troppo agitata anche per riuscire a godermi Sin City... l'unica cosa positiva? L'accesso ai supermercati americani, ho già pronta la lista della spesa: la brining bag per il tradizionale tacchino di novembre, ovviamente fiumi di sciroppo d'acero, la cranberry sauce e un sacco di altre cose, quindi... vediamo il lato positivo!

Pronti con ciotola e spatola?


Ingredienti:

150 gr di farina di mandorle
150 gr di farina 00
50 gr di farina integrale
1 cucchiaino e mezzo di lievito per dolci
500 gr di carote a fiammifero
250 gr di zucchero di canna
1 cucchiaino di bicarbonato
1 cucchiaino abbondante di cannella
1 pizzico di sale
4 uova
350 ml di olio di semi d'arachide

per la glassa:

100 gr di zucchero a velo
2 cucchiai di acqua fredda
1 cucchiaino scarso di succo di limone
1 manciata di nocciole e mandorle tritate grossolanamente


In un'insalatiera mettete le farine, il lievito, il bicarbonato, la cannella e il sale, poi mettete da parte.

Nella ciotola del KA, o del vostro robot, lavorate con la frusta le uova con lo zucchero per 5 minuti, devono diventare belle spumose; continuando a sbattere unite adesso a filo l'olio, poi spegnete e aggiungete le carote e il miscuglio di farine.

Continuate a lavorare con la frusta l'impasto finchè questo non è bello uniforme e ha incorporato tutta la farina.

Scaldate il forno a 180°, imburrate & infarinate una teglia, e versate l'impasto al suo interno.

Cuocete per 45 minuti circa ricordandovi, come sempre, di non aprire mai lo sportello se non dopo almeno i primi 25 minuti; fate la prova dello stecchino: deve uscire asciutto.
Spegnete il forno e lasciate la torta al suo interno per altri 15 minuti con lo sportello aperto, poi tiratela fuori e fate ben raffreddare.

Sformate la torta e mettetela in un piatto da portata, tritate grossolanamente (anche al mortaio o con l'aiuto di una bottiglia) le nocciole e le mandorle e mettete da parte; in una ciotola versate lo zucchero a velo e l'acqua, lavorate velocissimi con un frustino a mano finchè non ottenete una bella glassa liscia e lucida, aggiungete il limone che gli darà un profumino particolare e versatela immediatamente sulla torta aiutandovi a ricoprirla tutta con una spatola. Versate subitissimo la frutta secca sbriciolata e attendete che si indurisca leggermente.

Pronti a gustarla??

28 marzo 2013

CAKE DI FARINA INTEGRALE, MELE E CANNELLA



"The Following" e' la nostra nuova droga.
Un Kevin Bacon da urlo, uno psicopatico con centinaia di seguaci e gli orrori di Edgar Allan Poe: il tutto sapientemente mescolato in un telefilm dal ritmo incalzante che non ha nulla da invidiare ad un thriller da cinema…

E cosa fanno loro come al solito?? Una misera e striminzita puntatina da 50 minuti a settimana!! Esigo un gruppo di sostegno tipo alcolisti anonimi per superare i successivi 7 giorni!

Se avessimo scoperto questa serie con qualche mese di ritardo probabilmente l’avremmo vista tutta per intero in un’unica giornata….
Kevin Williamson sta per diventare il mio nuovo JJ Abrams…..!

A parte questo che dire? Ah sì: Habemus Tableau!

Ovvero il pannello per la disposizione degli ospiti ai tavoli del matrimonio che mi stava ormai mandando in depressione perché non lo trovavo come dicevo io…. non vi posso chiaramente svelare nulla perché gli invitati ci ascoltano, ma sappiate che sarò molto felice di farvelo vedere a cose fatte, sta venendo davvero benissimo e più personalizzato di così non sarebbe possibile, vedrete!!

Intanto ho perso definitivamente il controllo dello sgabuzzino, in quanto scarpe, detersivi ed elettrodomestici vari, devono ormai essere confinati in un angoletto per far posto a tutti gli accessori e props che sto comprando e preparando per il matrimonio!

Qui se dopo tutte queste spese, programmi vari e tanto lavoro manuale, non ne viene fuori un matrimonio alla Enzo Miccio è meglio che mi sparo!

Come mi suggeriva una collega ieri, potrei addirittura pensare di organizzare un mercatino post-matrimonio di wedding-props! Tra l’altro mancano ancora le 2 incursioni più pericolose, quelle al Leroy Merlin e all’IKEA, dove si prevedono esborsi di Euro a pioggia…..povero portafoglietto mio!Ormai ho fatto arrivare roba da tutte le parti d’Italia, dal UK, da New York e dagli States in genere, qualcosa ho anche comprato a Valencia… insomma diciamo che non solo gli invitati arriveranno un po’ da tutto il mondo, ma anche parte degli allestimenti e accessori!

Ma parliamo un po’ di questo cake buonissimo: l’ho preparato come dolcetto finale per la cena di domenica scorsa con gli amichetti grafici, come antipasto ho preparato un pan focaccia al rosmarino anch’esso integrale (che vedrete tra poco sempre su questi schermi), accompagnato da zucchine alla mentuccia gratinate al forno, chorizo spagnolo, spicchi di formaggio Brigante e polpettine di vitello al forno con il cipollotto; come primo piatto ho fatto dei cocci monoporzione di crespelle ricotta e spinaci al forno che son venute cremosissime, e poi per finire un bel caffè accompagnato da questo cake soffice e profumato, reso ancor più goloso dalle mele che rimangono sempre il mio ingrediente preferito quando parliamo di torte!

Essendo stato il mio primo esperimento con la farina integrale, avevo paura che usando solo quella mi sarebbe venuto un po’ “gnucchetto”, quindi ho deciso di tenere anche un po’ della farina bianca: alla fine è venuto davvero morbido e saporito, anche il giorno dopo era ancora molto buono, quindi next time provo a farlo tutto integrale e a diminuire di 50 gr anche lo zucchero, vi farò sapere…

E’ chiaramente perfetto per colazione, (chiedete a chi si è portato via la schiscetta), ma anche per il the del pomeriggio o come dopo cena con il caffè se non volete un dessert troppo ricco che magari per una domenica sera appesantisce un po’ troppo..


Lo provate e poi mi fate sapere? Bravissimi!

 

Ingredienti:
150 gr di zucchero di canna
1 cucchiaino di pasta di vaniglia o essenza di vaniglia
3 uova
2 mele
200 gr di farina integrale
100 gr di farina 00
1 bustina di lievito
cannella a piacere (io una montagna)
170 gr di yogurt FAGE magro alla vaniglia
50 gr olio di semi di arachide
il succo di mezzo limone

 


Partiamo con le mele: pelatele entrambe e poi tagliate la prima a fette sottili e la seconda a pezzettini; vi serviranno una per il ripieno e una per la decorazione. Irroratele con il succo di limone perché non anneriscano e mettete da parte.

Montate ora le uova con lo zucchero con l’aiuto del KA o di un frullino finchè queste non diventano belle chiare e spumose, io le ho lasciate montare per quasi 10 minuti a media velocità. A questo punto aggiungete la vaniglia (non la vanillina!!!), lo yogurt e l’olio, mescolate bene sempre con la frusta e mettete da parte.

In una ciotola mescolate le 2 farine, il lievito e la cannella; aggiungetele poco alla volta all’impasto liquido e mescolate bene per evitare i grumi sempre con la frusta elettrica. Dovrete ottenere un impasto denso e liscio dal profumo e sapore irresistibile….. (lo so che non si assaggia crudo, ma come si fa a resistere???)

Aggiungete all’impasto le mele a pezzetti e mescolate con una spatola con cura.

Con l’aiuto di un pennello (o delle dita) ungete bene uno stampo da plumcake con un po’ d’olio sempre d’arachide, buttategli dentro un pugno di farina e sbattetelo da tutti i lati finchè l’interno del tegame non risulterà ben foderato, eliminate quella in eccesso.

Preriscaldate il forno a 180°, versate l’impasto nel tegame e decorate la sua superficie con le fettine di mela tutte in fila, spolverizzate a piacere con un pizzico di zucchero di canna che darà a fine cottura un buon profumino caramellato e infornate per circa 30 minuti controllando con uno stecchino o un coltello solo dopo i primi 20, non aprite prima lo sportello!

Lasciate intiepidire nel forno con lo sportello aperto, sformatelo e spolverizzate a piacere (ma è facoltativo) con un po’di zucchero a velo, preparate la vostra bevanda calda preferita e gustatevi la vostra creazione!

22 luglio 2012

LE PIZZELLE NAPOLETANE MA... A MODO MIO!



L'avete visto il numero di Sale & Pepe di Luglio?
Io l'ho trovato più bello del solito, un sacco di belle ricette e un sacco di idee stuzzicanti da cui prendere spunti per rielaborare piatti e preparazioni!

E proprio da questa rivista arriva questo impasto assolutamente superlativo: velocissimo da preparare proprio come ogni impasto da pizza, ma con una consistenza ed una sofficità fantastica, nell'ultimo passaggio, quando andrete a formare le pizzelle, la pasta vi sembrerà addirittura impalpabile!

Perchè ho aggiunto "a modo mio" nel titolo?
Perchè nonostante tutti gli ingredienti utilizzati siano assolutamente di tradizione partenopea, quella scelta da me non è la versione napoletana vera e propria che vorrebbe come guarnizione solo sugo di pomodoro e parmigiano grattugiato... 
Non è infatti un mistero che il parmigiano a me piace solo a pezzetti ogni tanto e assolutamente mai e poi mai sulla pasta o con il sugo, guai!!
Ho quindi trasformato queste belle pizzelle dorate in delle classiche bufaline, buonissime!!

Un'altra cosa che non amo è la passata di pomodoro, (a meno che non sia quella fatta in casa dalla mamma), quindi ho fatto un sughetto veloce veloce in padella con dei pomodorini freschi e tanto basilico, e poi l'ho passato per eliminare bucce e semi, così da ottenere un sugo vellutato, fresco e saporito.

Un trucchetto: se anche voi come me non avete in casa il classico passino per fare la salsa che gira e gira, fate come me ed usate al suo posto... lo schiacciapatate! Si ma.. piano, eh? Che sennò imbrattate pareti e soffitto con gli schizzi! Io vi ho avvisate... ;))

Ah! Quasi dimenticavo: è arrivatoooooooooooooooo!!
Ma per sapere cosa dovrete aspettare il mio compleanno, (quando sarò finalmente autorizzata ad aprire il pacco!), quindi se siete curiosi sintonizzatevi sulla mia pagina FB e aspettate il 29 luglio, manca solo una settimana ormai!


Ingredienti per 6 pizzelle di media grandezza
(oppure 12 piccoline)

250 gr di farina 00
12,5 gr di lievito di birra
mezzo cucchiaino di zucchero
acqua

per la farcitura:
pomodorini freschi
tanto basilico
1 mozzarella di bufala
sale
olio per friggere


Per prima cosa togliete la mozzarella dal frigo, eliminate la sua acqua, tagliatela a pezzi e mettetela a sgocciolare in un colino per 1 oretta in modo che perda quanta più acqua possibile.

Sciogliete il lievito in un bicchiere con 5 cucchiai di acqua tiepida e attendete che si formi una schiumetta. Nel frattempo sciogliete 1 cucchiaio raso di sale in 1 dl di acqua.

Impastate a mano o a macchina, (io ho utilizzato il KA), la farina con il lievito e l'acqua salata, impastate finchè non ottenete una bella palla liscia ed elastica, poi coprite con un canovaccio e fate lievitare un paio d'ore.

Nel frattempo preparate il sugo come preferite: o con la classica passata di pomodoro oppure cuocendo in una padella con poco olio una bella manciata di pomodorini tagliati a pezzi, un po' di sale e tanto basilico. Una volta cotto mettetelo a cucchiaiate in un passino o nello schiacciapatate (premete piano e poco alla volta per evitare schizzi!), e ripetete l'operazione finchè non avrete estratto tutto il pomodoro e saranno rimaste da parte solo le bucce e i semi.

Trascorse 2 ore, suddividete l'impasto in 6 palline e fate lievitare un'altra ora.

Mettete a scaldare l'olio e, quando questo è bollente, date la forma di una pizzella alle palline di pasta e friggetele per pochi minuti in abbondante olio senza perderle mai di  vista e girandole una volta solo, quando saranno belle dorate mettetele a scolare qualche secondo su un foglio di scottex e procedete subito con il condimento.

Mettete un po' di pomodoro, spezzettate un po' di mozzarella con le mani e decorate con una fogliolina di basilico fresco, servite bollenti con la mozzarella che inizia a fondersi con il calore!

Servire accompagnando con una bella birra gelata!


18 aprile 2012

POLPETTE D'AGNELLO PENSANDO ALLA GRECIA



Adooooro l'agnello!
Carrè, braciole, spalla, cosciotto, costine, insomma in tutte le maniere!
Capisco che il suo odore pungente può risultare irresistibile per qualcuno e assolutamente improponibile per qualcun altro, e infatti di solito questa carne o piace moltissimo o fa proprio schifo, l'agnello non conosce mezze misure!

Mi sembra chiaro a quale delle due categorie io appartenga, e infatti era già un mese che mi pregustavo la classica grigliata di pasqua... costine sfrigolanti da scottarsi le dita e morbide fette di cosciotto circondate da patate e carciofi arrosto, alla fine come ogni anno la carne comprata è stata troppa e fuori dal barbecue sono rimaste 2 belle fettone di carne... che farci? In un attimo nella mia mente la carne è volata dritta insieme a pomodori, cipolla e cetrioli dentro una fetta di pita calda e croccante, mancava solo il mare delle isole greche sullo sfondo e poi eravamo davvero al completo, Opaaaa!

A proposito di cucina greca, qualcuno ha comprato il libro di Tessa Kiros "Food from many greek kitchens"? E' un sacco di tempo che vorrei comprarlo ma ancora non mi sono decisa perchè non so se le misure sono in grammi o meno e se è bello pieno di fotografie che per me in un libro di cucina sono fondamentali... quindi fatemi sapere che ho già il dito pronto sul tasto BUY NOW!

E la cucina greca, con tutto quell'uso spasmodico di carne d'agnello sotto forma di souvlaki, gyros e ragù come nella moussaka, non poteva che rientrare tra le mie cucine preferite! Chi come me la ama, converrà però che non sempre è facile trovare, fuori dalla Grecia, un ristorante greco DAVVERO buono e dai sapori autentici, non solo maldestramente mascherati da quintali di aglio e cetriolo..

Al momento i ristoranti greci davvero buoni in cui mi è capitato di mangiare si contano sulle dita di una mano: il Taverna Kyclades di New York (nel Queens) dove, oltre ad un buonissimo polpo alla brace con contorno di patate al limone, si mangia anche un'ottima tortina a base di pasta fillo e ricotta; il The Parthenon di Chicago dove ho fatto insieme a Fufi una cena buonissima e infinita ormai qualche anno fa, il Greek Cusina di Portland con il suo gigantesco  polipo viola appeso fuori dal ristorante ed infine il buon Esperides a Milano dove si mangia un'ottima moussaka con sottofondo di Sirtaki!
Lo so, lo so, 3 dei 4 ristoranti sono negli States e quindi non proprio a portata di mano, ma che ci posso fare, sono spesso là e quando son stufa di bistecche e hamburgers, la cucina greca è quanto di più simile alla cucina italiana che riesco a mangiare senza dover cedere alla tentazione di schifide pizze e ignobili paste...

Ma torniamo alle nostre polpettine: tempo fa la mami ha chiesto la trita d'agnello al macellaio e questo ha sbarrato gli occhi manco gli avesse chiesto delle fette di coccodrillo tagliate fini fini, quindi sono giunta alla conclusione che ancora una volta chi fa da se fa per tre, ho tagliato a pezzettoni la carne eliminando l'osso centrale, pelato e tagliato a pezzettoni una cipolletta rossa di Tropea, bagnato con un goccio di latte e strizzato 2 fette di pan carrè e ho passato tutto nel tritacarne del KA; in pochi minuti ecco una bella ciotola di carne trita fresca e profumata con la quale fare degli spiedini alla Jamie Oliver oppure tante belle polpettine morbidissime, cotte al forno e senza olio.... allora, vi ho incuriosito almeno un po'?


Ingredienti:

2 belle fette di coscia d'agnello disossate
1 cipolla rossa di Tropea piccola
2 fette di pan carrè
1 pugno di pan grattato
1 uovo
latte qb
sale, pepe


Ammollate in poco latte le fette di pane, pelate e tagliate a pezzi la cipolla, ricavate dei pezzettoni dalle 2 fette di carne; inserite gli ingredienti alternandoli nel tritacarne (strizzate prima le fette di pane) e fate cadere il tutto in una ciotola.

Accendete il forno a 200° e stendete un foglio di carta da forno sulla placca.

Aggiungete 1 uovo alla carne, salate, pepate, aggiungete un pugno di pan grattato e un goccio di latte, lavorate bene il tutto dapprima con una forchetta e poi a mani nude, in modo che possiate sentire per bene la consistenza della carne; questa dev'essere morbida ma non molliccia, umida ma non bagnata, in questo caso aggiungete un altro pochino di pane; se risultasse troppo asciutta aggiungete invece un goccio di latte.

Bagnatevi le mani e create delle polpettine piccole e più o meno tutte della stessa misura, disponetele placca foderata di carta e cuocete in forno per circa 10/15 minuti, mi raccomando non fatele seccare!

Potete servirle così come sono in una ciotola con tanti stuzzicandenti all'aperitivo, su uno spiedino alternando le polpette con delle mozzarelline e dei pomodorini belli rossi oppure fare come ho fatto io: una bella fetta di pita bread scaldato leggermente nel forno, un bel pomodoro a fette, del cetriolo tagliato molto sottile e appena appena un po' di cipolla rossa; un filo d'olio, un pizzichino di sale e... siete pronti per azzannare!!




29 agosto 2011

SEMIFREDDO AL CAFFE'


Avete presente quella coppetta di gelato al caffè tanto famosa in commercio?
Bhè... questa non solo la ricorda bene, ma se possibile è anche più buona!!

La scorsa settimana cercavo un'idea nuova per un dolce da fine cena che fosse goloso, (gli amichetti sono ormai mooooolto esigenti), ma anche fresco e non troppo "carico", e questo semifreddo con davvero poca fatica si è trasformato nel dessert perfetto!
Ha una consistenza vellutata e il sapore di caffè aiuta anche la digestione, ti lascia proprio soddisfatta!
Insomma, con l'afa terribile dei giorni scorsi è stata una soluzione geniale!

Non saprei dirvi se viene bene anche senza l'aiuto di una planetaria perchè per montare la crema al caffè deve andare per un po' e quasi a massima velocità, chi non avesse il KA o altro puo' senz'altro provare con delle buone fruste, magari un paraschizzi e un po' di pazienza, dovreste farcela comunque.

La ricetta è presa dal fidato Giallo Zafferano e poi da me riadattata a seconda delle esigenze.

p.s. ho appena finito di vedere l'ennesima puntata di Serial Griller e sento l'esigenza impellente di cuocere un petto d'anatra alla griglia.... urge supermercato questo week-end!!


Ingredienti x 5 porzioni:

caffè amaro (una caffettiera da 6 tazzine)
150 gr mascarpone
500 ml panna fresca da montare
6 tuorli
100 gr zucchero
polvere di caffè per guarnire

Per prima cosa ovviamente preparate il caffè; una volta pronto mettetelo in un pentolino con lo zucchero e portate ad ebollizione mescolando di tanto in tanto, deve diventare leggermente denso e lo zucchero deve sciogliersi completamente.

In un tegame per cottura a bagno maria mettete i tuori e sbatteteli con un frustino stando attenti che sotto l'acqua non bolla troppo e li trasformi in frittata; sempre sbattendo incorporate lo sciroppo di caffè a filo e mescolate cuocendo il tutto a bagno maria finchè il composto non si addenserà e diventerà una specie di crema, ci vorranno almeno 20 minuti.

Montate la panna finchè sarà soffice e sostenuta, una volta pronta trasferitela in un'altra ciotola e tenete da parte; mettete a questo punto la crema di caffè in una planetaria e montatela a velocità sostenuta finchè non si sarà raffreddata, a questo punto.... magia!!
La crema avrà triplicato il suo volume e avrà preso una bellissima tonalità cappuccino, non l'avrei mai detto che avrebbe cambiato completamente aspetto!

Mettete in un piaatto il mascarpone e unite 2/3 cucchiaiate di panna montata, lavoratelo finchè sarà diventato soffice e cremoso, dopo di che versate la crema di caffè nella panna e mescolate bene dal basso verso l'alto per far si che venga incorporata completamente ma facendo attenzione a non smontarla.
Quando sarà tutto ben amalgamato, aggiungete alla stessa maniera anche la crema di mascarpone.

Versate il contenuto in 5 ciotoline che possano andare in freezer e fate raffreddare per almeno 4/5 ore; ricordatevi di tirar fuori le coppette 15 minuti prima di servirle.

Decorate i semifreddi con un po' di polvere di caffè o con un ciuffo di panna montata e gustate!


15 agosto 2011

GELATO ALLA VANIGLIA POLINESIANA


Allora: non ci sono dubbi sul fatto che sia molto più pratico comprarlo già pronto, no?
Un bel cono da passeggio mangiato in centro o una bella vaschetta di gelato preparata dal vostro gelataio di fiducia o ancora quello già pronto e super decorato nel bancone surgelati al supermercato: lo acchiappi, lo porti a casa, lo scarti e sei già col primo cucchiaio in bocca!

Ma volete mettere il piacere di un gelato casalingo dove SAPETE esattamente quali ingredienti ci sono dentro e dove la vaniglia è VERA e ben visibile ad ogni cucchiaiata?? Se poi siete fortunati come me e la vaniglia ve l'ha portata una vostra amica direttamente dalla Polinesia Francese bhè... allora il vostro gelato non avrà prezzo!

Era da quando mi ero comprata in un outlet del New Hampshire l'accessorio gelatiera del KA che morivo dalla voglia di provare ad usarlo, ma poi alla fine o avevo sempre il freezer troppo pieno e non ci stava, oppure non avevo tempo, poi finalmente mi sono decisa: mi ci sono dedicata per 2 giorni, (tranquilli sono solo tempi d'attesa, il lavoro da fare non è granchè), e il risultato è stato semplicemente strepitoso!
Cremoso e saporito, il gusto dell'uovo e della vaniglia che ti avvolgono il palato non si può descrivere, vi toccherà provarlo per forza!

Inutile dire che da internet-shopper-compulsiva quale sono, mi è bastato fare il gelato 1 volta per decidere che mi servivano TUTTI gli ingredienti migliori per continuare: quindi via con l'ordine della farina di carrube che serve a non creare la "brinetta" all'interno del gelato, alla farina e crema di nocciola per il prossimo esperimento, coppette di cialda e ancora altre mille cavolate che ora siedono ordinate nella mia dispensa e mi guardano speranzose di essere utilizzate al più presto!

Comunicazione di servizio: se non avete la gelatiera o l'accessorio del KA non è che non potete fare il gelato, vuol dire solo che ci vuole più pazienza: al momento di versare tutto nella macchina voi non farete altro che mettere la vaschetta con il composto in freezer e ogni mezz'ora circa gli darete una bella mescolata e lo rimetterete dentro; dovrete andare avanti con questo procedimento fino a quando il gelato avrà raggiunto la giusta consistenza.

Per questa ricetta vi rimando anche al LINK di quella originale alla quale mi sono ispirata, qui di seguito la mia versione leggermente modificate e un po' meno dolce, fatemi sapere com'è andata!

Ingredienti:

250 gr di latte intero
250 gr di panna
5 tuorli
1 stecca di vaniglia
80 gr di zucchero semolato


Fondamentale se usate l'accessorio gelatiera del KA: deve essere messo nel vostro freezer ALMENO 24 ore prima di essere usato! (io lo tengo in freezer tutta l'estate in modo che sia sempre pronto...)

Come prima cosa mettete in un pentolino il latte e accendete a fuoco basso; prendete un coltello a punta con la lama liscia e affilata, praticate un'incisione per il lungo alla stecca di vaniglia e usando il coltello "di piatto" estraete con cura i preziosi semini che aggiungerete al latte insieme alla stecca. Fate scaldare dolcemente ma non bollire.

Nella ciotola del KA o del vostro robot, sbattete bene i tuorli con lo zucchero finchè saranno belli spumosi e soffici, a questo punto aggiungete la panna.

Spegnete il fuoco e, sempre con le fruste in funzione, aggiungete il latte caldo a filo fino ad ottenere una bella cremina; versate la crema ottenuta nel pentolino e rimettete sul fuoco dove andrete a cuocerla sempre a fuoco lento e mescolando con cura con un cucchiaio di legno.
Prima che il composto raggiunga il bollore, spegnete e mettete da parte e fate raffreddare completamente. Eliminate la stecca di vaniglia e dopo di che mettetelo in frigorifero e lasciatecelo fino al giorno dopo.

Montate l'accessorio gelatiera al vostro KA, azionatelo e solo a questo punto versateci dentro la crema fredda da frigo; perchè raggiunga una consistenza bella cremosa dovrete farlo andare per circa 45 minuti, quindi mettetevi comode sul divano o andate a fare altro.

Una volta pronto versatelo in una vaschetta da gelato che possa essere poi chiusa ermeticamente (la classica scatola di un qualsiasi gelato comprato confezionato andrà benissimo) e riponete in freezer.

Prima di servirlo fatelo ammorbidire una ventina di minuti circa fuori dal freezer, porzionatelo nelle vostre belle coppette e decorate come più vi pare, io che sono ESTREMAMENTE golosa non ho saputo resistere alla tentazione di una bella colata di dulce de leche argentino leggermente scaldato e poi versato sopra generosamente..... ma potete sbizzarrirvi anche con frutti di bosco, ciliege sciroppate, scaglie di cioccolato e qualsiasi altra golosità vi venga in mente!


Quasi dimenticavo..... Buon Ferragosto!

19 marzo 2011

CRESPELLE RIPIENE DI RICOTTA E SPINACI


Innanzitutto tanti auguri al mio papà perchè oggi è la sua festa! :)

Seconda cosa oggi è sabato, questo vuol dire che avete tuuuuutto il tempo per preparare questo piatto per il pranzo di domani: è veloce (abbastanza), sostanzioso, saporito ma allo stesso tempo delicato, insomma un perfetto piatto unico per il classico pranzo della domenica!

L'ideale, come per tutte le paste al forno, è prepararlo almeno un giorno prima, così che i sapori possano fondersi bene l'un l'altro e che la besciamella possa ammorbidire quel tanto che basta questi soffici fagottini.
L'unica accortezza da avere con questo piatto è che la besciamella deve essere abbondante e che il primo giro di cottura sia molto breve in modo da non asciugarla troppo; non essendoci il sugo come nelle lasagne, se la besciamella si asciugasse troppo perderemmo tutta la cremosità e morbidezza che invece deve contraddistinguere questa ricetta!

La pasta della crepe si presta benissimo ad un sacco di usi, può sostituire addirittura la pasta all'uovo per delle lasagne bianche, la si può tagliare tipo maltagliati e condirla con porri, besciamella e speck, può diventare uno scenografico antipasto se trasformata in un fagottino ripieno di besciamella e funghi o ancora può farvi fare un figurone con un dessert low cost ma molto scenografico come le crepes suzette o le crepes alla nutella, cosparse da granella di nocciola o scorzette d'arancia.....

Lo sapevate che le crepes sono un piatto antichissimo? Hanno addirittura il nome in latino: crispus!
In Francia sono ovviamente considerate piatto nazionale, tanto che ogni 2 febbraio in occasione del giorno della Candelora, queste vengono preparate e, come insegna la tradizione, si deve esprimere un desiderio mentre la si fa saltare nella padella; se la crepe girerà bene senza accartocciarsi o rompersi, avrete un anno fortunato!

Quindi? Cosa state aspettando?
Trasformate la vostra casa in una piccola e francesissima creperie!


Ingredienti per 4/6 persone:

per le crepes:
mezzo litro di latte
250 gr di farina
3 uova
sale
burro per ungere la padella

per il ripieno:
500 gr di ricotta
500 gr di spinaci (io surgelati)
parmigiano grattuggiato qb
sale
noce moscata

per la besciamella:
70 gr di burro
70 gr di farina
1 litro di latte
1 cucchiaino di sale
noce moscata a piacere


Cominciamo dalle crepes visto che l'impasto dovrà riposare nel frigo: versate in una ciotola, (io ho usato il KA perchè sono pigra), la farina, 1 pizzico di sale e il latte; lavorate con una frusta elettrica finchè avrete ottenuto una pastella bella liscia e senza grumi, a questo punto aggiungete le uova preventivamente sbattute in in piatto, sbattete ancora con le fruste e mettete in frigo per una mezz'oretta.

Cuocete gli spinaci, (sia che siano surgelati sia che siano freschi), in una pentola antiaderente senza l'aggiunta nè di acqua nè di sale, quando saranno cotti e morbidi, metteteli in uno scolapasta e con l'aiuto di un cucchiaio di legno, premete affinchè perdano più acqua possibile e si raffreddino quindi più in fretta.

Passiamo alla besciamella: in un pentolino alto d'acciaio mettete il burro, la farina, il sale e la noce moscata; mettete sul fuoco a fiamma bassa e con l'aiuto di una frusta sciogliete e amalgamate gli ingredienti fino ad ottenere una cremina marroncina detta roux.
A questo punto aggiungete sempre mescolando il latte freddo e cuocete, (senza smettere mai di mescolare con la frusta per evitare grumi), finchè sarà diventata bella densa.

Prendete ora una padella dal fondo non troppo largo e cominciate a preparare le crepes: il fondo della padella dev'essere molto caldo e leggermente unto di burro (mettetene un pezzetto minuscolo nella padella già calda e spalmatelo con un pennello).
Con l'aiuto di un mestolo versate nella padella una piccola quantità di liquido e, togliendo la padella dalla fiamma diretta, stendetelo in maniera uniforme con l'apposito attrezzo o con una normalissima paletta in silicone; rimettete sul fuoco e attendete che sulla crepe si formino delle bolle, a questo punto giratela, fatela cuocere finchè sarà dorata e mettetela in un piatto.
Continuate così fino ad aver esaurito la pastella ungendo di tanto in tanto il fondo con un pezzettino di burro, dovrete ottenere circa 14/15 crepes.

In una ciotola mettete gli spinaci ormai tiepidi e ben strizzati (mi raccomando!), la ricotta, 1 pizzico di sale e abbondante noce moscata, mescolate bene con l'aiuto di una forchetta finchè questi saranno ben amalgamati.

Assemblaggio: versate un paio di generosi mestoli di besciamella sul fondo di una pirofila da forno, cospargete un po' di parmigiano grattuggiato e dopo di che cominciate a "impacchettare" le crespelle: spalmate la crepe con uno strato di ripieno di ricotta e spinaci e chiudetela a pacchetto, (ripiegate il lembo superiore, poi i 2 laterali insieme e per ultimo quello inferiore); disponete i pacchetti sul fondo della pirofila e una volta composto il primo strato, versate generosamente altra besciamella e ancora del parmigiano; procedete con il secondo strato di crespelle e poi ancora besciamella e parmigiano.

Spolverizzate con noce moscata a piacere, condite con un filo d'olio e infornate per circa 15 minuti a 180°.

Il giorno successivo infornate partendo dal forno freddo per una mezz'ora a 180/200° e servite bollenti!
Farete un figurone!



13 marzo 2011

MARS CHEESECAKE: 100% GODURIA


La Regina del Cheesecake ha colpito ancora!
Ieri sera sono venuti a cena degli amici per un altra serata a tema americano e ancora una volta per il dessert mi sono affidata a Imma e alla sua raccolta inesauribile di goduriosi cheesecake... sono a quota 3 e ogni volta è sempre meglio!
Ho già provato il suo Tiracheese (ma lo devo rifare perchè non l'avevo fotografato), il cheesecake al cioccolato bianco e adesso questo... il più pasticcioso e caramelloso cheesecake mai assaggiato, quello a base di... Mars!!
E qui non stiamo parlando di qualche ingrediente esotico proveniente da Marte, eh no! Stiamo parlando proprio delle barrette snack cioccolatose che ci guardano tentatrici dai cestelli vicini alle casse quando andiamo a pagare al supermercato!

Il risultato è spettacolare, la preparazione semplicissima e ancora una volta senza forno! Vedrete i votri ospiti ammutolire e chiudere gli occhi mentre assaporano ogni singolo boccone in estasi...
Come al solito ho apportato delle modifiche alle dosi della ricetta originale, quindi cliccando QUI arriverete in un battibaleno al post della cara Imma!

Altra novità: oggi pomeriggio qui a casa mia ho tenuto una lezione di cucina!
Sono un po' emozionata perchè per me è stata la prima volta e non sapevo nemmeno se ne sarei stata all'altezza, se sarei riuscita a calcolare bene tutti i vari tempi di lievitazione e cottura per rispettare le 3 ore stabilite, ecc... ma alla fine, tutto è filato liscio!
Ci siamo divertiti un sacco, le ricette son venute benissimo, e i cari "alunni" se ne sono andati a casa con due bei sacchettoni pieni delle loro fragranti creazioni (il pane fatto in casa, i panini al latte, i crackers al rosmarino, la focaccia pugliese e la focaccia con le cipolle!)
E la cosa più bella è che hanno già fatto richiesta per altre lezioni, da quella sulla pasta fresca a quella sulle conserve, dalle crostate ai brasati!
Devo dire che mi fa un po' effetto perchè di solito sono io che frequento i corsi di cucina, quindi stare dall'altra parte del bancone devo dire che è stata una bella esperienza! Non sono sicuramente all'altezza della carissima Sophia o di tanti altri, ma magari un domani chissà! Dopo tutto le nuove esperienze fan sempre bene..!

Vi lascio ora a leccarvi le dita davanti al monitor con questa bella fetta di torta, mi raccomando fatevi tentare e provatela, non ve ne pentirete!


Ingredienti per uno stampo così:


Per la base:
180 g di biscotti oro saiwa
70 g di burro

Per la farcia:
500 g di ricotta
1 confezione di yogurt greco
100 g di zucchero
300 g di panna montata
6 g di colla di pesce
4 mars

Per la glassa di copertura:
2 mars
2 cucchiai di zucchero di canna
20 g di burro
2 cucchiai di panna (o latte)
1 cucchiaio di miele
nocciole pestate e sbriciolate qb



Preparate al base: in un padellino sciogliete il burro, mettete i biscotti nel tritatutto, rovesciateci sopra il burro fuso e tritate fino a quando otterrete l'effetto classico della "sabbia bagnata".
Coprite il fondo della tortiera, appiattite in modo che sia una base uniforme e mettete in frigo.

Preparate la farcia:
- montate la panna ben ferma e mettetela in una ciotola da parte;
- mettete dell'acqua fredda in una ciotola e ammollate i fogli di colla di pesce;
- nella ciotola del KA (o con le fruste elettriche) lavorate la ricotta con lo zucchero, aggiungete lo yogourt e fate in modo che siano ben amalgamati;
- in un pentolino mettete 2 cucchiai di panna e sciogliete a fiamma bassa i fogli di colla di pesce strizzati, versateli a filo nella ciotola sempre con il robot in funzione;
- spegnete il robot e, con l'aiuto di una paletta, incorporate un po' alla volta la panna montata con dei gesti delicati dal basso verso l'alto perchè non si smonti;
- versate metà del composto nella tortiera sopra la base dei biscotti, tagliate grossolanamente i Mars e farcite in modo uniforme, dopo di che coprite con la crema restante;
- livellate la superficie e mettete in frigo per un paio d'ore;

Preparate la glassa di copertura:
Sciogliete in un pentolino i Mars a pezzetti con la panna, lo zucchero, il burro e il miele, fate raffreddare 5 minuti e poi versatela sul cheesecake facendola colare uniformemente su tutta la superficie, dopo di che cospargetela di noccioline appena pestate.
Mettete in frigo per almeno 4/6 ore prima di servirla (e ricordatevi di mettere della carta stagnola sotto perchè la glassa cola che è una bellezza!)



Con questo cheesecake partecipo alla raccolta di Sayuri!

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