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15 giugno 2014

LA SANGRIA (A MODO MIO) - BRINDEMOS!


Festeggiamo!

La fatina di compleanno alla fine ha ceduto ai miei mille pianti e lamenti e, complice la recentissima fuga di una settimana in Florida tra le spiagge di Miami e le case vittoriane di Key West, mi ha portato il regalo più desiderato: il computerino nuovo!
quindi, ora che non ci vogliono più 25 minuti dopo ogni singolo INVIO, eccomi come promesso con un nuovo post e una nuova ricettina, tra l’altro più che adatta ai festeggiamenti: Sangria… Sangria a fiumi!

Che poi si fa presto a dire Sangria, dici che ci vuole? Butto della frutta nel vino e il gioco e’ fatto!
Mbhe’... sicuramente quella e’ una strada, ma quella che vi mostro qui di seguito e’ la mia versione, sicuramente con più passaggi, ma credetemi che ne vale la pena, il risultato e’ una Sangria profumatissima e che vi taglierà per bene le gambe sotto al tavolo….. quindi occhio!

Su Miami che dire? Ci voleva proprio!
Ci siamo spalmati sulla bianca spiaggia di South Beach sotto un sole pazzesco ingurgitando gigantesche fruit salad tra un bagno e l’altro, il mare era splendido e caldo, stranamente poco profondo, nessuno squaletto all’orizzonte e una sfilza di edifici in stile art deco color pastello infilati tra grattacieli ben piu’ moderni a fare da cornice…. in serata la classica passeggiata in Lincoln Road e Ocean Drive e tanto, tanto relax….
Un giorno solo ci ha provato a piovere, poco male: abbiamo risolto immediatamente con una gita nella ricca Coral Gables dove ci siamo consolati con il pantagruelico brunch del Biltmore Hotel tanto caro al vecchio Al Capone, quindi dopo un ricco buffet a base di sushi, chele di granchio, ostriche e decine di mini dessert, abbiamo deciso di concludere la giornata con un po’ di sano, sanisssssimo, shopping al classico Aventura Mall, dove mi son chiusa dentro al mio adorato Anthropologie (dal quale mon amour e’ riuscito a tirarmi fuori con la forza solo dopo diversi tentativi e non prima di aver portato in cassa la solita quantità di pezzi IRRINUNCIABILI).
Anthro: il giorno che aprirai anche in Italia sara’ anche il giorno in cui mi dovrò trovare un secondo lavoro.    

Dopo Miami abbiamo deciso di andare a vedere com’è fatta anche la famosa Key West, dimora (una delle mille) di Hemingway e patria della mia adorata Key Lime Pie….!
C’è da dire che la Overseas Highway che si percorre sfrecciando, (mica tanto), sul Mar Dei Caraibi è notevole, miglia di asfalto sospeso su acque verdissime che collegano tante piccole isolette altrimenti sperdute, fino ad arrivare all’ultimissima in fondo, quello che è chiamato per davvero The Southernmost Point in the US, dal quale solo 90 misere miglia vi separano dalla mitica Cuba! 
Ve lo dico: uno sconfinato mare dai colori pazzeschi vi circonda, ma…. praticamente niente spiagge! Sembrera’ folle (e lo è), ma qui dove tutti si aspetterebbero di trovare un piccolo paradiso tropicale, in realtà’ non ci sono spiagge degne di questo nome! La costa è quasi interamente di pietra e scogli, e riesci a tuffarti in mare solo da qualche pontile che ti permette di superare la barriera; una volta che vi tuffate vi aspettano senza dubbio bei fondali e tanti pesci, ma se stavate sognando lunghe passeggiate sul bianco bagnasciuga resterete delusi.
La sera e’ d’obbligo una passeggiata su Duval Street dove cocktails e musica dal vivo animeranno la vostra serata, ma più di tutto è d’obbligo un tramonto dal Sunset Pier….. stupendo!

Ma ora basta chiacchiere, quello che vi serve davvero è una bella brocca, del vino spagnolo, della buona frutta profumata e qualche trucchetto!


Ingredienti:

75 cl di vino rosso Sangre de Toro già freddo
una stecca di cannella a pezzi o una manciata se già spezzettata
1 cucchiaio di chiodi di garofano
una bella grattugiata di noce moscata
1 arancia rigorosamente bio
1 stecca di vaniglia
3 pesche percoche
2 pesche a polpa gialla
3 cucchiai di zucchero di canna integrale
3 cucchiai di rhum scuro


E’ ovviamente tutto molto semplice, il risultato dipende solo dai passaggi e, come sempre, dalla buona qualità degli ingredienti utilizzati.

Prendete una caraffa e mettete al suo interno la cannella, i chiodi di garofano, la noce moscata e l’arancia lavata e tagliata a fette; versate il vino e date una bella mescolata.

In una ciotola mettete invece le pesche pelate e tagliate a pezzi, la “polpa” estratta dalla stecca di vaniglia, lo zucchero ed infine il rhum; mescolate con cura, i semini di vaniglia devono ricoprire uniformemente le pesche, e il rhum deve sciogliere bene lo zucchero.
La bacca di vaniglia non buttatela, tagliatela a meta’ e aggiungetela al vino.

Mettete tutto in frigo per un paio d’ore.

A questo punto prendete una bella caraffa o una bella insalatiera, (a seconda di quanti litri ne avrete preparata!), e versateci dentro la frutta con tutto il succo lucido e sciropposo che avra’ nel frattempo tirato fuori; prendete un colino a maglie strettissime (quello per lo zucchero a velo per intenderci) e versate tutto il vino filtrandolo, così che le spezie non finiscano nei vostri bicchieri facendovi saltare un dente con i chiodi di garofano…..

Rimettete in frigo per un’altra ora e poi…… salud amigos!   

1 aprile 2013

VALENCIA! (E UN ADDIO AL NUBILATO CHE SPACCA)


Chi è la futura sposa del 2013 con le amiche migliori al mondo che si possano desiderare??
Io ovviamente!

Negli ultimi mesi hanno tramato alle mie spalle, bisbigliato per non farsi sentire, ridacchiato e arruolato complici, smanettato su internet, si sono coalizzate, hanno coinvolto mezzo mondo, mi hanno fatto accordare giorni di ferie a mia insaputa, hanno frugato nella mia borsa per rubarmi i documenti, hanno ideato le peggiori figuracce da farmi fare in giro (e fortunatamente poi hanno cambiato idea), hanno raccolto informazioni culinarie e molto altro ancora…. ma soprattutto hanno scelto di regalarmi 2 pazze intere giornate insieme a loro a Valencia!

Tutto comincia il 26 febbraio con un rapimento dal mio caldo lettino alle 4:00 di mattina, (e i vicini di casa ancora ringraziano perché hanno cambiato idea all’ultimo momento in merito alla sveglia con megafono), zaino con pigiama e spazzolino in spalla, Rayban d'ordinanza inforcati anche se fuori è ancora buio, e via verso l’aeroporto!

E qui le trovo tutte allegre e saltellanti, (nei limiti di quanto lo si possa essere a quell’ora), mi hanno consegnato il bustone con guida e biglietti aerei che svelava finalmente la destinazione, e siam saltate sull’aereo!
Tralasciando il fatto che una comitiva di 30 bambini in gita probabilmente avrebbe fatto meno casino di noi in aereo, dopo un paio d’ore siamo atterrate in un’assolata Valencia più affamate del diavolo di Tasmania… dopo aver lanciato in hotel gli zaini ci siamo subito buttate alla scoperta della città, che devo ammettere è stata la seconda grande sorpresa della giornata: bellissima!

Pulitissima, con un centro storico molto bello, cibo spettacolare, costo della vita ottimo e bella gente! 
Quindi la nostra priorità assoluta quale poteva essere nonostante fosse ancora mattina? 
Ma mangiare ovviamente! E quindi vai di bocadilli farciti con jamon iberico, tortillas de cevolla y de papas, il tutto annaffiato da birra ghiacciata!
Una volta rifocillate a dovere ci siamo buttate con le varie visite: il Mercato Centrale, storico e bellissimo con la sua struttura di ferro e vetro, al suo interno un vera festa per gli occhi (e la pancia): banchi del pesce, frutta e verdura coloratissime, carne, pane, tapas… in quel momento ho davvero invidiato i valenciani che ci vanno a fare la spesa ogni volta che vogliono!

E poi ancora la cattedrale e le altre chiese, i bellissimi palazzi storici e il quartiere ultra moderno a pochi passi dalla spiaggia dove avrete solo l’imbarazzo delle scelta su quale museo o mostra visitare, i giardini reali dove passeggiare al sole e poi shopping, cioccolaterie e case del thè, ma soprattutto ridere, ridere e ridere!!

Dovrei vergognarmi un po’ a dirlo ma…. la cultura è stata completamente messa da parte, c’erano troppe cose da bere e da mangiare e le passeggiate tra i monumenti servivano prevalentemente a digerire tra una mangiata e l’altra!
Quindi se volete sapere a che anno risalgono chiese e monumenti, e in quale stile son stati progettati gli edifici, mi dispiace ma dovete andare in libreria! 

A cosa ci siamo dedicate con attenzione noi?
Paellas di ogni tipo, vino, sangria, birra, tapas, cioccolata azteca in tazza e cioccolatini farciti ai lamponi, fritto di mare, papas bravas, brioches, tortillas, chorizo, jamon… la lista è lunga e sicuramente incompleta, credetemi!

A questo punto se dovessi consigliarvi dei posticini che non potete perdervi senz’altro vi direi:

PAELLA
Il ristorante Canela se volete cenare in centro gustando una paella di tutto rispetto, degli ottimi piatti di pesce e dei dessert golosissimi; i ristoranti sulla spiaggia se invece volete un pranzo più “unto” e goloso, memorabili le due mega paellere a la valenciana e con il pesce mangiate al St. Patricio! (non memorabile il fritto misto surgelato, ma noi abbiamo ingurgitato stoicamente tutto!).
In entrambi i posti la paella è stata preparata al momento, quindi ordinate il vino e preparatevi ad attendere minimo 40/50 minuti..

GOLOSITA’
La cioccolateria Cacao: di tutto di più.
Dalle cioccolate in tazza di ogni tipo ai cioccolatini di tutte le forme e dimensioni, dai fruttini ricoperti al cioccolato alle tavolette afrodisiache, insomma un concentrato di calorie, ma che buoniiiiii!

TAPAS
Ovunque: crostini con chorizo arrostito, salsiccette su bocconi di purè, olive, polpettine di carne, peperoni fritti, tortillas di patate dorate, fagottini salati…. Fare un elenco completo sarebbe impossibile! E il tutto al costo di 1 euro compresa una birra piccola!
Nella “Milano da bere” questi prezzi te li sogni!

MERCADO CENTRAL
Di tutto di più: frullati di frutta fatti al momento, tapas, pesce fresco, crostacei, prosciutti appesi, olive condite, patate fritte, pasticcini di ogni forma e colore, frutta secca, l’elenco è infinito davvero!

Dopo due giorni così siam tornate a casa distrutte e con probabilmente 2kg in più addosso, stremate dalle risate e dalle camminate, ma se possibile ancora più affiatate!

Quindi che dire di più?
Grazie per l'impegno che ci avete messo, grazie per la pietà che avete avuto (Titti tu sai di che parlo, vero?), grazie per non aver fatto scelte scontate, grazie per non avermi portata in squallidi localetti, grazie per aver evitato torte dal dubbio gusto e dalle improbabili forme, grazie per avermi dedicato 2 giorni delle vostre ferie, grazie per aver lasciato a casa mariti, figli e fidanzati, grazie per la levataccia, grazie per non tirarvi mai indietro quando si tratta di me e grazie anche a chi avrebbe voluto esserci ma per mille ragioni alla fine non ce l'ha fatta...
Gracias amiguitas, ve quiero muchissimo!




27 giugno 2010

TORTILLA DI PATATE DELLA ZIA PEPITA


Faccio ancora in tempo a partecipare all'MT Challenge di Menù Turistico??
Al solito arrivo all'ultimo momento...

Per partecipare a questo contest in cui si chiedeva di creare o di reinventare una ricetta a base di patate e uova, mi sono lambiccata il cervello per una settimana: prima ho pensato di fare una frittatina sottilissima a base di patate e cipolle grattuggiate da arrotolare poi a 'mo di sigaro, poi ho pensato di creare delle polpettine di patate e zucchine, poi ancora una serie di mini flan a base di uova, patate e formaggio...
Sì sì, tutte idee buone sulla carta, ma poi la semplicità ha prevalso.

La prima volta che mon amour mi ha confessato quale fosse il suo piatto preferito in assoluto non ha avuto dubbi: la frittata di patate!
Il che mi è sembrato strano.. a parte che pensavo di essere l'unica a conoscere quella frittata (a casa mia è sempre stato un piatto di quelli che si mangiano quando in frigo e dispensa non c'è più nulla...!), e poi non so.. avrei immaginato un piatto più "forte" come possono essere le lasagne o un bell'arrosto!

Invece la sua risposta mi ha spiazzata e incuriosita, fu così che venne fuori che sua mamma è spagnola e che da piccolo, quando trascorreva le sue vacanze in Spagna a casa della zia Pepita, lui non voleva mangiare altro!
Mi raccontò che ogni giorno la zia gli chiedeva "que quieres comer?", lui rispondeva subito " tortilla zia, tortilla!!"

E' per questo che ho lasciato da parte restyling strani della ricetta e decorazioni raffinate, (che comunque non mi si addicono), questa che vi presento vuole essere solo un'imitazione, (quella originale della zia alla fine l'ho assaggiata anche io... ed è insuperabile!!), di quella famosa tortilla dell'infanzia del mi amor!

Ingredienti:

5/6 patate medie
3 cipolle
4 uova
olio per friggere
sale, pepe








Pelate e tagliate a pezzettini le cipolle e friggetele in poco olio finchè saranno ben dorate e morbide; una volta pronte mettetele in un piatto con dello scottex per assorbire l'unto in eccesso.

Pelate e tagliate le patate a tocchettini piccoli, poco meno di un centimetro, e friggeteli finchè saranno cotti e ben dorati; mettete anche queste su uno scottex insieme alla cipolla.

In un'insalatiera sbattete le uova con del sale e del pepe, aggiungete la cipolla e le patate e mescolate bene con un cucchiaio finchè sarà tutto ben amalgamato.
A questo punto in una padella non molto grande e dai bordi alti mettete un po' d'olio a scaldare e versate il composto ottenuto.

Con l'aiuto di una paletta e un po' di pazienza, fate fare una piccola crosticina sul fondo e appena questa si stacca dalla padella, fate fare un bel giro alla frittata con l'aiuto di un coperchio, rimettetela sul fuoco, schiacciate leggermente e ripetete questa procedura 3/4 volte.

Essendo altina non sarà sufficiente girarla una volta come le frittate normali, perchè altrimenti all'interno l'uovo rimarrà troppo crudo, per questo andrà girata più volte.

Una volta cotta avrete per le mani una tortilla croccantina fuori e cremosa al suo interno, quindi...buen provecho!


E ora che vinca il migliore!


Non ho vinto ma.. questo è il bellissimo commento di Ale&Dany di MT, grazie!!
"la Tortilla di patate della zia Pepita di Alessandra: the original. Dalla Spagna con furore e la zia Pepita vale quasi quanto nonna Papera. Ci è piaciuta la storia, ci è piaciuto il perdurare della tradizione, ci è piaciuto il modo di trasmettere affetti ed attenzioni attraverso le ricette di famiglia. Il premio: DI TORTILLA CE N'E' UNA, tutte l'altre son nessuna"
Se volete leggere il resoconto completo della sfida e scoprire chi ha vinto cliccate QUI

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