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26 novembre 2015

JAMBALAYA DI ORZO DI CASA MIA



Ogni tanto mi ricordo che ho un blog, e ogni tanto mi ricordo di andare in archivio a vedere se c’é qualche ricettina interessante da condividere, e oggi ho trovato proprio questa che ormai da tempo fa parte dei nostri menú e che preparo sempre volentieri.

Siamo finalmente arrivati anche all’importante traguardo della 37esima settimana… ormai in tanti avete intuito di che parlo, anche se per scaramanzia non mi sono mai azzardata a dirlo troppo a voce alta vista la brutta e sofferta partenza, ma diciamo che all’alba del nono mese comincio a tirare un po’ fuori la testa dal guscio… (e la carta di credito dal portafoglio visti gli acquisti pazzi degli ultimi giorni!)
Visto che ormai manca poco, e visto che ho tenuto duro fino adesso, direi di pazientare ancora un po’ per cantare vittoria, ma spero di poter condividere presto la notizia anche con voi che mi leggete e che mi scrivete sempre anche in privato, fingers crossed until the very end my friends!

Ma torniamo in cucina che vi racconto una storia: una storia ambientata tra le botti e i profumi di antiche ed affascinanti distillerie americane e corse ai cavalli, attraversando gli stati delle Georgia, del Tennessee e del Kentucky, e lo so che con la vera jambalaya tanto cara agli stati del Sud la mia ha poco a che vedere, ma é quello che mi hanno ricordato i suoi ingredienti quando ho deciso di prepararla, quindi ve la beccate così com’é!

La vera jambalaya l’ho mangiata una volta sola in una gelida serata di dicembre in un ristorante di una cittadina del Kentucky dopo aver passato tutto il pomeriggio (e parte della mattinata!) a degustare bourbon saltando da un distillificio all’altro attraversando paesaggi più o meno imbiancati dalla neve… che dire, dopo tanto freddo e alcool un buon piatto caldo e ricco ci voleva!
Ero via per lavoro e ricordo ancora che a pranzo ci avevano ingozzati come tacchini a colpi di pollo fritto, (manco a dirlo, eravamo in Kentucky!), mashed potatoes, pomodori verdi fritti e svariati piatti di dessert opulenti e ricchi di caramello, toffee e panna montata, le coronarie di noi italiani sono state messe a dura prova quel giorno: fritto, super alcolici e 4530 calorie a morso ogni volta che mangiavamo qualcosa! 
Ma é stato troppo divertente ed eravamo un bel gruppetto, fatto sta che quella sera, davanti all’ennesima cena programmata per le 18:30 in perfetto orario gallinesco americano, nessuno di noi aveva particolarmente fame…. ma che fai? Sul più bello ti tiri indietro e dai un dispiacere a coloro che ci hanno messo cuore e anima a prepararti un’ottima cena?? Giammai.

Quindi quella sera trovai un compromesso: ordinammo in due un'unica porzione da dividerci di questo tipico piatto del south che ero tanto curiosa di assaggiare, certo il massimo sarebbe stato assaggiarla in Louisiana, ma solo il Tennessee e il Mississippi mi separavano dalla versione originale, quindi era una scelta più che accettabile.
I più sbrigativi potrebbero dire che la jambalaya é una sorta di paella carne e pesce, in quanto non si tratta altro che di riso, cipolla, sedano, peperoni, carne di pollo e salsiccia unita ai frutti di mare, ma in realtà é molto più di cosí: é un piatto speciale, che arriva dai lontani Caraibi e con tante spezie e profumi che cuociono per quasi 2 ore nel brodo a fuoco lentissimo, per permettere al riso e a tutti gli altri ingredienti di assorbirne e carpirne tutti i suoi odori e sapori…

E quella sera si riveló la scelta vincente: un piatto caldo e saporito che ci scaldó per bene anima e corpo prima di rientrare stremati in hotel; detto questo….. la mia versione non c’entra niente!
La mia é una ricetta molto più veloce, (anche se da il meglio di sé se la cuocete con qualche ora di anticipo e lasciate lí ad insaporirsi un po’), con molte meno spezie, e che con quello che io ho sempre in freezer e in dispensa si può preparare in qualsiasi momento, che volete di piú?
L’orzo al posto del riso poi lo trovo fantastico, ci sta proprio bene, e non essendoci brodo gli da una consistenza ottima, anche mon amour si é innamorato di questo piatto al primo assaggio ed é sempre felice quando lo preparo!

Che dite, ci volete provare? Se poi alla fine non vi piace, potete sempre “pulirvi la bocca” con uno shottino di Jim Beam o di Jack Daniels!


Ingredienti per 4/6 persone

500 gr di orzo (il mio era quello perlato, se siete puristi prendete quello integrale)
1 peperone verde (no, giallo e rosso non sono la stessa cosa!)
1 cipolla bionda
300 gr circa di salsiccia di maiale fresca piccante
300 gr circa di gamberi carnosi (io quelli giganti argentini surgelati crudi)
1 peperoncino piccante
olio, sale


Ovviamente per prima cosa cuocete l’orzo: mettetelo in un colino, sciacquatelo bene sotto l’acqua corrente, versatelo in un tegame possibilmente anti aderente e copritelo d’acqua (circa 2 dita in più rispetto al suo livello); salate quanto basta e portate a bollore.
Una volta che comincia a bollire abbassate la fiamma al minimo e coprite con un coperchio, una volta cotto (almeno 35 minuti) avrà assorbito tutta la sua acqua, quindi ogni tanto controllate e, se ce ne fosse bisogno, aggiungetene poca alla volta e bollente.
Scolate l’orzo e mettetelo da parte.

In una padella fate imbiondire nell’olio la cipolla e il peperoncino, poi aggiungete il peperone tagliato prima a strisce e poi a cubetti, salate poco e cuocete finché bello dorato ma non troppo bruciacchiato; con una paletta toglieteli dalla padella senza portarvi via l’olio e metteteli da parte in un piatto.

Nella stessa padella e senza lavarla per non perdere il profumo del peperone, cuocete ora la salsiccia che avrete tagliato a pezzetti da 1 cm circa; fate rosolare per bene e fate cuocere completamente; toglietela dalla padella e unitela al piatto con i peperoni.

Cuocete ora i gamberi ai quali avrete giá eliminato testa, carapace e filetto nero, li avrete sciacquati velocemente sotto l’acqua e li avrete tagliati in due in senso orizzontale (cosí si arricceranno durante la cottura e diventeranno carini!). Saltateli velocemente in padella, salateli e mettete da parte.

A questo punto non resta che unire il tutto: con l’aiuto di una forchetta sgranate un po’ l’orzo che sarà un po’ tutto unito e versatelo nella padella calda, mescolate bene in modo che si disfi un po’ e che cominci ad assorbire i profumi lasciati dagli altri ingredienti, e poi rovesciategli sopra i peperoni, la salsiccia, i gamberi e tutti i loro succhi di cottura, fate cuocere altri 5 minuti, assaggiate di sale e se va tutto bene spegnete il fuoco e fate riposare almeno per un’oretta.

Al momento di servire andrà scaldata nuovamente perché si mangia ben calda essendoci la salsiccia, versatevi un bel bicchiere di vino rosso oppure, ancora meglio, stappatevi una bella birra e gustatevi il piatto! 


10 settembre 2015

TARTE TATIN DI POMODORI (E DI FINE ESTATE)



Questa in realtà risale alla scorsa estate, ma poi mi ero sempre dimenticata di pubblicarla e mica potevo farlo a Dicembre quando ormai i pomodori sono solo di serra, no?
Agosto e Settembre sono invece i mesi perfetti, i pomodori sono rossi e succosi come non mai e ovunque se ne trovano a cassette, anche per fare la salsa e le conserve per l'inverno, quindi il momento é quello giusto.

E' facile, gustosa, ottima come aperitivo ma anche come piatto unico (io da sola potrei mangiarla intera, ma si sa che sono una pomodori-dipendente, quindi non faccio testo).
Mi sono ricordata di questa foto in archivio proprio ora che sono appena rientrata da una decina di giorni di mare in Calabria: lí, ad ogni angolo della strada, in questo periodo se ne stanno impilate decine e decine di cassette di pomodori, e la tentazione di comprarli tutti per un'overdose di salsa, pomodorini confit, friselle col pomodoro fresco, spaghettate e molto altro ancora, é stata forte... ma poi mi son detta: c'era mica una ricetta che mi ero tenuta da parte per fine agosto? Ed eccola qua!

Della Calabria ve ne parleró bene nel prossimo post, sono mesi in effetti che non scrivo nulla, ma da aprile in avanti é stato come un giro infinito sulle montagne russe, un momento ero al settimo cielo e il momento dopo cedevo al panico e allo sconforto, ma ora il peggio sembra alle spalle (o almeno spero), quindi un po' alla volta tornerò a dedicarmi alla cucina e a questo bel passatempo che é il blog (e magari tra un po' vi svelerò anche le novità).

Ma ora bando alle ciance: farina, pomodori, tagliere e si comincia!


Ingredienti

per la pasta brisee:

500 gr di farina 00 (oppure 300gr di integrale + 200 di 00)
300 gr di burro morbido e tagliato a pezzettini
2 cucchiaini di sale 
2 uova
2 cucchiai di acqua fredda (o di latte)
1 pizzico di zucchero

per il ripieno:

pomodori maturi a volontá (io misti: ramati, ciliegini, datterini, ecc..)
basilico fresco a vostro piacere
olio quanto basta
sale e un pizzico di pepe
1 cucchiaio di zucchero di canna


Cominciate dal guscio di pasta: su un tagliere mettete la farina a fontana, al centro mettete il burro, il sale, lo zucchero e le uova; lavorateli unendo a poco a poco la farina dai lati utilizzando solo la punta delle dita, così da non scaldare troppo l'impasto. Quando il burro sará unito alla farina e avrete ottenuto un impasto grumoso ma ancora slegato, aggiungete l'acqua o il latte poco alla volta finché vedrete che stará insieme e riuscirete a formare una bella palla liscia.
Avvolgetela nel domopak e mettetela in frigo per 1 oretta.

Passiamo ora al ripieno: se non avete l'apposito tegame da tarte tatin, (io comprai anni fa quello di Emile Henry ed é ancora perfetto), utilizzate un qualsiasi tegame da forno rotondo e anti aderente che possibilmente possa andare anche sul fuoco. Mettete sul fondo un po' d'olio, spargete un po' (poco, mi raccomando!) di zucchero di canna in modo che in cottura caramellizzi appena, e i pomodori tagliati a metà e tutti a faccia in su'; condite con sale, pepe e cospargete con le foglioline di basilico, coprite con un coperchio e fate cuocere sul fuoco solo per qualche minuto, mettete da parte e lasciate intiepidire.
Importante: i pomodori durante la cottura perderanno un po' di volume, quindi siate di manica larga e abbondate un po' con la quantità se volete evitare antiestetici buchi quando la rivolterete.

Accendete il forno e riscaldatelo a 180 gradi, tirate fuori dal frigo la pasta, mettete un po' di farina sul tagliere perché non si attacchi e stendetela con il mattarello fino a raggiungere il mezzo centimetro circa di spessore. Adagiatelo sul tegame dove avete cotto i pomodori e tagliatela della misura giusta affinché riusciate ad infilare nel bordo pasta sufficiente a creare una specie di crostata.
Bucherellate l'impasto delicatamente e non troppo in profonditá con una forchetta e infornate per 30 minuti circa o finché la pasta non sará dorata e leggermente croccante.

Fate raffreddare e poi, con molta attenzione e aiutandovi con l'apposito piatto o con un coperchio, rivoltatela in modo che i pomodori siano in alto. A questo punto potete servirla sia fredda che intiepidirla in forno nuovamente, il giorno dopo (se ci arriva) sarà ancora più saporita, fidatevi!

9 aprile 2015

SALMONE MARINATO ALLA SVEDESE


Ecco fatto, vi presento la mia nuova fissa nonché il nostro nuovo antipasto per la prossima vigilia di Natale, il salmone affumicato fatto in casa!
Che poi non ho capito come mai prende quel non so che di affumicato quando di affumicato non c’é nulla, né il sale danese né l’affumicatore in cucina, mah..!

Non mi ricordo di preciso dove avevo visto la prima volta questa preparazione, credo in una delle mille puntate o libri di Jamie, in ogni caso fin da subito mi era venuta voglia non solo di assaggiarlo ma anche di prepararlo: un bel trancione di salmone che dopo aver assorbito bene tutti gli odori diventa così sodo e asciutto da poter essere affettato sottilissimo…. e tutto questo senza fare N U L L A, fa tutto lui nel frigo!

Comunque, aldilà della mia fissa costante sul Natale, in realtà é forse ancora più adatto alla primavera e all'estate, quando comincia a far caldo e la sera si arriva a casa con la voglia di una cena pronta in 10 minuti (compreso apparecchiare) e zero voglia di sporcare la cucina o di stare ai fornelli.
Si conserva in frigo benissimo anche per 5 giorni, e potreste pensare di prepararlo nel weekend in modo da averlo pronto a metà settimana quando vengono gli amici a casa per fare l’aperitivo o per una cena al volo, magari con una bella insalata a base di patate al vapore, salmone e finocchietto, che dite?


Ingredienti:

un bel trancio di salmone alto un paio di dita (circa mezzo chilo)
2 limoni bio
1 arancia bio
2 cucchiai di semi di finocchio
sale e zucchero (2 parti di zucchero e 1 di sale - circa 300 gr in tutto) 


Per prima cosa bisogna preparare il salmone: che voi abbiate preso come me un pescione intero da sfilettare o che abbiate preso un trancio pronto, non potrete esimervi dal controllare molto bene che questo non abbia spine da eliminare, quindi passate un dito sulla polpa e quando ne trovate una estraetela tirando con decisione ma senza “stracciare" il pesce, dovrete eliminarle tutte é importante.

Sciacquate il trancio lasciando la pelle attaccata e asciugatelo bene con un po’ di carta assorbente.

In una ciotola mescolate il sale, lo zucchero i semi di finocchio e la scorza grattugiata degli agrumi, mescolate bene e mettetene un terzo sul fondo di una pirofila, adagiate sopra il salmone e ricopritelo completamente, se necessario preparate altra marinatura. 
Sigillate con la pellicola, salutate e mettete in frigo per un paio di giorni.

Dopo due giorni si sarà formato un lago scuro e caramelloso intorno al pesce in quanto il sale gli avrà fatto cacciare i liquidi e questi si saranno addensati sciogliendo lo zucchero, e annusandolo avrá un buon profumo di agrumi.
Eliminate completamente la marinatura e la crosta di sale e zucchero, io l’ho anche sciacquato velocemente sotto l’acqua e poi l’ho asciugato bene con la carta assorbente, ungetelo leggermente con dell’olio spalmandolo con le dita e poi rimettetelo in frigo su un piatto pulito e coperto con della pellicola per un altro giorno.

A questo punto, quando andrete a tagliarlo, vi renderete conto che il pesce, avendo perso tutti i suoi liquidi, sarà talmente compatto che riuscirete a ricavarne delle fettine sottilissime tipo il salmone affumicato che si trova in commercio!


Io l’ho mangiato al naturale accompagnandolo con delle fettine sottili di limone (io AMO il limone), oppure in un ottimo sandwich: una fetta di pane morbido integrale, qualche fettina sottilissima di salmone, avocado maturo a fette, 1 uovo all’occhio di bue e un’altra fetta di pane integrale a chiudere…… CHEVVELODICOAFFARE?

23 marzo 2015

TIELLA DI RISO, MOSCARDINI E PATATE



Questa é la versione modificata, (tanto per cambiare), della ricetta tradizionale di riso, patate e cozze, una sorta di incrocio tra la ricetta originale della tiella pugliese e della paella di pesce spagnola… fusion o confusion, che dite??
La vera tiella in realtà prevede la distribuzione degli ingredienti a strati precisi e separati, io invece li ho assemblati un po' così, senza troppa attenzione, sennò che ricetta veloce é?

In ogni caso, con soli 5 minuti di preparazione (e quasi 1 ora di cottura in forno), porterete in tavola un piatto unico gustosissimo che potrete cuocere sia in un’unica grande teglia, oppure in tanti cocci monoporzione, a seconda della grandezza dei moscardini, questo ad esempio era un tegame del diametro di 20 cm e quindi perfetto per una doppia porzione.

Il riso avrá un sapore di pesce molto più concentrato rispetto ad un tradizionale risotto, sul fondo e sui bordi si formerà una crosticina golosa e croccante, mentre il pesce sarà morbido e saporito come se fosse stato cotto alla griglia, con la punta dei tentacoli semi bruciacchiata... insomma provate anche voi e vedrete se non ho ragione!

Ma la cosa migliore l’avete capita qual é?
Z E R O lavoro, si mette tutto nel tegame, si inforna e si va a fare altro! (Magari a stappare una bella bottiglia di vino)


Ingredienti x 2 persone

300/400 gr di moscardini (il mio era uno solo)
2 carote
2 tazze di riso integrale 
1 patata grande
olio evo, sale e pepe

per il brodo:
l’ideale é un brodo di pesce, io ho usato l’acqua in cui avevo bollito poco prima del baccalá, 
ma va bene qualsiasi pesce; in mancanza di questo potete fare un brodo vegetale 
con un paio di carote, una cipolla, 1 finocchio e poco sale.


La sera prima mettete a mollo il riso in una ciotola con acqua fredda (se usate il riso normale non ce n’é bisogno) e preparate il brodo di pesce o verdura così che si insaporisca per bene (quando l’acqua bolle aggiungete il pesce che mangerete per cena oppure le verdure, fate cuocere 10 minuti al massimo il pesce o una mezz’oretta/45 minuti le verdure a fiamma bassa e con il coperchio, poi spegnete e lasciate raffreddare).

Assemblaggio e cottura: scaldate il forno a 200 gradi, mettete dell’olio sul fondo del tegame, aggiungete le carote pelate e tagliate a fette, le patate a cubetti tutti uguali, il riso, un pizzico di sale e i moscardini privati di occhi e becco.

A questo punto aggiungete un paio di mestoli di brodo bollente, una spolverata di pepe e infornate per 40 minuti circa a 180 gradi; non dovrete fare altro, solo aggiungere di tanto in tanto il brodo quando si sarà asciugato per portare a cottura il riso.


Consiglio: se vi rendete conto che i moscardini sono cotti, (devono rimanere morbidi e non cuocere troppo altrimenti diventeranno di gomma), mentre il riso é ancora crudo, potete eliminare momentaneamente il pesce per aggiungerlo di nuovo alla fine solo per scaldarlo, io ho fatto così!

19 ottobre 2014

GALLETTO RIPIENO E L’AUTUNNO NEL PIATTO



Marrone, giallo, arancio, ruggine e cannella: questi i colori che caratterizzano una delle più belle stagioni dell’anno. Il marrone delle castagne, il giallo delle foglie, le prime arance che cominciano a fare capolino sulle bancarelle del mercato, i cachi dalla golosa polpa color ruggine e la cannella che impregna le cucine di molti di noi, mentre sforniamo torte di mele, muffin e…. galletti!

Questa non é altro che la versione mini e un po’ meno complicata del famoso tacchino del giorno del ringraziamento, così se anche voi vorrete provarci, non sarete costretti a caricarvi sulla schiena 8kg di tacchino come ama fare la sottoscritta!

Come contorni lasciatevi ispirare dai colori dell’autunno: io al mercato sono riuscita a trovare delle gigantesche patate dolci (700 gr la più piccola!) che ho lavato e fatto cuocere intere nel forno per un paio d’ore a 160/180 gradi; poi le ho fatte raffreddare e le ho tagliate a metá per il lungo, alcune le ho cosparse di scamorza affumicata e pancetta, altre le ho lasciate al naturale e poi le ho messe sotto il grill 5 minuti, accompagnate a tavola da delle pannocchie lessate in acqua salata, perfette!

Ovviamente con questo menú non poteva mancare anche il pane di mais, e la ricetta la trovate QUA.

Ma domani é già lunedì??? Muoro...!


Ingredienti per 6 persone

6 galletti
1 confezione di castagne precotte
5 salsicce punta di coltello
mezza confezione di pan carré 
1 bacello di vaniglia o 2 cucchiai di pasta di vaniglia
2 arance
2 stecche di cannella
zucchero di canna 
sale fino
4 spicchi d’aglio
1 cipolla grande
1 carota
salvia e rosmarino
olio
poco burro


Si comincia con un giorno di anticipo: disossando i galletti e mettendoli a marinare.

Ora per disossare i galletti (o qualsiasi altro tipo di carne) ci sono essenzialmente 2 modi: prendete un tagliere e un coltello molto affilato (é fondamentale per fare un lavoro fatto bene!), incidete il dorso proprio in corrispondenza dell’osso che sapara il petto, incidete da entrambi i lati fino n fondo fino a riuscire ad estrarlo per intero. Seguendo sempre la linea delle ossa, eliminate ora quelle costali facendo molta attenzione a non dividere il pennuto in 2 altrimenti poi sarà impossibile farcirlo e richiuderlo. Credetemi, é più difficile scriverlo che farlo, e online ci sono un sacco di foto, tutorial e video che vi chiariranno non poco le idee, quindi non scoraggiatevi a priori e date un’occhiata. 
Non buttate le ossa, vi servono per il brodo!
In alternativa, come dicevo, c’e' anche un secondo modo: chiamate un paio di giorni prima il vostro macellaio e ordinateglieli già disossati (ma fatevi lasciare le ossa sia delle cosce che delle ali e fatevi restituire quelle della carcassa per fare il brodo!).

Ora che avete i galletti aperti a libro, prendete un’insalatiera molto capiente e adagiateli al suo interno, a questo punto spremetegli sopra il succo di 1 arancia e mezza e sistemate le fette della restante meta’ tra i vari strati; cospargete 2 cucchiai abbondanti di sale fino e 2 di zucchero, spezzate in 2 le stecche di cannella e piazzatele qua e la; a questo punto massaggiate velocemente e coprite completamente con acqua fredda.
Sigillate con della pellicola trasparente e mettete in frigo per almeno 24 ore, questo trattamento vi permetterà di ottenere una carne morbidissima e per nulla asciutta.

Una volta messi a marinare i galletti pensate alle castagne, perché anche loro hanno bisogno di tempo per insaporirsi: prendete un sacchetto trasparente che possa poi essere chiuso e versateci dentro le castagne già cotte; incidete per il lungo il baccello di vaniglia estraendo con la punta di un coltello i semi contenuti al suo interno, tagliatelo a meta’ e lasciate anche quello all’interno del sacchetto che chiuderete e che massaggerete ben bene spappolando grossolanamente le castagne finché saranno tutte ben avvolte dalla vaniglia. Sigillate e mettete in frigo fino al giorno dopo.

L’ultima cosa da fare prima di andare a dormire é tagliare a quadretti il pan carré e stendetelo su un vassoio, cosí durante la notte avrà modo di asciugarsi e seccarsi un po’.

Il giorno in cui cucinerete e servirete i vostri galletti cominciate la preparazione con almeno 2/3 ore di anticipo: in una pentola mettete circa 1 litro d’acqua fredda, poco sale grosso e portate a bollore; a questo punto aggiungete le ossa di pollo e 1 carota e fate sobbollire per 1 ora e mezza circa a fiamma bassa.

In una padella capiente versate dell’olio e mettete a imbiondire la cipolla, eliminate dal budello la polpa della salsiccia e sbriciolatela al suo interno, fate rosolare ben bene e poi aggiungete le castagne. Salate molto poco e fate cuocere qualche minuto con un mestolo di brodo, poi aggiungete il pane e mescolate bene: deve assorbire tutto il brodo e ammorbidirsi a tal punto da amalgamarsi completamente con la carne e le castagne.
Mettete da parte e fate raffreddare.

Ora bisogna farcirli, vi serviranno o un ago da lana con dello spago da cucina, oppure degli elastici da cucina, a seconda di come vi trovate meglio. Io ho usato entrambi a seconda delle occasioni, cucire richiede un po’ di manualità in piú perché bisogna far attenzione a non stracciare la pelle e la carne, quindi forse gli elastici sono più semplici da gestire la prima volta.
Aprite i galletti, mettete al centro un sesto del ripieno e chiudete con pazienza per bene, perché in cottura il ripieno non deve scappare fuori!!

Adagiate i galletti in un tegame da forno, aggiungete gli spicchi d’aglio, salate leggermente, aggiungete salvia, rosmarino e qualche fiocco di burro e infilate nel forno già caldo e a 200 gradi per circa 5 minuti, quando comincia a sfrigolare irrorate con un paio di mestoli di brodo caldo e abbassate la temperatura a 160 gradi e fate cuocere per 1 oretta; trascorso questo tempo capovolgeteli con delicatezza e cuocete sempre a bassa temperatura per un’altra mezz’ora, poi girateli ancora, aumentate la temperatura a 200 fino a creare una bella crosticina dorata.


Sfornate e date fondo alla vostra cantina scegliendo un’ottima bottiglia di vino rosso, non siate timidi!

28 settembre 2014

INSALATA DI QUINOA ALLA MEDIORIENTALE


Compro le cose e poi rimangono in dispensa, ormai lo sapete.
Solo l’operazione “svuota freezer” a volte può andare in soccorso di pacchettini e cartoccini che da mesi aspettano di essere trasformati in piattini deliziosi, e cosí é stato anche per la quinoa.

Dice Wikipedia: 
[La quinoa (in spagnolo quínoa o quinua) è una pianta erbacea annuale della famiglia delle Chenopodiaceae, come gli spinaci o la barbabietola.
I semi di questa pianta, sottoposti a macinazione, forniscono una farina contenente prevalentemente amido, il che consente a questa pianta di essere classificata merceologicamente a pieno titolo come cereale nonostante non appartenga alla famiglia botanica delle graminacee o poacee. Si distingue da altri cereali per l'alto contenuto proteico e per la totale assenza di glutine.]

Sará per questo che é diventata così di moda negli ultimi anni? Direi senz’altro di sí, visto che anche io per prima l’ho comprata e mangiata per questo motivo, ormai chi di noi può dirsi NON intollerante almeno a qualcosa?
La cosa che mi ha stupito di più al primo assaggio é la consistenza: non é facile da descrivere, te l’aspetteresti morbida come i grani di cous cous o al massimo leggermente più consistente come il farro, in realtà é u po’ più “callosetta”.. molto particolare, ma senza dubbio buona.
Lo svuotamento del freezer imponeva l’utilizzo anche di un trancetto di salmone, (l’ultimo della bestia gigante che avevo comprato intera e poi surgelato a pezzi), così ho deciso di farci un’insalata tiepida aggiungendo qualche ingrediente che gli desse una spintarella in piú: un pugnetto di albicocche disidratate e una manciata di pistacchi salati sono bastati a portare un po’ di medioriente nel piatto, creando un bel mix di sapori ma soprattutto consistenze diverse.
Ne é venuta fuori un’insalatina davvero buona e che vi consiglio, potrete personalizzarla come più vi piace, sostituendo il salmone con del pesce bianco tipo merluzzo, e sostituendo le albicocche con dei più “natalizi” datteri o dei più golosi fichi…. che ne dite infatti di proporre questa ricetta come aperitivo per la cena della vigilia? Ovviamente servita in piccoli bicchierini monoporzione, vedrete che saranno un successone!
(Lo so, lo so… é il 28 di settembre e giá parlo di Natale…. ma guardate che mancano SOLO un’ottantina di giorni eh??? UN NIENTE!!)

Ingredienti per 2 persone:
1 bicchiere di quinoa (fidatevi, triplica il suo volume da cotta!)
1 filetto di salmone
4/5 albicocche disidratate
1 manciata di pistacchi tostati e salati 
olio, sale, pepe

Cominciate dalla quinoa: in una padella o un tegame antiaderente versa 1 bicchiere di quinoa e coprilo con 2 bicchieri d’acqua fredda, aggiungi un po’ di sale e porta ad ebollizione, dopo di che abbassa la fiamma al minimo, copri con un coperchio e lascia che cuocia per altri 10 minuti circa.
Spegni il fuoco, dai una mescolata e chiudi di nuovo il coperchio per altri 10 minuti. La quinoa a questo punto avrà triplicato il suo volume, sarà bella gonfia e i chicchi separati.
In una padella o piastra ben calda, aggiungi poco olio e fai cuocere il salmone, dovrà essere ben rosolato all’esterno ma rimanere morbido e rosa all’interno, salate, pepate e lasciate intiepidire.
Fate rinvenire le albicocche 5 minuti in acqua tiepida, dopo di che strizzatele e tagliatele grossolanamente; i pistacchi invece andranno sgusciati e privati della buccettina interna, e poi pestati malamente in modo da ottenerne dei pezzetti ma non briciole finissime, in bocca dovranno essere croccanti.
In una bella insalatiera a questo punto versate la quinoa e conditela con il salmone fatto a pezzetti (senza spappolarlo, i filetti dovranno rimanere visibili), condite con un po’ di olio (non molto!) e pepate a vostro piacere; unite a questo punto anche le albicocche e date una bella mescolata.
Al momento di servire in tavola decorerete la superficie sparpagliando i pistacchi che, con il loro verde brillante, renderanno non solo il piatto piú bello ma anche piú buono!

21 settembre 2014

TAJINE DI AGNELLO CON BULGUR ALLE VERDURE



Da cosa nasce questa ricetta? Da un’incazzatura.
Sí, da un’incazzatura avete letto bene.
Per motivi di comodità e di mancanza di tempo, mi capita spesso di fare la spesa online, é sicuramente più comodo farla dal divano con l’ipad sulle ginocchia mentre si guarda un film, piuttosto che svegliarsi presto anche il sabato per andare a sgomitare tra gli scaffali dell’iper, e poi devo riconoscere che problemi rilevanti non ne ho mai avuti.
Ma a ‘sto giro….

Se mettete nel carrello virtuale un cosciotto (anzi due) di agnello da 1 kg, cosa vi aspettate che vi mandino a casa? Io, (povera ingenua), pensavo un semplice cosciotto.. INTERO!
Eh no, cari miei, quel buontempone del macellaio ha pensato bene di tagliarlo a braciole lasciandole peró unite dall’osso….. che poi: vuoi fare un favore non richiesto alla massaia? Ecco, allora taglia l’osso con la tua mannaia, che la carne morbida siam capaci anche da sole…!

E da qui il cambio di programma: cancellato a malincuore il cosciotto d’agnello cotto al forno con rosmarino e patate a bassissima temperatura fino a che la carne diventa così tenera che si stacca dall’osso da sola, (esattamente come avevo già fatto con il COSCIOTTO DI MAIALE), mi trovavo quindi a dover pensare ad una ricetta alternativa….. e qui entra in gioco il mio shopping compulsivo che, qualche anno fa, mi aveva fatto aggiudicare con ENORME soddisfazione una stupenda pentola per Tajine che peró non avevo ancora mai usato! EUREKA!

Non potete capire che risultato… una carne morbidissima che si scioglieva in bocca, profumatissima e tenuta insieme da un sughino denso e saporito in cui tuffare una fetta di pane croccante… inutile dire che gli amichetti a cena hanno fatto il bis! (E mon amour che era assente se lo é sbafato A COLAZIONE la mattina dopo, ci credete che si é svegliato col pensiero?? numero uno!)

Vi avviso però che se state pensando al tajine che avete mangiato durante il vostro ultimo week-end a Marrakech vi sbagliate. Niente spezie invadenti per me, banditi il cumino, la curcuma e tutti i loro fratelli, l’agnello é una carne già molto saporita e con un gusto marcato e inconfondibile, (non per niente o la si ama o la si odia), che bisogno c’é di aggiungere altri 200 sapori?
Datemi fiducia e provate la ricetta così com’é, non ve ne pentirete.

Accompagnamento: perfetto quel pacchetto solitario di bulgur che giaceva in dispensa! 
Sapete che amo il cous cous, però devo riconoscere che forse il bulgur mi piace di piú: non si attacca, rimane tutto bello separato e si presta benissimo per le insalate. 
Ovviamente se non l’avete già in casa il cous cous va benissimo.

Nota bene: la pentola da tajine é perfetta in quanto la forma conica del coperchio consente al vapore creatosi durante la cottura di ricadere sulla carne “sfinendola” e rendendola quindi morbidissima; con questo però non voglio dire che dovete uscire di corsa a comprarne una… se avete una bella pentola in ghisa con il coperchio o un bel tegame di coccio andranno bene anche quelli.
Se invece in generale vi piacciono stracotti e spezzatini… compratela, ne vale la pena! (e poi quanta scena fa quando la portate direttamente in tavola??)

Caro il mio macellaio, hai tentato di rovinarmi la festa, ma alla fine ho vinto io, piatto da applausi!


Ingredienti per 4 persone

per la carne:
1 kg di braciole d’agnello dello spessore di 4/5 cm
2/3 scalogni
2 carote
2 patate medie
2 pomodori belli rossi
olio, sale

per il brodo:
4 carote
1 cipolla

per il bulgur:
1 tazza di bulgur
1 peperone rosso
1 melanzana piccola o metá di una grande
2 scalogni
una bella manciata di foglie di basilico
olio, sale, pepe


Come prima cosa occupatevi del brodo che vi servirá sia per portare a cottura la carne, sia per cuocere il bulgur.
In una pentola mettete circa 1 litro / 1 litro e mezzo di acqua fredda, pelate le carote, pulite la cipolla e metteteli interi nell’acqua con mezzo cucchiaio di sale grosso, mettete sul fuoco e fate cuocere con coperchio e a fiamma bassa per circa 1 ora e mezza, stando attenti che non evapori troppo, deve prendere il sapore delle verdure ma senza restringersi troppo.

Preparatevi ora tutti gli ingredienti: pelate le carote e tagliatele a rondelle, pelate gli scalogni e tagliateli in 4.
La carne la taglierete a dadoni, quindi dei cubi tipo da 4x4, non fatevi spaventare dalla dimensione perché in cottura la carne si restringe moltissimo. Eliminate il grosso del grasso ma non toglietelo tutto: il sapore dell’agnello arriva anche da lí.

Ora mettete la base della pentola sul fuoco e fatela scaldare, aggiungete POCHISSIMO OLIO (1 cucchiaio e non di piú!) e fate dorare la carne senza che questa si attacchi, mescolate per qualche minuto e poi sistematela in modo che occupi tutta la base; adagiate sopra lo strato di carote e poi gli scalogni, salate, irrorate con un paio di mestoli di brodo caldo e chiudete il coperchio.

Fate ora cuocere a fuoco basssssssimo per circa 1 ora avendo cura di controllare la carne ogni 20/25 minuti per assicurarvi che il grasso che via via si scioglie non vada a far attaccare, e quindi a bruciare, la carne, ma soprattutto per aggiungere di tanto in tanto un po’ di brodo man mano che questo viene assorbito. 
Mi raccomando: poco brodo alla volta, che non state facendo il lesso!

Dopo un’ora circa andrete ad aggiungere i pomodori tagliati in quattro e le patate pelate e tagliate a cubetti; metteteli sopra la carne, salate e rimettete il coperchio, rimanendo in cima si cuoceranno praticamente con il vapore che prima sale verso l’alto e che poi, per via del particolare coperchio, ricade verso il basso. Otterrete cosí delle patate cotte, morbide ma sode, e soprattutto non spappolate!

Assaggiate la carne: deve disfarsi quando la infilzate con la forchetta, e in bocca dev’essere un burro…. correggete di sale se necessario e lasciate intiepidire a coperchio chiuso. 

Visto che il bulgur ha bisogno di qualche ora per insaporirsi ben bene, preparatelo con qualche ora di anticipo, in modo che abbia tempo di riposarsi, prepararlo il giorno prima sarebbe proprio l’ideale.
É tutto molto semplice, preparate le verdure: riducete gli scalogni, il peperone e la melanzana a pezzetti piccoli, fate scaldare un po’ d’olio in una padella e cuoceteli finché saranno morbidi e dorati. Salate, pepate e lasciate raffreddare un pochino.  

Mettete il bulgur in una padella o tegame antiaderente, copritelo con 2 tazze di brodo, (o acqua), salate e portate a bollore. Raggiunto il bollore abbassate la fiamma al minimo e cuocete altri 10 minuti circa a coperchio chiuso, poi spegnete e lasciate che si gonfi con il vapore a coperchio chiuso per almeno altri 10 minuti.

In un’insalatiera mettete il bulgur tiepido, aggiungete le verdure e un filo d’olio solo se necessario, e cospargete con abbondante basilico fatto a pezzetti piccoli. Pepate e mettete da parte.


Siete pronti: bruschettate delle belle fette di pane per renderlo croccante, stappate una buona bottiglia di vino, (ma anche di birra come ho fatto io), e servite in tavola, successo assicurato!

31 agosto 2014

IL ROAST-BEEF FAST & FURIOUS



Come prima cosa diciamo subito che questa non é una ricetta per cucinare un pezzo di roast-beef.
Mia mamma fa un roast-beef al sale strepitoso, cotto in forno e saporitissimo, ma non e’ oggi che condividero’ con voi quella ricetta, sorry.

Queste fettine di carne così rosa, tenere e succulente che vedete tra due ottime fette di pane cotto a legna, sono in realtà figlie di un bel pezzo di entrecote di Fassona piemontese grigliate come una comune tagliata!
E perché ce lo vuoi “vendere” come roast-beef se invece roast-beef non e’, direte voi??
Perché l’aspetto e l’uso che se ne fa e’ esattamente lo stesso, ma il taglio di carne e i tempi di cottura sono completamente diversi, perfetti per una cena d’estate (o di quello che ormai ne rimane).

Per chi non lo sapesse, il roast-beef classico prevede una cottura di circa 30/35 minuti per ogni chilo, questa entrecôte invece, tra l’altro di carne pregiatissima comprata dalla premiata macelleria Faravelli di Milano, nonostante sia alta 5cm circa, e’ stata cotta sulla piastra 4 minuti per lato, un bel risparmio di tempo, no?

La cosa fondamentale, come ogni volta che si cucina la carne, é lasciarla riposare almeno 10/15 minuti prima di tagliarla, (in questo caso noi tutta la notte in quanto l’avevo preparata per il pranzo del giorno dopo); in questo modo tutti i succhi hanno il tempo di ridistribuirsi all’interno, mantenendo non solo la carne morbida e gustosa, ma evitando anche il classico laghetto nel piatto che non piace a nessuno…   

Ora, sapete giá molto bene che non sono né i tempi di cottura né i consumi del forno a spaventarmi, (con il forno acceso 330 giorni all'anno sono sicura di essere tra i migliori clienti dell’Enel), ma sono anche una grande fan di tutte quelle ricette che, con il minimo sforzo, fanno ottenere il massimo effetto, quindi la riproporrò sicuramente!

E voi, ci volete provare?


Ingredienti:

un bel pezzo di ottima entrecôte o controfiletto tagliato alto 4/5 cm
rosmarino fresco
dell’ottimo olio extra vergine
pepe, sale grosso


Come ho già ripetuto all’infinito: la qualità degli ingredienti costituisce il 90% di ogni ricetta.
Seguire alla lettera tutto, ma cucinare un pezzo di carne che non sapete né da dove arriva né come é stato allevato, oppure comprarne uno pregiatissimo ma poi condirlo con un olio scadente, non sono 2 mosse intelligenti. Piuttosto mangiatevi un toast.


Cominciamo con la marinatura: in una pirofila o in un piatto a bordi alti mettete dell’olio fino a coprirne bene il fondo, spezzettate del rosmarino, aggiungete del sale grosso e grattugiate un po’ di pepe nero; adagiatevi sopra il pezzo di carne e massaggiatelo bene voltandolo su entrambi i lati finché sarà ben condito.
Copritelo con un pezzo di pellicola e mettetelo in frigo almeno per un paio d’ore (oppure la sera prima, oppure la mattina prima di andare a lavorare, ecc..).

Un’ora prima di cucinarlo toglietelo dal frigo, voltatelo e giratelo nel suo condimento un paio di volte e aspettate che torni ad essere a temperatura ambiente (mai cucinare la carne appena tolta dal frigo).

Ora prendete una bella piastra, io ne uso una in ghisa e mi trovo benissimo, e fatela scaldare molto bene.
Attenzione: la padella non é la stessa cosa! É fondamentale che sia una superficie o una griglia piatta, in quanto i bordi piú alti di una padella vi faranno ottenere una cottura non dico bollita, ma quasi, sicuramente non grigliata!

Senza aggiungere altro condimento, adagiate la carne al centro della piastra a fiamma medio/alta, e cuocete senza né muoverla né tantomeno punzecchiarla con forchette e forconi, per 4 minuti, poi con una pinza, o 2 cucchiai, voltatela e fate cuocere alla stessa maniera.

Ora che avete ottenuto una carne molto ben abbrustolita all’esterno, mettetela su un pezzo di carta stagnola, chiudetela e lasciatela cosí per almeno 15/20 minuti.
Trascorso questo tempo potrete affettarla sottilmente su un tagliere senza che vada perso un solo goccio del suo succo (lo vedete anche dalla foto quanto si é mantenuta bella umida al suo interno la carne!)

Io, una volta raffreddata completamente, l’ho fatta riposare tutta la notte in frigo e il giorno dopo, con l’aiuto di un tagliere e di un coltello ben affilato, ne ho ricavato delle fettine sottili, (quando é fredda é più facile da tagliare), e mi sono fatta un bel panino aggiungendo solo qualche foglia di insalata, un goccio d’olio buono e qualche granello di sale grosso, tra 2 fragranti fette di pane appena comprato al mercato…… buon appetito!

Alternativa: in una ciotola mettete abbondante olio extra vergine, 1 peperoncino piccante a pezzetti, rosmarino e timo freschi in abbondanza, sale grosso e qualche grano di pepe.
Coprite con della pellicola e lasciate in infusione per una notte.
Il giorno dopo disponete le fettine di carne sottili in un bel piatto da portata e irrorate la carne con l’olio aromatizzato, perfetto servito con delle patate novelle arrostite con tutta la buccia!

30 marzo 2014

I (MIEI) GAMBERI ALL'ORIENTALE


Eh si, ormai ve l'ho detto, il riso al cocco per me e' il nuovo nero... va su tutto!
ma sappiate che la morte sua e' proprio il pesce, aggiunge quel non so che in più che trasforma un piatto semplicissimo formato da 3 ingredienti in croce in un piatto unico, bilanciato e buonissimo!

e poi un po' di regime detox ci voleva dopo gli ultimi giorni a New York, abbiamo mangiato benissimo, ci mancherebbe, però il cibo di casa e' un'altra cosa, soprattutto in vista della prossima partenza per Chicago, dove, oltre agli orsi polari e ai 2000 appuntamenti di lavoro, mi aspettano bisteccazze, hamburgers & co... (anche se in realtà ho già individuato un paio di ramen bar che non mi sembrano niente male, quindi seguitemi su facebook o instagram per i soliti aggiornamenti in tempo reale!)

ma visto che ormai e' passato un mesetto dall'ultimo post, (che qualcuno mi regali un pc nuovo, pleaaaase!), facciamo un breve riassunto delle puntate precedenti: marzo ha decisamente dato il via ai viaggi (di lavoro e non), quindi mi avete seguita sui social prima durante il long week-end dagli zii in Calabria dove ci siamo abbuffati come se non ci fosse un domani (a proposito: per sopperire alla penosa promozione turistica della regione, presto arriverà un post che vi farà fare le valigie in un attimo, fidatevi), poi mi avete seguita a New York dove me ne sono andata a spasso alla scoperta di Long Island City, Brooklyn e Lower Manhattan delle quali vi ho già spifferato qualche segreto e qualche foto, e questa settimana sono in partenza per la fredda Chicago... ma altri ne verranno nei prossimi mesi, non vi anticipo nulla ma rimanete sintonizzati e con carta e penna a portata di mano, vi lascerò qualche indirizzo degno di nota qua e la!

Ma tornando alla settimana detox: ho passato una settimana a "ripulirmi" senza mangiare carne, pane, pasta o soia, ho mangiato un sacco di verdura (memorabile la faccia di mio marito quando aprendo il frigo ha afferrato il daikon credendo che fosse una provola.... e vi risparmio il principesco commento!!), pesce, quintali di mirtilli e the verde a fiumi......
questo qui sopra e' stato quindi forse il primo vero piatto condito della settimana, e quanto me lo sono goduta ieri a pranzo con quella bella giornata di primavera?? aaaah... chevvvelodicoaffare??!

attenzione che in 30 minuti siete a tavola, e che tutti gli ingredienti sono da dispensa, (ovvero che in casa ci sono sempre o ci dovrebbero essere..) siete pronti?? via!


Ingredienti per 2 persone

1 tazza di riso basmati
1 brick di latte di cocco
1 confezione di gamberi argentini surgelati
1 manciata di fagiolini piattoni (o altra verdura)
olio di semi di arachide
sale
salsa piccante di peperoncini


per prima cosa il riso: lo mettete in un tegame antiaderente, ci versate sopra il latte di cocco e riempite d'acqua il suo brick 2 volte amalgamando il tutto, aggiungete un po' di sale e mettete sul fuoco a fiamma media senza coperchio.
appena prende il bollore, mescolate, abbassate la fiamma al minimo, coprite con il coperchio e fate cuocere per 15 minuti circa mescolando ogni tanto. quando sarà cotto ed avrà assorbito tutti i liquidi lasciatelo coperto e al caldo.

nel frattempo che cuoce il riso sbollentate i gamberi, sgusciateli e fateli saltare in padella dove avrete messo un goccio di olio e la salsa di peperoncini (io due cucchiai abbondanti, voi fate uno se volete un sapore più soft); tenete da parte.

tagliate via le punte dei fagiolini, tagliateli a pezzetti e sbollentateli in acqua salata, quando saranno cotti scolateli e passate sotto l'acqua fredda così che rimangano belli verdi e non scuriscano.

basta, avete finito!
in un piatto mettete il riso, fateci una buchetta in mezzoe. metteteci i gamberi con la loro bella salsa e cospargete i fagiolini a vostro piacimento, stappate una birretta e gustate!
super facile, no?

9 febbraio 2014

SALMONE ALLA PIASTRA CON RISO AL COCCO E VERDURINE



Entrato per direttissima tra i miei piatti preferiti e più cucinati degli ultimi mesi: tenerissimo salmone con una crosticina croccante, verdurine appena saltate in padella e profumatissimo riso basmati al cocco.... una goduria!
E' velocissimo, ci sono solo i grassi "buoni" e fate un figurone con pochissimi sbattimenti!
Questo piatto è quello che preparero' domani sera per cena alle amichette, e questo stesso piatto (con l'unica variante di aver sostituito il salmone con dei gamberoni), è quello che ho preparato venerdi all'altra mia amichetta in dolce attesa, adesso capite cosa intendo quando dico che lo preparo SPESSO??

Le verdure da abbinare poi cambiano sempre, qui avevo saltato separatamente in padella prima della buonissima zucca fatta a fettine e poi degli spinaci freschi con olio e aglio, mentre venerdi ci ho abbinato delle melanzane grigliate, domani sera sarà invece il turno (se li trovo in pausa pranzo al super) dei broccoletti croccanti con un po' di peperoncino, insomma sbizzarritevi!

Il latte di cocco si trova ovunque e in mille formati, io ho trovato la mia dose perfetta in quello venduto anzichè in lattine nei piccoli brick come quelli del succo, quando devi cucinare per una o due persone è la dose esatta, quindi niente sprechi; ormai sta in quantità nella mia dispensa ed insieme a lenticchie, gallette di riso bio e farine di ogni tipo, è entrato per direttissima nella lista degli ingredienti "mai più senza"!

Qui gli esperimenti continuano senza sosta, e vi anticipo già che oggi ho creato una torta di mele buonissssssima senza lievito, burro, latticini e frumento, da leccarsi le dita! Nei prossimi giorni la pubblico, ma vi basti sapere (per chi la conosce) che Pierina se ne è addirittura mangiate DUE fette... (e chi la conosce sa quanto questa sia cosa rara!!)

La ricerca della destinazione perfetta per le vacanze di quest'anno intanto continua senza sosta e anche un po' di paranoia, quest'anno le vacanze le ha scelte mon amour e quindi mi ha dato come unica regola non negoziabile che siano due settimane di solo mare..... e che ci vuole direte voi? Nel mondo c'è più acqua che terra! Eeeeeh sì, la fate facile voi...... il mare dev'essere CALDO.... ma caldo, caldo, caldo, eh?
Quindi escluso TUTTO il Mediterraneo rimangono solo oceano pacifico (che quest'anno abbiamo lasciato a malincuore da parte), il mar dei Caraibi e il mio amato Oceano Indiano... vedremo come andrà a finire, cmq devo riconoscere che mi son stressata di meno a programmare viaggi on the road per tutta l'America, a mettere insieme l'Argentina con il Cile e a programmare una luna di miele in Australia!

Di sicuro al momento ci sono solo una settimana tra Miami e Key West e un long week-end a Londra, vi farò sapere come andrà a finire per le altre due settimane, ma se avete suggerimenti.................


Ingredienti per 2 persone:

2 tranci di salmone alti un paio di cm
4 belle manciate di spinaci freschi
700/800 gr di zucca
1 bicchiere e mezzo di riso basmati
200 ml di latte di cocco
3 spicchi d'aglio, olio, sale, pepe


Cominciamo dal riso: prendete un tegame anti aderente, metteteci il riso, versateci sopra il latte di cocco, riempite d'acqua il cartoncino vuoto e aggiungetela nella pentola, mettete un cucchiaino raso di sale fino, mescolate e chiudete con un coperchio. Cuocete a fiamma bassa per circa 15 minuti, mescolando ogni tanto, il riso deve cuocere per assorbimento, quindi a fine cottura dovrà essere asciutto, non va scolato!
Se si dovesse asciugare prima che sia completamente cotto, aggiungete poca acqua calda alla volta e cuocete alla stessa maniera finchè cotto.
Lasciate coperto e mettete da parte.

Pulite il pezzo di zucca e tagliatelo a fettine sottili, mettete un po' olio in una padella e, quando caldo, rosolate la zucca finchè diventa tenera ma non spappolata, aggiungete un pizzico di sale e mettete da parte in una ciotola.

Nella stessa padella rimettete un po' d'olio e 3 picchi d'aglio in camicia, quando l'olio sarà ben profumato, aggiungete gli spinaci che avrete lavato e asciugato nello strizza insalata, chiudete con un coperchio e fate cuocere un paio di minuti. Gli spinaci cuociono davvero in pochissimo tempo, quindi non perdeteli di vista!

Scaldate ora bene una piastra e ungete su entrambi i lati le fette di salmone (in questo modo userete meno olio che versandolo in padella), quando la piastra è calda aggiungete il pesce e fatelo cuocere 1 minuto su entrambi i lati a fiamma vivace: deve fare la crosticina fuori e rimanere rosa e morbido dentro.

Prendete a questo punto un piatto, fate un bel lettino di spinaci, aggiungete la zucca e adagiatevi sopra il salmone dopo aver grattugiato sopra un po' di sale e un po' di pepe; in una ciotola mettete il riso e gustatevelo in tutta la sua semplicità!

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