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16 settembre 2015

CARTOLINE CALABRESI


18 anni.
18 anni esatti che non tornavo in vacanza in Calabria, e l'ho trovata esattamente come me la ricordavo: posti stupendi, sapori buonissimi e spiagge da urlo!
Fin da quando ero piccola le settimane di luglio erano quelle che si passavano a Botricello, subito prima di scappare a scorrazzare per un mesetto nell'animata riviera romagnola, ma non appena ho finito le scuole e ho cominciato a lavorare, ho messo da parte sia i fichi d'India che le piadine e ho cercato di esplorare quanto più possibile il mondo, da est a ovest e da nord a sud, cosciente del fatto che un giorno mi sarei presa una pausa dai lunghi viaggi in aereo e dalle mete esotiche per tornare alle morbide paste di mandorla calabresi...

E questo anno molto speciale era proprio quello giusto, quindi abbiamo infilato 4 cose in valigia e siamo tornati per una decina di giorni nella casa di vacanze della mia infanzia, dove non ho ritrovato solo zii e cugini ad aspettarmi, ma quotidiane riconferme dei ricordi lontani che avevo: la bianca spiaggia a due passi da casa, le acque e i panorami spettacolari di Pietragrande e Caminia, la pizza rossa e le paste alle mandorle di Mezzotero, le spettacolari distese di fichi d'India che ti accompagnano in ogni spostamento, gli ulivi e le viti con appesi  i grappoli giganti che si trasformeranno presto in vino Ciró, le brioches ripiene di crema chantilly e crema al pistacchio, i peperoncini rossi e piccantissimi, le bellissime ceramiche degli artigiani di Squillace, il profumo di caffè tostato che esce dalla fabbrica del Caffè Guglielmo quando passi dalla spiaggia di Copanello, il panorama de Le Castella illuminate di notte, il traffico di Catanzaro Lido, il latte di mandorla ghiacciato il pomeriggio,  insomma l'elenco è infinito...!



Questi 10 giorni sono passati veloci, tra mattinate in spiaggia e pisolini al fresco il pomeriggio, ad arrostirci sul pedaló persi nel blu e verde del mare, (ricordate che le foto piu belle alla costa si fanno proprio dall'acqua), e rimpinzandoci con cene da 10 portate per pochi euro, facendo passeggiate sotto la luna piena e organizzando qualche gitarella fuori porta... il tempo passa veloce quando si sta bene.

E così una giornata ce ne siamo andati a Pietragrande, (il cui panorama da solo varrebbe un viaggio), e ce ne siamo stati una giornata intera a mollo nel mare e a goderci i tuffi dei più coraggiosi che, dopo aver scalato la roccia più alta, si lanciavano da 13 metri di altezza senza paura; abbiamo guidato verso la verde costa tirrenica a caccia di spiagge da sogno e le abbiamo trovate: la spiaggia del Tono a Capo Vaticano (dove vi sembrerà di fare il bagno in una piscina da quanto è azzurra e chiara l'acqua), e la cittadina di Tropea, soprannominata non a caso "la perla del Tirreno"; andate a passeggiare tra i suoi vicoli storici pieni di ristorantini e artigiani della ceramica fino a sbucare sulla terrazza che sovrasta l'azzurro accecante del mare e, proprio davanti a quel panorama sul bianco santuario costruito sulla cima di una roccia, capirete perché questa piccola città dalle case costruite sul fianco di una rupe è conosciuta in tutto il mondo!



A questo punto, Jonio o Tirreno, questo è il dilemma.... anzi no! Ovunque decidiate di stare potrete visitare anche in una sola settimana sia est che ovest (i piú furbi faranno anche una capatina a Sud per rifarsi gli occhi con i Bronzi di Riace e una gita sulle montagne della Sila per una bella scorpacciata di funghi); tenete conto che dalle "mie" spiagge joniche si raggiungono le spettacolari Capo Vaticano e Tropea in poco meno di 2 ore, e viceversa! Quindi basta prepararsi il pranzo al sacco il giorno prima, (non siate timidi: frittata di pasta, panini con provola fresca e capicollo, pomodorini, frutta, caffè freddo, ecc...), un pallone, e via in gita fino a sera!

E una gita non è una gita senza la frittata di pasta dello zio, quindi vi lascio la ricetta, voi fatene buon uso:

per 6 persone

500 gr di spaghetti (meglio se grossi)
5 uova
parmigiano grattugiato quanto basta
qualche ciuffo di prezzemolo
olio, sale

Cuocete gli spaghetti come fareste normalmente, scolateli, metteteli in un'insalatiera e conditeli con un filo d'olio perché non si attacchino tra loro, e lasciateli raffreddare.
In un piatto sbattete bene le uova con qualche cucchiaio di parmigiano, un pizzico di sale e il prezzemolo tritato; fate scaldare un po' di olio in una padella e versate il condimento sugli spaghetti ormai freddi e mescolate bene.
Versate la pasta nella padella e dategli la forma di una torta o appunto di una frittata, quando avrà fatto la crosticina su un lato, giratela sull'altro con l'aiuto di un coperchio e finite di cuocere.
Fate intiepidire, incartatela e una volta in spiaggia tagliatela a spicchi e gustatevela guardando il mare dopo un bel bagno!



Ora vi devo dare una brutta notizia invece: al vostro rientro in aeroporto dovrete pagare il supplemento per l'eccedenza bagaglio, perché la vostra valigia sara piena di...

'nduja (rigorosamente di Spilinga)
un vassoio di paste di mandorla
liquirizia in tutte le sue declinazioni (polvere, liquore, ecc..)
bergamotto in tutte le sue varianti (miele, caramelle, essenze, ecc..)
una cassa (o più) di vino Ciró
salumi e formaggi in quantità
sacchetti di carta pieni di olive al forno
ceramiche artigianali (andate a farvi un giro a Squillace...)
liquore al caffè Guglielmo da bere ghiacciato (il mio preferito) 
Amaro del Capo (il preferito di tutti gli altri)
fichi d'india multicolor e fichi neri dolcissimi
le patate della Sila, il peperoncino di Soverato e le cipolle IGP di Tropea

Allora, vi ho convinto?

26 febbraio 2014

I LOVE MILANO - PARTE SECONDA


E' passato un po' di tempo dal post introduttivo, ma ho deciso che comincerò il racconto dei miei posti preferiti di Milano da quella che considero la via più bella in assoluto, quella che più mi piace, quella dove se avessi una montagna di soldi, (ma forse di montagne ne servirebbero due: una per la casa e una per le spese condominiali), sceglierei di vivere, la via capace di sorprendermi con la sua bellezza ogni singola volta che ci vado, l'unica via forse ancora con l'atmosfera autentica della "vecchia Milano", con i tram sferraglianti che la percorrono in tutta la sua lunghezza, con i suoi palazzi decorati, con i piccoli negozi di una volta (ma in versione deluxe) che si fa più fatica a trovarli in altre parti.

Siamo in centro ma in posizione leggermente defilata rispetto alla confusione di Piazza Duomo e dalle boutique di lusso del quadrilatero della moda, qui con 2 passi a piedi si arriva nei verdi prati del Castello Sforzesco e del Parco Sempione, qui si trovano alcuni dei gioielli più importanti in termini di chiese e monumenti, ma siamo anche a due passi dalle vetrine di Corso Vercelli, dalla Triennale, dalla Basilica di Sant'Ambrogio, e ci sono pure un sacco di posticini carini dove bere un'aperitivo o dove mangiare, insomma ormai l'avrete indovinato... vi presento Corso Magenta.

Lo sapevate che Corso Magenta una volta era la zona in cui si trovava "Porta Magenta", ovvero una delle 6 porte principali dei Bastioni di Milano?
Sì, era proprio quella che segnava la via per Vercelli e per tutti i traffici verso il Piemonte, nonchè la via percorsa dai pellegrini in viaggio per Compostela. Oggi la porta non c'è più, al suo posto sorge quella che conosciamo tutti come Piazzale Baracca, e questo insieme di splendidi palazzi e giardini ottocenteschi, è considerato il quartiere prediletto dall'alta borghesia milanese.

Ma cominciamo la nostra passeggiata dalla direzione opposta: partendo da Piazzale Cordusio, percorriamo a piedi la piccola ed elegante Via Meravigli: quando ero più ragazzina qui si trovava uno dei locali più in voga di Milano il "Galleria Meravigli", (tra l'altro in una location storico-architettonico pazzesca!), oggi è stato sostituito da un carinissimo bistrot omonimo, uno di quei posti che quando ci passo davanti mi fa subito venir voglia di fermarmi e di passare un po' di tempo seduta ad uno dei suoi tavolini bianchi bevendo caffè e leggendo un giornale o pasticciando sull'ipad, vale sicuramente una visita, non importa se per colazione, pranzo o per un aperitivo!

Superiamo i palazzi storici con le facciate decorate a punta di diamante, e arriviamo quindi in Corso Magenta.
E quà, proprio al numero 1, cominciamo già bene: la Drogheria Soana. Una drogheria con ancora l'insegna vintage, quella forse ancora di quando ha aperto alla fine degli anni '40, uno di quei negozi dove vai a scovare gli ingredienti più buoni e più strani e non soltanto della tradizione milanese, per stare al
passo con i tempi si sono ovviamente "evoluti" e quindi qui si trovano ormai anche gli ingredienti "introvabili" di provenienza internazionale, soprattutto della cucina americana, i romani mi capiranno al volo se dico che questa drogheria è la mia "Castroni" milanese!

Riempiti i sacchetti di composte e sciroppo d'acero canadese, proseguiamo la passeggiata superando i panini di De Santis e fermandoci per dare uno sguardo veloce ma attento ad uno degli atelier di arte più storici di Milano: Pellini, che con i suoi oggetti, i suoi gioielli e i suoi dettagli architettonici non mancherà di soddisfare
i più curiosi.

Ma arriviamo ora ad uno dei segreti meglio nascosti di tutto il corso, in tanti di voi ci saranno passati davanti milioni di volte, quasi tutti voi vi ricorderete di quella chiesa dalle pareti sbiadite che sbuca sul marciapiede senza nemmeno un minimo di sagrato, ma quanti di voi hanno davvero mai messo piede all'interno della Chiesa di San Maurizio?
No perchè quì chi ci è stato se lo ricorda bene, fin dal primo passo dentro la chiesa non si può che rimanere a bocca aperta!
Non c'è centimetro tra pavimento, pareti e soffitto che non sia interamente e riccamente decorato, è come se il Luini abbia voluto racchiudere in un piccolo spazio tutta la bellezza del Rinascimento Italiano mediante i suoi affreschi.... che dire poi dell'antico organo situato nella cappella sul retro? Stupendo, cosa d'altri tempi.

Ritorniamo alla luce, ai giorni nostri e al rumore dei tram, in pochi passi raggiungiamo Palazzo Litta Arese, uno dei migliori esempi del barocco milanese e sede oggi dell'omonimo Teatro Litta, ed è proprio qui che non appena vinco (un paio) di Superenalotto che io correrò a comprare casa, proprio nelle nuove Residenze Litta, capito mon amouuuuur???? Vai a rogitare!

Siamo ormai arrivati all'incrocio con via Carducci e con il famoso Bar Magenta, che personalmente mi vien da dire che ha visto anni migliori, per quanto mi riguarda era un posto più figo almeno una decina di anni fa, ora è sì ancora frequentatissimo da fricchettoni e da qualche fenomeno in giro con il Ferrari di papà, ma per quanto mi riguarda il fascino dello storico bar affollato è bello che andato, più interessanti invece i barettini nuovi sorti proprio lì intorno caratterizzati dall'uso di ingredienti organic e per gli ambienti meno cupi e più luminosi, insomma qualcosa di più fresco e moderno..... senza dimenticare di mettere il naso anche dentro lo storico negozio di dischi più fornito della città, Buscemi.

Ma proseguiamo, appena superato il Palazzo delle Stelline, (l'ex orfanotrofio femminile seicentesco e da anni adibito fra le altre cose a palazzo congressi), arriviamo nella parte più bella, più storica e probabilmente più frequentata dai turisti a caccia di arte a Milano, un vero e proprio gioiello che ci invidiano in tutto il mondo: il Cenacolo Vinciano.
L'ho visto più di una volta, ma ogni volta rimango basita come fosse la prima... l'ingresso in silenzio nell'antico refettorio semibuio, l'attesa e l'emozione che aumentano sapendo di avere solo 15 miseri minuti per poter immagazzinare nella propria memoria ogni singolo dettaglio di questo capolavoro, la magnificenza delle sue dimensioni e dei colori e poi la danza di immagini e di congetture che Dan Brown ci ha magistralmente inculcato con l'aiuto di un credibilissimo Tom Hanks, e quindi eccoci emozionati davanti alle vesti dai colori invertiti, dalla Maddalena che non è un apostolo e dalla coppa del Santo Graal... che ci si creda o meno, ritengo sia oggettivamente impossibile non farci caso e non pensare che dopotutto Leonardo è sempre stato un bel "drittone", no?? Quindi chissà.........

Proprio a fianco al Cenacolo sorge un'altra meraviglia architettonica, la Chiesa di Santa Maria delle Grazie, gioiello della fine del Quattrocento con alcune opere attribuite anche al Bramante. Se devo essere sincera a me piace più dall'esterno che dall'interno, non so più quante foto gli ho scattato negli anni con telefonini vari e macchine fotografiche, è più forte di me, ogni volta che la vedo c'è un qualche angolo che sembra mettersi in posa per essere catturato dall'obiettivo, impossibile resistere!

Siamo giunti ormai alla fine del Corso, val la pena di terminare la passeggiata in bellezza, tornando appena indietro sui nostri passi fino ad incrociare via Carducci che andrà percorsa fino all'incrocio con Via San Vittore, ed è qui, di fronte alla Basilica del Santo Patrono di Milano che termina questa passeggiata virtuale,
davanti ai mattoni rossi e al grande sagrato di Sant'Ambrogio, con la sua famosa facciata a "capanna" circondata da due loggiati illuminati al tramonto che, soprattutto d'inverno quando fa buio presto, rendono l'atmosfera ancora più magica e suggestiva, mentre ve ne state lì davanti a sbucciare caldarroste sproloquiando in merito al Giorno del Giudizio, (è risaputo infatti che esso verrà quando il serpente bronzeo posizionato sulla colonna della basilica scenderà strisciando fino alla Croce della colonna opposta), nel frattempo ce ne stiamo imbambolati davanti ai due fori lasciati dalle corna del Diavolo nell'impeto di rabbia per non essere riuscito a indurre in tentazione il Santo.

CORSO MAGENTA (E DINTORNI) IN PILLOLE:

PER I PIU' ESTROSI
Pantone, Corso Magenta 5
Dove, se non in corso MAGENTA, poteva aprire il concept store della famosa tavolozza di colori tanto cara ai grafici (e non)??

PER I VERI GOURMANDES
Boccon di Vino, Via Carducci 17
Un'intero menù di degustazione dall'antipasto al dolce sapientemente abbinato a pregiate bottiglie di vino, per chi ama cominciare con del pinzimonio e tante bollicine e ama terminare con un dessert accompagnato da un corposo Amarone... ogni volta è sempre un piacere.

PER I GOLOSI DI TUTTE LE GENERAZIONI
Pasticceria Marchesi, Via Santa Maria alla Porta 11
All'interno di un edificio del '700 sono racchiusi i profumi e le golosità di una delle pasticcerie più famose della città, il vero Panettone (quello basso) lo dovete comprare qua.

LA PANINOTECA COME UNA VOLTA
De Santis, Corso Magenta 9
Piccola bottega dove gustare ottimi panini con abbinamenti estrosi e per qualcuno forse anche un po' azzardati, ma ciò che contraddistingue questo locale nato negli anni '80 è proprio questo, ma anche l'alta qualità degli ingredienti utilizzati nelle "ricette"

I  TORTELLINI SOTTO GLI OCCHI DI TUTTI
Pastificio Savioli, Via Ausonio 7
Conduzione familiare ed esperienza trentennale nell'impastare e creare specialità di pasta fresca, proprio sotto gli occhi dei milanesi che vogliono regalarsi un primo piatto genuino e fatto a mano, "come una volta".

PER GLI AMANTI DELLE BOTTEGHE
Drogheria Soana, Corso Magenta 1
Ci si perde adavanti ai suoi scaffali stipati di ogni tipo di barattolo e confezioni, e la tentazione di uscire con 5 specialità diverse di thè nella borsa è davvero forte.

Riassumendo......il vostro posto preferito a Milano qual è??
Io intanto so già dove portarvi la prossima volta.......



13 maggio 2013

PASTA PRIMAVERA CON PISELLI FRESCHI E PANCETTA



Piove, piove... e meno male!
L'unica contenta di questa bella e piovosa primavera sono io, l'acerrima nemica numero uno del polline!
Ogni anno andate di caldo alternate a sporadiche giornate di pioggia danno vita ad una bella nevicata di schifosissimi piumini di polline che mi fanno gonfiare gli occhi come nemmeno il finale di Dirty Dancing!
E quindi ben venga un po' di pioggia in più, che abbiamo ancora tutta l'estate per soffocare in metropolitana e patire la caldazza (e non solo!)!

Pero' questa primavera un po' zoppicante ci sta portando anche tante buone verdurine di stagione, e tra le mie preferite di sempre, ci sono i piselli freschi!
Li compro ogni settimana e poi me li mangio sul divano il sabato pomeriggio guardando un film come fossero pop corn! Piccoli, teneri, dolci e succosi, mi piacciono da sempre, anche da piccolina mia mamma me ne comprava un sacchettino al mercato e io li finivo in tempo zero!

Stavolta pero' li ho utilizzati anche leggermente spadellati per condire una pasta velocissima e molto gustosa, con pochissimi ingredienti si va subito in tavola ed è un successone! La vedo perfetta per i suoi colori e per il fatto che è buona anche mangiata a temperatura ambiente, per un bel pic-nic su una tovagliona a scacchi e la classica cesta di vimini, ma non chiedetemi perchè, quella del pic-nic è una vera fissa e ancora non sono riuscita a farne uno!

Che poi dov'è che si fa un pic-nic??
In riva ad un fiume? Ci sono sicuramente le pietre e quindi ti distruggi a star seduto per terra..
In un parco cittadino? Prima cosa non so se è permesso, e poi mi sa di un posto senza panorama e dove chiunque che passa in bici o con i roller ti guarda..
Al mare? ah, di quelli fin da piccola ne ho fatti una marea, ma si trattava più che altro di borse frigo zeppe di panini, frittate di pasta e angurie galleggianti in mare sotto un sole da paura..
In collina? ecco si, forse questa è quella che mi piacerebbe di più: mi ci vedo su una collina a guardare il panorama seduta su una coperta mentre tiro fuori piatti, posate e ciotole da una bella cestona di vimini foderata di stoffa a quadretti!

Bene, ora mi manca solo la collina (avete suggerimenti??), il mega cesto di vimini quadrettato e mon amour che mi ci porta!
Per il menù invece sarei a cavallo, porterei dei muffin salati e profumati al rosmarino da farcire al momento con salame felino e formaggio, un bis di frittate (una di patate e una di zucchine e cipolle), una bella insalata di pasta (magari proprio questa!), polpettine di carne e melanzane che con un bicchiere di vino si mangian sempre volentieri, un po' di verdure fresche da sgranocchiare e una bella ciotola piena di frutta (non macedonia, quella la odio!)!
Per il dolce mi son sempre immaginata una crostata di ciliegie o di pesche in vero stile nonna papera!
Dite che galoppo troppo con la fantasia??? Bhè, forse non ho scelta visto che non mi ci porta nessuno! :(

Lasciando da parte per un secondo le ceste di vimini e le torte ripiene, avete notato la piccola novità lì in alto?
Cliccate e troverete qualche suggerimento di film dove si parla di cibo e cucina in genere, (ovviamente tutti i miei preferiti!), quindi aspetto di sentire i vostri, io cerchero' di aggiornarla il più spesso possibile!



Ingredienti x 2 persone:

1 cipolla dorata
3 belle manciate di piselli freschi da sgusciare
2 fettine tagliate a coltello di pancetta affumicata
180 gr di pasta fresca (io ho utilizzato le fricelle pugliesi della Maffei)
olio, sale, pepe nero macinato fresco



Mettete l'acqua della pasta a bollire, nel frattempo mettete un po' d'olio in una padella e fate imbiondire la cipolla tagliata a striscioline sottili; affettate e tagliate a pezzetti la pancetta e fatela rosolare con la cipolla, nel frattempo sgusciate i piselli, sciacquateli e lanciateli in padella!
Non salate e fate saltare un paio di minuti, i piselli essendo freschi non hanno bisogno di una lunga cottura.

Scolate la pasta tenendo da parte un mestolo della sua acqua di cottura e aggiungete il tutto alla padella che avrete rimesso sul fuoco per saltare la pasta; quando il condimento sarà ben amalgamato e la pasta ben condita, spegnete il fuoco e macinate un po' di pepe nero secondo vostro gusto.

Se vi piace questo è il momento di aggiungere una bella grattuggiata di pecorino, io che non amo i formaggi chiaramente passo la mano...

Avete visto quanto è facile??

7 marzo 2013

I LOVE MILANO (E NON LO SAPEVO) - PARTE PRIMA


Nata e cresciuta a Milano fino all'età di 16 anni, in una bella zona, tranquilla, con tanto verde e stra-servita dai mezzi.

Poi ad un certo punto i miei genitori decisero di trasferirsi fuori, quindi i mezzi ogni 5 minuti vennero sostituiti da 1 treno ogni ora, le chiacchiere fuori da scuola diventarono delle corse disperate verso la stazione per non perdere il treno, e la vista dei palazzi, dei tram e dei negozi sotto casa venne sostituita dalla mucche e dalla campagna.... ve lo dico io: a 16 anni era disperazione vera!

Ora che di anni ne ho più del doppio e che a Milano ci sto da sempre comunque tutto il giorno, (prima le scuole poi il lavoro), vi posso dire che a Milano non vivrei più.
Lo stra-maledetto treno che passava ogni ora adesso passa ogni 30 minuti, l'aria e' diversa, i ritmi pure e quando guardo fuori dalla finestra c'e un bel prato verde e non la famiglia del palazzo di fronte seduta a tavola che si ingozza guardando il TG, ma soprattutto la mia Milano e' sempre li: a 10 minuti di treno.

Perché tutto 'sto preambolo?
Perché io Milano l'ho sempre data per scontata, la conoscevo, sapevo dove stavano i posti, i negozi, i locali, i ristoranti e i monumenti, ma li avevo mai davvero visti con gli occhi di un turista? 

Io che son sempre pronta ad andare  a visitare posti, a volare per 1/9/13/16 ore, l'ho mai considerata Milano con gli occhi di un tedesco, di un americano o di un giapponese che si fanno 1/9/13/16 ore di volo per venire fin qua??

E così da un paio d'anni a questa parte, mi è venuta la fissa della turista: appena posso vado a vedere una mostra, a visitare palazzi, ad infilarmi dentro chiese davanti alle quali son sempre passata senza quasi notarle, e a guardare la città con occhi diversi, e sapete qual è stata la sorpresa più grande? Che Milano mi piace, tanto.

La Milano del Cenacolo Vinciano, dell'aperitivo in terrazza con vista sul Duomo, la Milano delle caldarroste in autunno e del parco Sempione d'estate, la Milano delle chiese nascoste e delle vie dello shopping, la Milano da bere e soprattutto la Milano da mangiare.

Ed e' così, con la macchina fotografica al collo e la guida della città in mano, (perché a volte sono anche un po' vintage), che ho scoperto tante cose e tanti posti, e con una serie di appuntamenti (più o meno regolari) sul blog, ve la voglio raccontare, ma non come una guida, attenzione: quelle le trovate in libreria e su internet; quella che vi voglio raccontare e' la MIA Milano, come se dovessi consigliare i miei posti preferiti ad un amico che viene da lontano e vuole andare sul sicuro.

Quindi prendete carta, penna e prendete nota, prometto che la lista verrà periodicamente aggiornata e arricchita!

Una piccola premessa: io non amo mangiare al ristorante, non me ne frega niente delle stelle e che a Milano cucinano alcuni tra gli chef più famosi al mondo, quindi se state cercando la novelle cuisine e i ristoranti da guida Michelin avete sbagliato posto. Qui non si scherza: si mangia.

LA PIZZA

Spontini, non ci sono dubbi.
Se volete la tovaglia non c'è, se volete il caffè non c'è, se volete il dolce non c'è, se volete il prosciutto sulla pizza... non c'è!
Ma per me è il Re indiscusso della più vera e golosa pizza al trancio di Milano, provare per credere.

IL PESCE

Il Baia Sardinia ovviamente: minuscolo, incasinato e i proprietari son fuorissimi, ma qui si mangiano a prezzi più che onesti i migliori spaghetti con gli scampi e bottarga della città, alla faccia di tanti altri ristoranti più fighetti e costosi!

IL GIAPPONESE

Per me esiste solo la Rosy di Yokohama, lei per me batte il più famoso e modaiolo Bento e i suoi Rainbow Special sono una droga di cui non posso più fare a meno. 

Lei possiede tutti i miei buoni pasto e buona parte dello stipendio, e ciò mi rende felice.

L'APERITIVO DALL'ALTO

Non si può venire a Milano e non salire almeno una volta al 7imo piano della Rinascente  per bere un flûte di Champagne Rose' con vista sulle guglie del Duomo. Un Must.

IL GELATO

Grom, Grom e ancora Grom. Il gusto caramello salato dovrebbe essere dichiarato illegale da quanto è buono...

IL BRUNCH

California Bakery: che scegliate un club sandwich con patate fritte, un bagel con salmone e formaggio o una gigantesca fetta di brownie al cioccolato non rimarrete mai delusi, e l'atmosfera della location di Piazza Sant'Eustorgio farà il resto.

IL PRANZO DI LAVORO

Ovviamente a base di risotto alla milanese dal Marchesino, il buon Gualtiero la sa lunga credetemi, e le 3 stelle non gliele hanno certo date perché si comportava bene a scuola, e ogni volta che ci portiamo qualche cliente venuto dagli USA scattano gli applausi scroscianti......!


APERICENA DI LIVELLO

Ostriche e Vino è un piccolo ristorantino a 2 passi dai Navigli, qui sono banditi i classici piatti di pasta allo scoglio: si viene per mangiare in una bella atmosfera ostriche  di diverse qualità vendute al pezzo, cruditè di gamberi rossi di Sicilia, impepate di cozze servite con patate fritte, fritturine di seppioline e crevettes, filetti di pesce al bacon e tanto altro ancora. Il tutto innaffiato da ottimo vino e prezzi onesti.

LA CENA ROMANTICA

Una sola parola: Ratanà.
Piccolo, raccolto, in una location unica e a due passi dalla zona modaiola di Garibaldi, pochi i piatti in menù ma tutti eccellenti e della tradizione milanese. Se volete fare colpo, qui non sbagliate, fidatevi.


IL PRANZETTO GUSTOSO TUTTOPESCE

Un piccolo angolo tutto bianco e blu nascosto tra le vie del centro: A'mare. Qui si mangiano hamburger di gamberi, tonno o salmone da paura, tagliolini con gamberi e pesto di pistacchi di Bronte che da soli valgono il passaggio, e poi ancora fritturine di pesce, carbonara di mare, spiedini di pesce e insalate, il tutto a prezzi regolari..... insomma uno dei miei posti preferiti per la pausa pranzo! (ma è aperto anche a cena)

CENA D'ATMOSFERA

Un ristorante dal nome esotico e che evoca paesi lontani: Shambala.
Location da urlo e cibo presentato ad opera d'arte, è qui che dovete venire se volete far colpo su qualcuno e non volete scegliere sempre "i soliti posti".

L'APE CON LE AMICHE

Sì, l'"ape", perchè a Milano si dice così!
Il posto è minuscolo, raccolto, senza tovaglie ma molto accogliente, il proprietario è un ragazzo simpatico che ha girato il mondo, e qui vi servirà ottimi taglieri di salumi spagnoli (Patanegra, che mondo sarebbe senza di te?) accompagnati dai migliori fichi caramellati, cocotte di pasta e fagioli con pezzetti di patanegra e tartare di manzo da urlo... il tutto annaffiato da ottime bottiglie di vino: La Salumeria del Vino, appunto.

A LUME DI CANDELA (ILLUMINATI DAI FLASH DEI PAPARAZZI)

Adoro questo piccolo ristorante arredato in maniera perfetta, come una casa privata, curato nei minimi dettagli, tutto bianco e illuminato solo da candele: Petit Bistrot.
Sicuramente l'avrete sentito nominare o l'avrete visto su qualche giornaletto di gossip in quanto frequentatissimo da starlette di basso e alto calibro, ma se mettete da parte queste frivolezze, se evitate di andarci nelle serate e negli orari preferiti dai paparazzi, rimarrete piacevolmente colpiti: l'atmosfera è stupenda e qui ho mangiato la migliore millefoglie di melanzane con stracciatella di Milano e un galletto cotto al mattone da urlo..... per cene a due, no in compagnia.

GASTRONOMIA "DI LUSSO"

Se un giorno sentiste l'irrefrenabile desiderio di scialacquare allegramente mezzo stipendio facendo la spesa della Milano "bene", il vostro giro potrebbe essere questo questo: cominciamo con il pane (e magari una fetta di dolce) da DELICATESSEN, poi pensiamo alla frutta e alla carne passando da FARAVELLI (dove avrete la tentazione di azzannare il filetto direttamente in macelleria da quanto è buono!), il pesce non potete che prenderlo alla PESCHERIA DA CLAUDIO, e per finire pasta, salumi e formaggi ovviamente da PECK.
Alla fine di questa operazione sarete più poveri, ma felici.

Vi è piaciuto gironzolare con me per Milano?
Alla prossima puntata allora, preparate le scarpe comode perché ci sarà da camminare!

4 marzo 2012

CIOCCOLA-TO': CRONACA DI UNA GIORNATA A TORINO


Sabato ho capito cosa deve aver provato il piccolo Charlie quando è entrato nella fabbrica di Willie Wonka.
Lo so, lo so, questa è solo una manifestazione con tanti banchetti e stand all'aperto e non ci sono gli Umpa Lumpa in giro, ma per una drogata di gianduiotti come me avete presente cosa vuol dire essere letteralmente circondata da quintali di cioccolato gianduia in tutte le forme???
Ma cominciamo dall'inizio.

Finalmente lo scorso sabato in una bella giornata di sole sono riuscita ad andare a Cioccola-tò, ogni anni dicevo "ci vado! ci vado!" ma poi alla fine o mi dimenticavo e me ne accorgevo solo una settimana dopo che era finita, o avevo impegni o altro, quest'anno invece mi son puntata un campanellino sul calendario e quindi missione compiuta!
Destinazione: Piazza Vittorio Veneto.

Arriviamo per ora di pranzo e come prima cosa decidiamo di andare a mangiare; e come si fa quando ti trovi in una città che non conosci e non hai avuto tempo di organizzarti prima di partire? 
Usi la fighissima app di Tripadvisor, ecco cosa fai! Ti localizza col satellitare, ti propone i ristoranti più vicini e ti leggi le recensioni di chi ci è gia stato così non ti becchi la classica sola..... E' così che siamo finiti al "Ristorante sotto la Mole"; dove si trova lo dice gia' il nome, esattamente sotto la Mole Antonelliana, in un edificio storico dai soffitti a volta in mattoni e l'ambiente di un ristorante di lusso, solo una decina di tavoli e per entrare bisogna suonare il campanello e aspettare che vengano ad accoglierti alla porta....
Bhè.. inizialmente sembrava un po' pretenzioso e abbiamo avuto paura di essere finiti nel classico ristorante da porzioni piccole/prezzi enormi, e invece no, una sorpresa!
Probabilmente il miglior antipasto di salumi mai mangiato in vita mia e come primo i classici agnolotti freschi e pizzicati a mano conditi con un sugo di arrosto strepitoso.. La casa poi offre come benvenuto un piccolo flute con polenta e formaggio cremoso e insieme al caffè un piccolo piattino di dolcetti buonissimi! Promosso!


Finito di pranzare siamo andati "in fiera" e qui comincia il bello: rubinetti da cui esce cioccolato anzichè acqua, enormi blocchi di cioccolata alle nocciole, cremini grandi come mattoni, gianduiotti come se piovesse e di ogni dimensione, antiche macchine per la lavorazione del cioccolato, sacchi di juta pieni di fave di cacao, tavolette di cioccolata di ogni gusto, sapore e colore, bicchierini di cioccolato all'interno dei quali puoi degustare liquori alla ciliegia o svariati tipi di grappa, e poi ancora torte, tazze di cioccolata calda, crepes, liquori al cioccolato, frutta fresca e candita pralinata... devo andare avanti?? Gustatevi le foto intanto!




Messe al sicuro in borsa una fetta di gianduiotto e una di cremino, abbiamo deciso di fare un giro anche al Museo del Cinema che si trova all'interno della Mole Antonelliana e a 2 passi dalla fiera, credetemi ne vale la pena! Solo la struttura è stupenda, il cinema interno è il cinema ideale di ognuno di noi e ripercorrere la storia del cinema partendo dai teatrini diorama passando per i film muti di Lumiere arrivando a Matrix... bhè, non è niente male! Se passate di qua fateci un giro, potete anche decidere di prendere il famoso ascensore che ricorda l'originale utilizzato da Antonelli, e salire fino in cima attraversando verticalmente la grande sala del cinema per poi infilarvi nella strettissima punta!



Curiosità: fatevi un giretto in corso San Maurizio, più precisamente all'angolo con Via Giulia di Barolo, qui vi troverete davanti alla... Fetta di Polenta!
Ennesima opera dell'Antonelli, l'edificio sfida ogni regola strutturale con la sua forma sottile che si staglia verso il cielo mettendo a dura prova le sue fondamenta contro il vento sferzante e con il suo colore giallo sole; queste due caratteristiche hanno fatto si che Casa Scaccabarozzi fosse soprannominata da tutti i torinesi come la Fetta di Polenta.


26 aprile 2011

GARGANELLI CON RAGU' DI VERDURE


Ecco la ricettina salva pranzo di oggi! Reduci da un long week-end fuori porta e quindi col frigo semivuoto, oggi ho fatto fuori gli ultimi superstiti: un paio di zucchine e mezzo peperone rosso (mooolto grosso a dire il vero), ho aggiunto un cipollotto fresco, fatto fuori un vassoietto di pasta fresca all'uovo et voilà, il pranzo è servito!

Queste ricette leggere ed improvvisate si rivelano sempre dei piccoli capolavori, l'aggiunta sul finale della ricotta dura affumicata calabrese l'ha resa poi ancora più buona e sfiziosa, esaltando anche la freschezza delle foglioline di basilico che profumavano il tutto!

Il week-end pasquale è andato benissimo, la Romagna non tradisce mai!
E poi a 'sto giro ho visto anche un posto nuovo, abbiamo tradito le mie adorate colline di Bertinoro per esplorare la piccola Comacchio, la Venezia romagnola! Davvero pittoresca con i suoi canali e i ristorantini sui barconi, il centro storico è un piccolo borgo pedonale, mentre appena fuori si viene subito catturati dalle numerose pescherie dove compreresti tutto il banco da quanto è fresco e scenografico il pesce!













Specialità tipica della zona ovviamente l'anguilla, ma grazie al cielo eravamo reduci dal pranzo di Pasqua e quindi non abbiamo assaggiato... non sono mai stata una fan di anguille e capitoni, pero' tra i vari panini da street food che impazzano un po' in tutta Italia e che non mangerei mai (tra cui quello col lampredotto e quello con la milza), senz'altro a questo con l'anguilla in caso di fame VERA potrei azzardarmi a dargli un morso!
Insomma, se passate da queste parti venite a farvi una passeggiata perchè ne vale davvero la pena!




Ma veniamo alla ricettina semplice semplice di oggi, preparate tagliere, coltello e un po' di pazienza, vedrete che rimarrete conquistati da questi deliziosi garganelli! E poi volete mettere? Invitate gli amici a cena e poi con molta nonchalance gli dite... ora porto in tavola i garganelli conditi con una brunoise di verdure... ahahah! Che classe! Altro che garganelli primavera! :)


Ingredienti x 3 persone:

250 gr di garganelli
2 zucchine
1 peperone
1 cipollotto fresco
6/7 foglie di basilico fresco
olio al peperoncino (o evo)
sale e pepe qb
ricotta dura affumicata da grattugiare







Cominciate col mettere l'acqua sul fuoco, vedrete che questa preparazione sarà velocissima; pulite ed affettate un bel cipollotto fresco, fate scaldare dell'olio al peperoncino in una larga padella antiaderente, e quando sarà caldo mettete il tutto a rosolare.

Eliminate testa e coda delle zucchine, tagliatele a fettine per il lungo alte circa 5mm e poi a striscioline, dovrete ricavare una dadolata abbastanza piccola.

Pulite il peperone eliminando il "picciolo" e i filamenti interni, tagliatelo a striscioline e poi a piccolo quadretti grandi quanto quelli di zucchina; quando il cipollotto sarà bello morbido e dorato alzate la fiamma e aggiungete le verdure a dadini, date una bella mescolata e fate cuocere a fiamma vivace per 5/6 minuti.

Mescolate spesso, le verdure dovranno essere dorate ma non fritte e non troppo morbide per la perdita dei loro liquidi in cottura, per questo motivo salate solo alla fine.

Buttate nell'acqua bollente e salata i garganelli, fateli cuocere per 6/7 minuti e scolateli al dente; aggiungeteli alle verdure che avrete tolto dal fuoco, salato e pepato e rimettete la padella sulla fiamma; aggiungete se necessario un mestolino dell'acqua di cottura dei garganelli, fate mantecare bene tutti i sapori intorno alla pasta, aggiungete il basilico fresco a pezzetti e impiattate.

La morte di questa pasta è data da una bella e generosa grattuggiata di ricotta dura, meglio se del tipo affumicato, sentirete che sapore!


6 giugno 2010

ROMAN HOLIDAYS (IN 12 ORE!)


Che 'vve lo dico 'affà? In 'sto blog 'se magna ma.. si viaggia anche!
E per non smentirmi volevo proprio raccontarvi del mio day-trip a Roma di oggi!
Sì sì, avete capito bene, sono volata-andata-e tornata a Roma in giornata da Milano!
Complice una mega offerta trovata qualche mese fa su internet e degli operativi volo assolutamente fantastici, io e mon amour oggi ci siamo regalati una giornatina very roman holidays trascorsa scorazzando per la città eterna in Vespa! (vabbè, non era una Vespa lo confesso.. era uno scalcinato motorino Honda, ma noi ci sentivamo lo stesso come la Audrey e Gregory Peck!)

Esperienza assolutamente da rifare, (ma la prossima volta abbandoniamo il centro e ci buttiamo sui castelli romani), in quanto non mi sarei mai aspettata che una grande città come Roma fosse così comoda da girare su 2 ruote!
Praticamente i motorini sono considerati come i pedoni, quindi ti puoi infilare un po' dappertutto senza problemi, mentre invece qui a MIlano i motorini sono considerati come le macchine e quindi in centro non puoi andare quasi da nessuna parte senza rischiare il multone...!


Non appena siamo arrivati alla stazione di Termini, siamo andati a noleggiare il motorino e.. viaaa!!
Via Cavour, Colosseo, Fori Imperiali, Vittoriale, Corso Vittorio Emanuele, Piazza Campo de Fiori, San Pietro, mura vaticane, Pizzarium (e qui avrei da dire..), Castroni (maaamma mia tuuuutto mi sarei comprata! ma son stata bravissima..), Castel S. Angelo, Piazza Risorgimento, via Nazionale, Via del Corso, Fontana del Tritone, via delle 4 Fontane, Piazza del Popolo (5/6 volte perchè non riuscivamo a imbroccare viale del Muro Torto!!), Piazza del Quirinale, Trinità dei Monti, Fontana di Trevi, Piazza della Repubblica e stop!
Non male, eh?
Mancherebbero per assurdo 2 dei miei posti preferiti in assoluto che sono il Pantheon (primo posto!!) e Piazza Navona, ma anche questi li avevamo già visti e  a qualcosa bisognava rinunciare.

Tutto ciò senza particolari sbattimenti, si va da un capo all'altro in pochi minuti, (anche perchè essendo sabato non c'era traffico), e girare sotto un cielo azzurro e un sole splendente come quello di oggi è stato meraviglioso...


Ma dopo tanta meraviglia c'è stata anche qualche minuscola nota dolente: innanzitutto il pranzo.. perchè io la devo smettere di affidarmi ai consigli degli sconosciuti e devo fare di testa mia come da programma originale!
Allora: il programma iniziale prevedeva pranzo da Pizzarium a strafocarci di pizze, focacce, supplì e qualsiasi altra cosa ci avrebbero messo davanti in quel tempio della lievitazione, poi però mon amour ha espresso il desiderio di mangiarsi una bella 'amatriciana e quindi avevo deciso di portarlo in un ristorantino buonissimo dov'ero stata qualche anno fa a Testaccio che si chiama al Pecorino, dove l'ultima volta io e delle colleghe ci eravamo ammazzate di carciofi alla giudea, bocconcini di baccalà fritti, fiori di zucchina ripieni, 'amatriciane e carbonare... inutile dire che tra cibo, vino rosso e amari siamo uscire anche mezze 'mbriache!
Bhè, direte voi, che è successo?? E' successo che ci siamo fidati del buon noleggiatore di scooter che da persona squisitissima (e non sto ironizzando), ci ha non solo consigliato una tipica osteria lì a due passi, ma ha anche chiamato il proprietario per raccomandarci come suoi amici! Come potevamo a quel punto andare a Testaccio??
Allora, non faccio il nome pubblicamente del ristorante perchè mi sembra troppo crudele, però posso dire una cosa?? Pulizia del locale zero, (volevo scappare non appena mi son seduta a tavola ma ormai era troppo tardi), e primi piatti da nemmeno la mensa scolastica! La MIA carbonara e la MIA 'amatriciana sono mooolto più buone, (anche se magari non saranno preparate seguendo fedelmente le sacre ricette), di quelle che abbiam mangiato oggi!
Quindi: primo, caffè e fuga a gambe levate!


Pizzarium: forse mi aspettavo di più... forse mi aspettavo Gabriele Bonci dietro il bancone... forse mi aspettavo di mangiare la pizza e la focaccia più buone del mondo... forse che quella focaccia e quel supplì avremmo dovuto mangiarli subito belli bollenti e non in serata in aeroporto ormai freddi.... forse che oggi si eran dimenticati di mettere il sale dappertutto e quindi pizza e supplì erano un po' sciapi... forse....forse...bho!
Comunque: la farina del buon Gabriele l'ho comprata, quindi toccherà mettersi all'opera qui a casa! (Senza lievito madre però perchè non ce l'ho!)

Castroni: mon amour mi aspettava fuori appollaiato all'ombra sul motorino e quindi non ho potuto passare le 2/3 ore minimo che ci vogliono per vedere e toccare tutto come avrei voluto... al primo giro avevo già in mano: aneto, crema di marroni, semi di cardamomo, penne di Gragnano, sale danese affumicato e un bel pacco di farina di ceci... ma alla fine in cassa ho portato solo l'aneto! (e 2 cannoncini alla crema per mon amour!)
Un po' per il trasporto in volo, un po' perchè mi sembrava di comprar roba che poi avrei tenuto in dispensa per dei mesi, un po' per i prezzi (parecchio per i prezzi!), e quindi alla fine ho optato per l'aneto che son mesi che lo cerco qui a Milano e non si trova, e dove in un grande supermercato mi son pure sentita dire che l'aneto NON ESISTE. Mah..!


Vabbè, sorry per le foto.. son state scattate tutte (o quasi) al volo dal motorino e spesso senza nemmeno fermarsi, quindi siate clementi!


29 marzo 2010

PENNE CON GLI SCAMPI: RICORDO DI LAMPEDUSA


Chiariamoci: non che questo sia un piatto "tipicamente" lampedusano, gli ho dato questo titolo semplicemente perchè qualche anno fa trascorsi insieme a mon amour 2 splendide settimane di vacanza su quest'isola incredibile, e la sera dopo un'intera giornata passata in spiaggia, queste penne erano una costante...

Le cucinavo non dico tutte le sere ma quasi... la mattina ci svegliavamo, ci preparavamo per la spiaggia e uscivamo a piedi per andare a fare colazione al mitico Bar dell'Amicizia, dove Don Pino ci aspettava con le sue poesie in un paradiso fatto di brioches freschissime: alla crema, alla ricotta, alla nutella, fritte, col gelato e chissà cos'altro ancora che ormai non ricordo più.. quindi dopo un bel cafferino sorseggiato in terrazza gustando una di queste prelibatezze da 500 calorie a morso, uscivamo dal bar e facevamo il giro dei negozietti per comprare quello che mi sarebbe servito per preparare la cena.

Dopo anni e anni di spesa settimanale all'iper... ma vi rendete conto cosa poteva essere entrare al fruttivendolo e comprare 1 rametto (e dico 1) di pomodorini rossissimi, 2 cetrioli, 2 pesche, ecc.. quindi solo le cose che avresti consumato durante quella singola giornata? I primi 2 giorni ero spaesata e la tentazione di fare "lo spesone" c'è stata, ma appena ti lasci la frenesia alle spalle e cominci a rilassarti poi non ne puoi più fare a meno!

Quindi pomodorini e pesche nel sacchettino, 2 arancini freschi da mangiare in spiaggia nell'altro, e via dal pescivendolo: qui arrivavo ogni mattina con le migliori intenzioni di variare il menù serale... e qui ogni mattina cadevo nella trappola di quella montagna di scampi rossi che mi guardava ammiccanti ma sopratutto ad un prezzo che qui a Milano ce lo sognamo! Quindi a parte qualche variante a base di spada, seppie e triglie, si può dire che le penne con gli scampi hanno regnato incontrastate durante tutta la vacanza!

E' un piatto semplicissimo e abbastanza veloce, l'unica cosa che richiede un pochino di tempo ma sopratutto pazienza è la pulizia degli scampi, ma per il resto ci vuole davvero solo il tempo che cuocia la pasta...

Ingredienti x 2 persone:

penne rigate
800 gr di scampi (non scamponi)
una manciata abbondante di pomodorini maturi
2 spicchi d'aglio
3 filetti d'acciuga sott'olio
1/2 bicchiere di vino bianco
olio evo, sale, pepe



Mettete gli scampi in uno scolapasta capiente e sciacquateli bene sotto l'acqua fredda; con una forbice da cucina tagliate le estremità laterali del guscio in modo da facilitare lo "sgusciamento" quando saranno cotti.
Guardando la foto qui sotto magari si capisce meglio:


In una padella bella grande mettete dell'olio a scaldare con 2 spicchi d'aglio interi e i filetti d'acciuga, fateli andare a fiamma bassissima finchè l'acciuga sarà sciolta e l'aglio dorato. Nel frattempo lavate bene i pomodorini e tagliateli a metà o in 4 qualora fossero un po' grandini e metteteli da parte; alzate leggermente la fiamma e buttate gli scampi, fate rosolare a fiamma vivace e sfumate con il vino bianco per un paio di minuti. Aggiungete i pomodorini, un pizzico di sale e fate cuocere ancora 5 minuti al massimo schiacciando leggermente con il cucchiaio di legno il corpo e le teste degli scampi. Spegnete il fuoco, eliminate gli spicchi d'aglio e pepate abbondantemente. Quando la pasta sarà cotta al dente scolatela avendo cura di mettere da parte 1 tazza della sua acqua di cottura e unitela aggli scampi che avrete rimesso sul fuoco a fiamma viva; aggiungete un po' dell'acqua di cottura e faate mantecare il tutto ben bene mescolando da sotto a sopra velocemente.
Buon appetito!


Ora che avete la pancia piena posso anche raccontarvi qualcosa di questa bellissima isola che fa parte dell'arcipelago delle Pelagie: 2 settimane scorrono lente sotto un sole quasi africano, tra spiagge che variano ogni giorno, relax assoluto, gite in barca a caccia di calette nascoste e passeggiate serali lungo Via Roma sgranocchiando olive condite mentre curiosate tra bancarelle e negozi di spugne naturali.


Le spiagge sono una più bella dell'altra, da quella più frequentata e situata in centro paese della Guitja, alla isolata e splendida Cala Croce (la mia preferita in assoluto), alla minuscola e suggestiva Cala Madonna e alla famosissima Baia dei Conigli dove, dopo un'estenuante discesa sotto un caldo cocente, arriverete in una spiaggia davvero paradisiaca dalla quale non vorrete più venir via!




Mi raccomando però non dimenticate di noleggiare almeno per una giornata una delle barche a motore che potete guidare con la normale patente e che vi permetterà di arrivare in baie e calette altrimenti difficilmente raggiungibili, come Cala Galera e Cala Pulcino.



Sapete cosa potrebbe rendere ancor più indimenticabile il vostro soggiorno lampedusano? No, non un concerto di Baglioni, ma lo spettacolo di una schiusa di uova delle tartaruga Caretta Caretta che ormai da anni popolano un'area protetta dell'isola sotto l'occhio vigile del WWF!
Semplicemente imperdibile.

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