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29 ottobre 2015

CROSTATA CON MARMELLATA DI LAMPONI E CIOCCOLATO (GLUTEN FREE!)



Questa crostata é frutto dell’insonnia che caratterizza questo periodo: quindi se sono riuscita a prepararla io con la lucidità che si ha alle 4 di mattina, possono farcela anche i pasticcioni più impenitenti, credetemi.

Fa tanta scena ed é tanto buona, (soprattutto se come me amate i contrasti di sapore), ma la cosa migliore di questa torta é il poco lavoro che dovrete fare per prepararla: la pasta frolla perché venga bene non dev’essere lavorata più  di 10 minuti, la copertura al cioccolato si fa in 5, e ad aprire un barattolo di marmellata siam buoni tutti, no? 
Il resto lo farà il forno e la vostra forza di volontà nel non azzannarla subito.

Gli altri lati positivi sono che é senza glutine e senza uova, che é una gran cosa sia per la salute sia quando non avete ancora fatto la spesa e ve la dovete sbrigare solo con quello che avete in dispensa!
Lo zucchero é relativamente poco, e infatti anche la mia glicemia non ha battuto ciglio dopo che me ne sono mangiata una fetta; normalmente avrei usato anche la marmellata senza zucchero, ma mi avevano appena regalato questo bel vasetto e quindi ho fatto uno strappo alla regola.
Comunque la regola migliore per non farsi fregare dai dolci é sempre una: li preparate solo quando vengono amici o quando andate voi da loro, così ne mangiate solo una fetta senza pensieri e via!

Nota bene: non essendoci glutine la frolla sará ovviamente più delicata e più soggetta a spaccature del normale, quindi occhio a quando la tirate fuori dallo stampo e usate un po’ di delicatezza anche quando la tagliate; la farina di grano saraceno inoltre gli dará una marcia in più nel gusto che sarà più rustico e sfizioso rispetto alla frolla classica.

Allora, la provate anche voi? 


Ingredienti per uno stampo da 20/22 cm:

125 gr di farina di grano saraceno
125 gr di farina di riso
125 gr di burro freddo a cubetti
80 gr di zucchero di canna
40 gr di acqua fredda
1 pizzico di sale
1 vasetto di marmellata ai lamponi
100 gr di cioccolato fondente (io al 72%)
mezzo bicchiere di latte o panna fresca da montare

un tocchetto di burro e un paio di cucchiai di farina per foderare lo stampo


Preparate la pasta frolla mescolando in una ciotola le due farine con lo zucchero e il sale, aggiungete il burro a cubetti e lavorate velocemente gli ingredienti utilizzando inizialmente solo la punta delle dita per evitare che il burro si sciolga, dovrete ottenere una sorta di impasto asciutto e tutto sbricioloso. A questo punto versate su un tagliere e aggiungete l’acqua, compattate le briciole quanto basta per ottenere un panetto liscio, mi raccomando non lavoratelo troppo altrimenti vedrete che comincerá ad attaccarsi ovunque.
Mettetelo in un piatto, copritelo e fatelo riposare in frigo per circa 20 minuti.

Accendete il forno a 180 gradi e mettete al suo interno una ciotola o un piattino (resistenti al forno ovviamente!) con un pezzetto di burro e fate sciogliere; una volta sciolto ungete il tegame con l’aiuto di un pennello in modo che questo vada a ricoprire bene anche tutte le scanalature del bordo dello stampo, versate un paio di cucchiai circa di farina di riso, battete un po’ sui bordi in modo che ricopra uniformemente tutta la superficie e buttate via quella in eccesso.

Con il mattarello stendete ora la pasta fino ad avere uno spessore di circa mezzo centimetro e poco più grande dello stampo, adagiatela con delicatezza al suo interno e poi, con le dita e un po’ di pazienza, compattate le eventuali crepe e tutto il bordo della tortiera, soprattutto se ne usate uno con le scanalature come il mio.

Versate all’interno dell’impasto la marmellata, (io un vasetto intero ma regolatevi: deve rimanere qualche millimetro di spessore libero per mettere poi la copertura al cioccolato che sarà a filo), livellate la superficie con una spatola e mettete a cuocere in forno per circa 20/25 minuti, i bordi dovranno essere belli dorati.

Fate raffreddare completamente la crostata e poi preparate la copertura al cioccolato: portate quasi a bollore il latte (o meglio ancora la panna), togliete dal fuoco e spezzettateci subito dentro il cioccolato e un pizzico piccolo di sale, mescolate bene finché non avrete ottenuto una crema densa e liscia e poi versatela a filo sulla crostata.


Lasciate raffreddare fuori dal frigo per almeno un paio d’ore e poi servite!

23 marzo 2015

TIELLA DI RISO, MOSCARDINI E PATATE



Questa é la versione modificata, (tanto per cambiare), della ricetta tradizionale di riso, patate e cozze, una sorta di incrocio tra la ricetta originale della tiella pugliese e della paella di pesce spagnola… fusion o confusion, che dite??
La vera tiella in realtà prevede la distribuzione degli ingredienti a strati precisi e separati, io invece li ho assemblati un po' così, senza troppa attenzione, sennò che ricetta veloce é?

In ogni caso, con soli 5 minuti di preparazione (e quasi 1 ora di cottura in forno), porterete in tavola un piatto unico gustosissimo che potrete cuocere sia in un’unica grande teglia, oppure in tanti cocci monoporzione, a seconda della grandezza dei moscardini, questo ad esempio era un tegame del diametro di 20 cm e quindi perfetto per una doppia porzione.

Il riso avrá un sapore di pesce molto più concentrato rispetto ad un tradizionale risotto, sul fondo e sui bordi si formerà una crosticina golosa e croccante, mentre il pesce sarà morbido e saporito come se fosse stato cotto alla griglia, con la punta dei tentacoli semi bruciacchiata... insomma provate anche voi e vedrete se non ho ragione!

Ma la cosa migliore l’avete capita qual é?
Z E R O lavoro, si mette tutto nel tegame, si inforna e si va a fare altro! (Magari a stappare una bella bottiglia di vino)


Ingredienti x 2 persone

300/400 gr di moscardini (il mio era uno solo)
2 carote
2 tazze di riso integrale 
1 patata grande
olio evo, sale e pepe

per il brodo:
l’ideale é un brodo di pesce, io ho usato l’acqua in cui avevo bollito poco prima del baccalá, 
ma va bene qualsiasi pesce; in mancanza di questo potete fare un brodo vegetale 
con un paio di carote, una cipolla, 1 finocchio e poco sale.


La sera prima mettete a mollo il riso in una ciotola con acqua fredda (se usate il riso normale non ce n’é bisogno) e preparate il brodo di pesce o verdura così che si insaporisca per bene (quando l’acqua bolle aggiungete il pesce che mangerete per cena oppure le verdure, fate cuocere 10 minuti al massimo il pesce o una mezz’oretta/45 minuti le verdure a fiamma bassa e con il coperchio, poi spegnete e lasciate raffreddare).

Assemblaggio e cottura: scaldate il forno a 200 gradi, mettete dell’olio sul fondo del tegame, aggiungete le carote pelate e tagliate a fette, le patate a cubetti tutti uguali, il riso, un pizzico di sale e i moscardini privati di occhi e becco.

A questo punto aggiungete un paio di mestoli di brodo bollente, una spolverata di pepe e infornate per 40 minuti circa a 180 gradi; non dovrete fare altro, solo aggiungere di tanto in tanto il brodo quando si sarà asciugato per portare a cottura il riso.


Consiglio: se vi rendete conto che i moscardini sono cotti, (devono rimanere morbidi e non cuocere troppo altrimenti diventeranno di gomma), mentre il riso é ancora crudo, potete eliminare momentaneamente il pesce per aggiungerlo di nuovo alla fine solo per scaldarlo, io ho fatto così!

2 marzo 2015

IL (FINTO) CASTAGNACCIO



Oh, io comunque questo inverno non lo sto vedendo passare: se mi chiedete a bruciapelo che giorno è oggi potrei ancora rispondervi che é il 29 di gennaio!
Trooooooppo veloce……
E quindi qui è ora di recuperare, prima che comincia a spuntare fuori la solita primavera calda come l’estate, (per poi rifilarci un’estate piovosa come l’autunno), e rimango fregata che sto ancora qui a parlare di farina di castagne!

Dico subito che questo NON E’ il castagnaccio: il castagnaccio a me non piace.
Ha quel saporino lì… un po’ neutro… né dolce né salato… col colore del cioccolato e che poi però di cioccolato al suo interno non ne ha…. insomma, sempre stato parecchio deludente per me.
Questo è il FINTO castagnaccio! Con lo zucchero, il cacao e i pezzi di castagne al suo interno: GNAM! (anche se secondo mon amour di zucchero ce ne voleva di più, quindi nel caso aumentate un po’ la dose, così anche lui é contento)
E poi non dimentichiamoci che é: SENZA glutine, SENZA uova, SENZA lievito e SENZA latte! Non si puó davvero chiedere di più a questi piccoli quadretti alle castagne!

Ma che è successo dall’ultimo post? Ah sì, prima di tutto il week-end a Stoccolma: bellissima! (chissá se riesco a scrivere e a postare ancora qualche foto prima del prossimo luglio), poi la visita alla tanto osannata mostra FOOD qui a Milano (patetica: e qui mi fermo), e poi la mia nuova fissa: lavorare a maglia!
Si si, lo so, non si usa più, è da nonnine che vivono chiuse in casa circondate dai gatti, e bla bla bla… ma la colpa è di pinterest!! Provate un po’ a digitare KNITTING….. loooooooove it, anche le immagini sono super soffici!
E poi diciamolo… ne sono sempre stata affascinata, mia mamma quando ero piccola aveva una cesta piena di gomitoli colorati e di ferri di metallo di diverse misure, e la sera sferruzzava di brutto facendo maglioncini, sciarpe, ma soprattutto vestitini per le mie adorate Barbie, mentre io la seguivo affascinata senza riuscire a capire nemmeno il senso di quello che stava facendo! Ma oggi, grazie a tutti i video tutorial che si trovano online, é un gioco da ragazzi imparare, quindi il dritto e il rovescio sono ormai assimilati (anche se la sciarpa che sto facendo qualche problemino ce l’ha: diciamo che avrà un aspetto un po’ rustico…!), ma visto che il gomitolo sta finendo, presto dovró pormi il problema di come attaccare altra lana per finirla! Qualche consiglio???


Ingredienti:

160 gr di farina di castagne
80 gr di cacao amaro in polvere 
4 cucchiai di zucchero integrale (di più se lo volete dolce)
un pizzico di sale
250 gr di castagne cotte e pelate
22 gr di pinoli sgusciati
1 cucchiaio di pasta di vaniglia o di essenza
acqua quanto basta


Per prima cosa marinate le castagne: tagliatele grossolanamente su un tagliere, mettetele in un sacchetto da freezer e versateci sopra la vaniglia, massaggiatele bene, chiudete il sacchetto e lasciatele così per almeno un paio d’ore (io dalla sera prima).

In una ciotola setacciate la farina di castagne e il cacao, aggiungete lo zucchero e un pizzico di sale, e mescolate; ora con l’aiuto di una frusta aggiungete poco alla volta l’acqua fino a quando non avrete un composto liscio e cremoso.

A questo punto aggiungete le castagne e i pinoli, mescolate e versate il composto in una teglia ricoperta di carta forno in modo che l’impasto abbia uno spessore più basso di due dita, come quando fate i brownies per intenderci. 

Cuocete a 180 gradi per 20 minuti circa, dovranno crearsi sulla superficie delle piccole crepe, e all’interno dovrà essere cotto ma rimanere un po’ umido e cremoso.


Fate raffreddare, spolverizzate con un po’ di zucchero e velo e preparatevi un buon caffè! 

31 gennaio 2015

ZUPPA DI CALAMARI, PATATE E PISELLI: COMFORT FOOD



Ci siamo: dopo una luuuuuuunga settimana passata circondata da fazzoletti, degustando a grandi sorsate sciroppo per la tosse come fosse la migliore annata di Chardonney, e dove la suadente boccetta rosso scuro di Hypnotic Poison é stata platealmente rimpiazzata dall'etichetta verde del Vicks Vaporub, eccomi riemergere dalla clausura forzata dell'influenza!
Basta brodini, basta risi in bianco, basta patate lesse, basta pane tostato e basta spremute d'arancia, anche se…. se proprio devo essere onesta…. io AMO brodini e zuppette!

Quindi se anche voi state cercando, (o avete bisogno), di una bella ciotola di zuppetta bollente, leggera ma molto saporita, ma soprattutto super veloce da preparare, eccola quá: i calamari e i piselli per quanto mi riguarda sono sempre in freezer, le patate e un cipollotto in dispensa non mancano mai, e se siete super affamati potete aggiungere pure un nido di tagliolini all'uovo o una tazzina di riso, così diventerà un pasto completo a tutti gli effetti.

In questi giorni sprofondata tra cuscini, copertina e divano, sbucciando mandarini e bevendo limonate, mi hanno tenuta compagnia telecomando e televisione, quindi ho approfittato per rimettermi in pari con un po’ di film: sono partita per Miami e ho cucinato cubano su un food truck con i protagonisti di Chef: la ricetta perfetta, non sono rimasta molto colpita da The hunger games ma voglio comunque vedere la seconda parte, mi sono goduta Michael Douglas e Diane Keaton in una commedia leggera intitolata Mai cosí vicini, ho avuto l’ennesima prova che il cinema italiano é più che patetico con Un fidanzato per mia moglie, ho guardato un altro di quei filmetti leggeri dove peró nel cast ti ritrovi a sorpresa un attempato Indiana Jones e la Keaton (sí, ancora, lo so: la adoro!) in Il buongiorno del mattino, ho visto il velocissimo finale di White Collar (Caffrey……!!!), e sono rimasta sconvolta dal fatto che Italia 1 dopo non so quanti anni é finalmente riuscita ad acquistare una serie come si deve: Chicago Fire (tanto per cambiare quando si tratta di vigili dei fuoco siamo a Chicago… quella famosa mucca che rovesció la lampada ha davvero segnato il destino di questa città!), ma la numero uno delle mie giornate chi era??? Vi do un indizio: ha un nonno centenario, corre a piedi nudi su per le montagne, ha un amichetto non proprio sveglissimo ma che é il top, e le caprette le fanno ciao... AMO fare colazione con lei! Mon amour me li regali i 2 cofanetti con tutti gli episodi???
Insomma, una settimana intensa.

Ora peró non mi resta che tirare fuori dagli armadi sciarpe, cappelli e maglioni di super lana, perché tra poco il nevischio e il vento gelido di questi giorni della merla ci sembreranno solo una brezzolina primaverile a confronto di quello che ci aspetta a Stoccolma.... ma non vedo l’ora!! (e chiaramente sciroppo in borsa.)


Ingredienti per 2 persone:

10 calamari (anche surgelati, ma interi)
1 patata grande o 2 medie
2 tazze di piselli surgelati
1 scalogno
2 ciuffi di basilico
olio evo, sale, pepe


Pelate le patate, lavatele sotto l’acqua fredda e poi ricavatene dei cubetti tutti uguali da 1 cm circa; mettete dell’olio in una padella e fatele rosolare senza cuocerle del tutto, dovranno essere dorate ma ancora crude per metà. Scolatele e mettetele da parte in una ciotolina.

Nella stessa padella e nello stesso olio mettete ora i calamari che avete precedentemente pulito, (estraete l’ossicino trasparente verticale e staccate la testa con attenzione facendo in modo che si trascini dietro anche le interiora, dopo di che sciacquateli bene sotto l’acqua svuotandoli da eventuali residui, e poi tagliateli ad anelli larghi 1 o 2 cm), e cuocete a fiamma vivace per 1 o 2 minuti al massimo, pepate e mettete in  un’altra ciotola.

A questo punto valutate se serve aggiungere un goccio d’olio e poi tagliate a fettine lo scalogno che farete appassire lentamente sempre nella solita padella, quando sarà quasi trasparente alzate la fiamma ed aggiungete i piselli appena tolti dal freezer, mescolate bene e aggiungete subito dell’acqua bollente (io la preparo sempre in una teiera) fino a coprirli completamente ma senza esagerare, salate, profumate con il basilico e mettete il coperchio. Fate cuocere 15 minuti circa o finché saranno cotti avendo cura di aggiungere acqua calda qualora si asciugasse troppo, ricordate che si tratta di una zuppa, quindi deve rimanere un po' brodosa ma saporita.


Quando i piselli saranno cotti aggiungete i calamari e le patate, i primi dovranno praticamente solo scaldarsi e le seconde dovranno terminare la loro cottura in un paio di minuti; pepate a piacere e impiattate in una bella ciotola, versate un goccio d’olio a crudo, aggiungete eventuale basilico a piacere e gustatevela guardando un bel film!

28 dicembre 2014

MARMELLATA DI ARANCE (LA MIA PREFERITA)



Ultimo post del 2014! 

Incredibile ma vero un altro anno é passato alla velocità della luce.
Per fare il classico consuntivo sono andata a riguardarmi di cosa ho parlato quest’anno, e sebbene avrei potuto senz’altro impegnarmi di piú, mi sono ritrovata a ricordare il perché di alcuni post in particolare, e più di una volta mi é venuto da sorridere; ho parlato di scenografici gnocchetti di (introvabili) patate viola, di pane gluten free, della buonissima crostata nocciolina che devo assolutamente rifare, di un’esotico salmone grigliato con il profumato riso al cocco, dell’ennesima versione della torta di mele (stavolta con le nocciole), dei gamberi piccanti all’orientale, delle sfiziose polpettine del compleanno di mon amour a base di zucchine e gamberi, della sangria ghiacciata e profumatissima che ci siamo scolati in una calda sera d’estate, del roast beef più veloce del west, di una panna cotta dai colori e sapori più classici in assoluto (cocco e fragole!), dell’esperimento riuscito dei miei primi samosas, della spettacolare tajine di agnello che ci siamo gustati in una sera di fine estate prima di andare ad un concerto all’aperto, dell’insalata di quinoa dal sapore mediorientale (ma soprattutto svuota-dispensa), dei mitici galletti ripieni preparati per la cena dei Tessy, e poi ancora qualche viaggetto, da Chicago a Londra, da Milano a Brooklyn, senza dimenticare il post sul nostro matrimonio in occasione del primo anniversario….. insomma: INTENSO QUESTO 2014!

Ma torniamo ad oggi, voglio chiudere questo anno con una cosa che non avevo mai fatto prima, qualcosa di nuovo, anche se super semplice e adatto a tutti: la marmellata.
La cosa più difficile? Non mangiarsela tutta con il cucchiaio direttamente dalla pentola!
Solitamente si sente parlare sui blog di marmellata soprattutto durante l’estate, d’altronde sappiamo quali sono le stagioni di albicocche, pesche e fichi, ma la mia marmellata preferita in assoluto é quella di arance, ecco perché la stagione perfetta é questa: a gennaio saremo travolti da carichi di arance di diverse qualità nei mercati, quindi cominciate a prendere nota e a comprare un bel barattolo!

Non avendo mai fatto prima una marmellata, ma avendo sempre visto mia mamma farle, ho attinto un po’ ai ricordi, un po’ ad internet (Giulia in primis), e un po’ ai libri (l’Artusi innanzitutto), quindi mi sono fatta un’idea sul procedimento in generale (tutti la fanno in maniera diversa ma a me interessava capire le proporzioni tra frutta, acqua e zucchero) e poi come sempre ho fatto ad occhio e di testa mia; il risultato? buonisssssssima!

Queste qui sotto sono dosi piccole, ne viene fuori un solo barattolo, ma sconsiglio a chiunque di cominciare a fare una marmellata in quantità industriali, primo perché comunque ci vuole tempo, e secondo perché ognuno ha il suo gusto, ed é giusto capire prima con poco spreco se ci piace più o meno dolce, anche perché le arance non sono tutte uguali, ci sono più dolci e più amare.

Le mie erano arance naturali calabresi, con il senno del poi ci avrei messo un po’ meno zucchero perché io amo i sapori forti e l’amaro in generale, ma in realtà alla fine é andata bene così perché é piaciuta anche a mon amour che notoriamente invece ODIA tutto ciò che é amaro…

Un’avvertenza: se ci tenete ad una marmellata dal colore chiaro e arancione dovrete usare o uno zucchero semolato (quello bianco) o uno di canna; io che in casa ormai ho solo quello integrale, ho ottenuto una marmellata forse meno scenografica dal punto di vista del colore perché più scura, ma davvero ottima come sapore, con delle note quasi caramellate che sono tipiche di questo zucchero anche quando lo usate nelle torte, quindi a voi la scelta!


Ingredienti per 1 barattolo di marmellata:

5 arance non trattate
2 limoni non trattati
300 gr di zucchero (io integrale di canna)
700 ml di acqua
1 stecca di cannella


Cominciate la sera prima: lavate con cura le arance, asciugatele, e in un’insalatiera raccogliete la loro scorza  e quella dei due limoni utilizzando l’apposito aggeggio oppure un coltellino molto affilato, é fondamentale che non prendiate il bianco che la renderebbe immangiabile; spremete sopra le scorzette il succo delle arance con tutta la polpa, eliminate eventuali semi, aggiungete l’acqua, coprite e mettete in frigo per 1 notte.

La mattina dopo versate tutto in una pentola antiaderente, (io nella nuovissima pentola in ghisa bianca dell’IKEA che mi ha portato Babbo Natale in persona!), mescolate, coprite, e fate cuocere a fiamma bassa per un paio d’ore mescolando di tanto in tanto.
A questo punto aggiungete lo zucchero e il succo dei 2 limoni, mescolate bene finché si sarà ben sciolto e coprite per almeno un’altra ora, dovrà bollire  e restringersi fino a quando sarà di vostro gusto.

La regola dice che la marmellata é pronta quando mettendone una goccia su un piattino questa rimane lí senza scivolare via o quasi….. io invece vi dico fate come vi pare: io l’ho tenuta un po’ più lenta e raffreddandosi ha assunto una consistenza fantastica, densa e brodosa allo stesso tempo, una meraviglia!
Non appena ho spento il fuoco ho spezzato in 2 una lunga stecca di cannella e ce l’ho messa dentro, volevo che ne prendesse solo un leggero profumo, senza predominare quello di arancia che deve rimanere l’aroma principale, ma potete anche non metterla se non l’avete in casa.

Versatela calda in un barattolo lavato in lavastoviglie con il ciclo completo, tappate e capovolgete.
Visti i pochi trattamenti legati alla conservazione vi consiglio di farla fuori nel giro di un paio di mesi al massimo (la mia non durerà nemmeno un paio di settimane), se invece ne fate di più (moltiplicando semplicemente le dosi sopra indicate), vi consiglio di sterilizzare i barattoli prima e dopo averli riempiti, facendoli sobbollire in una pentola dove avrete inserito anche un canovaccio per fare in modo che non sbattano tra di loro.

(ora vado a mangiarmene un’altra cucchiaiata)


28 settembre 2014

INSALATA DI QUINOA ALLA MEDIORIENTALE


Compro le cose e poi rimangono in dispensa, ormai lo sapete.
Solo l’operazione “svuota freezer” a volte può andare in soccorso di pacchettini e cartoccini che da mesi aspettano di essere trasformati in piattini deliziosi, e cosí é stato anche per la quinoa.

Dice Wikipedia: 
[La quinoa (in spagnolo quínoa o quinua) è una pianta erbacea annuale della famiglia delle Chenopodiaceae, come gli spinaci o la barbabietola.
I semi di questa pianta, sottoposti a macinazione, forniscono una farina contenente prevalentemente amido, il che consente a questa pianta di essere classificata merceologicamente a pieno titolo come cereale nonostante non appartenga alla famiglia botanica delle graminacee o poacee. Si distingue da altri cereali per l'alto contenuto proteico e per la totale assenza di glutine.]

Sará per questo che é diventata così di moda negli ultimi anni? Direi senz’altro di sí, visto che anche io per prima l’ho comprata e mangiata per questo motivo, ormai chi di noi può dirsi NON intollerante almeno a qualcosa?
La cosa che mi ha stupito di più al primo assaggio é la consistenza: non é facile da descrivere, te l’aspetteresti morbida come i grani di cous cous o al massimo leggermente più consistente come il farro, in realtà é u po’ più “callosetta”.. molto particolare, ma senza dubbio buona.
Lo svuotamento del freezer imponeva l’utilizzo anche di un trancetto di salmone, (l’ultimo della bestia gigante che avevo comprato intera e poi surgelato a pezzi), così ho deciso di farci un’insalata tiepida aggiungendo qualche ingrediente che gli desse una spintarella in piú: un pugnetto di albicocche disidratate e una manciata di pistacchi salati sono bastati a portare un po’ di medioriente nel piatto, creando un bel mix di sapori ma soprattutto consistenze diverse.
Ne é venuta fuori un’insalatina davvero buona e che vi consiglio, potrete personalizzarla come più vi piace, sostituendo il salmone con del pesce bianco tipo merluzzo, e sostituendo le albicocche con dei più “natalizi” datteri o dei più golosi fichi…. che ne dite infatti di proporre questa ricetta come aperitivo per la cena della vigilia? Ovviamente servita in piccoli bicchierini monoporzione, vedrete che saranno un successone!
(Lo so, lo so… é il 28 di settembre e giá parlo di Natale…. ma guardate che mancano SOLO un’ottantina di giorni eh??? UN NIENTE!!)

Ingredienti per 2 persone:
1 bicchiere di quinoa (fidatevi, triplica il suo volume da cotta!)
1 filetto di salmone
4/5 albicocche disidratate
1 manciata di pistacchi tostati e salati 
olio, sale, pepe

Cominciate dalla quinoa: in una padella o un tegame antiaderente versa 1 bicchiere di quinoa e coprilo con 2 bicchieri d’acqua fredda, aggiungi un po’ di sale e porta ad ebollizione, dopo di che abbassa la fiamma al minimo, copri con un coperchio e lascia che cuocia per altri 10 minuti circa.
Spegni il fuoco, dai una mescolata e chiudi di nuovo il coperchio per altri 10 minuti. La quinoa a questo punto avrà triplicato il suo volume, sarà bella gonfia e i chicchi separati.
In una padella o piastra ben calda, aggiungi poco olio e fai cuocere il salmone, dovrà essere ben rosolato all’esterno ma rimanere morbido e rosa all’interno, salate, pepate e lasciate intiepidire.
Fate rinvenire le albicocche 5 minuti in acqua tiepida, dopo di che strizzatele e tagliatele grossolanamente; i pistacchi invece andranno sgusciati e privati della buccettina interna, e poi pestati malamente in modo da ottenerne dei pezzetti ma non briciole finissime, in bocca dovranno essere croccanti.
In una bella insalatiera a questo punto versate la quinoa e conditela con il salmone fatto a pezzetti (senza spappolarlo, i filetti dovranno rimanere visibili), condite con un po’ di olio (non molto!) e pepate a vostro piacere; unite a questo punto anche le albicocche e date una bella mescolata.
Al momento di servire in tavola decorerete la superficie sparpagliando i pistacchi che, con il loro verde brillante, renderanno non solo il piatto piú bello ma anche piú buono!

30 marzo 2014

I (MIEI) GAMBERI ALL'ORIENTALE


Eh si, ormai ve l'ho detto, il riso al cocco per me e' il nuovo nero... va su tutto!
ma sappiate che la morte sua e' proprio il pesce, aggiunge quel non so che in più che trasforma un piatto semplicissimo formato da 3 ingredienti in croce in un piatto unico, bilanciato e buonissimo!

e poi un po' di regime detox ci voleva dopo gli ultimi giorni a New York, abbiamo mangiato benissimo, ci mancherebbe, però il cibo di casa e' un'altra cosa, soprattutto in vista della prossima partenza per Chicago, dove, oltre agli orsi polari e ai 2000 appuntamenti di lavoro, mi aspettano bisteccazze, hamburgers & co... (anche se in realtà ho già individuato un paio di ramen bar che non mi sembrano niente male, quindi seguitemi su facebook o instagram per i soliti aggiornamenti in tempo reale!)

ma visto che ormai e' passato un mesetto dall'ultimo post, (che qualcuno mi regali un pc nuovo, pleaaaase!), facciamo un breve riassunto delle puntate precedenti: marzo ha decisamente dato il via ai viaggi (di lavoro e non), quindi mi avete seguita sui social prima durante il long week-end dagli zii in Calabria dove ci siamo abbuffati come se non ci fosse un domani (a proposito: per sopperire alla penosa promozione turistica della regione, presto arriverà un post che vi farà fare le valigie in un attimo, fidatevi), poi mi avete seguita a New York dove me ne sono andata a spasso alla scoperta di Long Island City, Brooklyn e Lower Manhattan delle quali vi ho già spifferato qualche segreto e qualche foto, e questa settimana sono in partenza per la fredda Chicago... ma altri ne verranno nei prossimi mesi, non vi anticipo nulla ma rimanete sintonizzati e con carta e penna a portata di mano, vi lascerò qualche indirizzo degno di nota qua e la!

Ma tornando alla settimana detox: ho passato una settimana a "ripulirmi" senza mangiare carne, pane, pasta o soia, ho mangiato un sacco di verdura (memorabile la faccia di mio marito quando aprendo il frigo ha afferrato il daikon credendo che fosse una provola.... e vi risparmio il principesco commento!!), pesce, quintali di mirtilli e the verde a fiumi......
questo qui sopra e' stato quindi forse il primo vero piatto condito della settimana, e quanto me lo sono goduta ieri a pranzo con quella bella giornata di primavera?? aaaah... chevvvelodicoaffare??!

attenzione che in 30 minuti siete a tavola, e che tutti gli ingredienti sono da dispensa, (ovvero che in casa ci sono sempre o ci dovrebbero essere..) siete pronti?? via!


Ingredienti per 2 persone

1 tazza di riso basmati
1 brick di latte di cocco
1 confezione di gamberi argentini surgelati
1 manciata di fagiolini piattoni (o altra verdura)
olio di semi di arachide
sale
salsa piccante di peperoncini


per prima cosa il riso: lo mettete in un tegame antiaderente, ci versate sopra il latte di cocco e riempite d'acqua il suo brick 2 volte amalgamando il tutto, aggiungete un po' di sale e mettete sul fuoco a fiamma media senza coperchio.
appena prende il bollore, mescolate, abbassate la fiamma al minimo, coprite con il coperchio e fate cuocere per 15 minuti circa mescolando ogni tanto. quando sarà cotto ed avrà assorbito tutti i liquidi lasciatelo coperto e al caldo.

nel frattempo che cuoce il riso sbollentate i gamberi, sgusciateli e fateli saltare in padella dove avrete messo un goccio di olio e la salsa di peperoncini (io due cucchiai abbondanti, voi fate uno se volete un sapore più soft); tenete da parte.

tagliate via le punte dei fagiolini, tagliateli a pezzetti e sbollentateli in acqua salata, quando saranno cotti scolateli e passate sotto l'acqua fredda così che rimangano belli verdi e non scuriscano.

basta, avete finito!
in un piatto mettete il riso, fateci una buchetta in mezzoe. metteteci i gamberi con la loro bella salsa e cospargete i fagiolini a vostro piacimento, stappate una birretta e gustate!
super facile, no?

16 febbraio 2014

TORTA DI MELE E NOCCIOLE


Allora eccola qua', la torta che ha stregato Pierina!
la torta che senza sensi di colpa, (e anche senza burro, lievito e frumento), ha conquistato tutti.... anche mon amour che inizialmente era diffidente!

Ma se vi piacciono i dolci soffici, profumati, che anche dopo 3 giorni (se ci arrivano) sono ancora umidi e saporiti come appena sfornati, questa e' la torta che fa per voi!

Io poi ho proprio una predilezione per le torte di mele, di ogni tipo: crostate, plumcake, muffin, ciambelle.... Ho un debole per quel profumo di cannella che si sprigiona per tutta la cucina, per quel cuore al centro della torta che rimane sempre più morbido e cremoso, per quella consistenza soffice e umida che la rende perfetta  a colazione, per un the nel pomeriggio o per una cena golosa sul divano davanti alla TV...

E dopo averne cucinate a decine nella mia vita, ora me ne serviva una di quelle SENZA... senza ingredienti per me proibiti in questo periodo e senza sensi di colpa, solo tante mele e tanto gusto!
E quindi via alle farine sostitutive, via alle spezie e via agli ingredienti più naturali e possibilmente bio.

Vi avviso che con queste dosi di torte me ne sono venute fuori due, o meglio: una torta tonda classica da stampo di circa 20 cm di diametro e un bel plumcake, il che è non e' un male: il plumcake l'ho portato domenica scorsa a pranzo dai miei e la torta l'ho tenuta per noi, perfetto no?

PS: ma lo sapevate che sul Gambero Rosso è iniziato un nuovo cooking-reality show??
Ci sono incappata per sbaglio oggi pomeriggio ed era l'inizio della seconda puntata: in pratica ci sono 4 giudici (tra cui la divina Nigella e il mitico Bourdain!) e una serie di concorrenti professionisti della cucina e non che stanno superando le selezioni per una gara che avrà inizio credo a breve, insomma si chiama TASTE e dopo una sola puntata mi ha già conquistata!
E basta con tutte 'ste critiche a cooking show italiani e non.... ci rendiamo tutti conto vero che esiste un tasto prezioso sul telecomando che permette molto democraticamente di cambiare canale se quello che si sta guardando non ci piace? ......rosiconi!


Ingredienti:

5 mele golden
110 gr di farina di riso integrale bio
90 gr di farina di nocciole
160 gr di olio di arachide
150 gr di zucchero integrale
4 uova
1 cucchiaino di bicarbonato
il succo e la scorza di mezzo limone grattugiata
cannella a piacere
1 pizzico di sale fino
zucchero a velo


Pelate e tagliate a cubetti 3 mele, mettetele in un piatto con un po' di succo di limone perchè non anneriscano, una generosa spolverata di cannella e 1 cucchiaio di zucchero.

In una ciotola capiente o direttamente nella ciotola della planetaria, lavorate con le fruste elettriche lo zucchero con l'olio fino ad ottenere una crema fine, aggiungete le uova una alla volta e la scorza profumata di un limone; una volta ottenuto un composto omogeneo aggiungete poco alla volta le due farine mescolate, il bicarbonato, un po' di cannella e per ultimo il pizzico di sale.

L'impasto dovrà essere denso e senza grumi; a questo punto unite le mele a cubetti, mescolate bene con una paletta e versate in un tegame da forno con la cerniera precedentemente ricoperto da della carta da forno bagnata e strizzata (così prenderà la forma che volete voi con facilità) e, nel caso, versate l'impasto in eccesso in un secondo tegame, magari da plumcake.

Pelate le mele rimaste e ricavatene delle fettine sottili, disponetele a raggiera sulla torta, spolverizzate un po' di zucchero e infornate in forno preriscaldato; fate cuocere 45 minuti circa a 180° controllando con uno stecchino che la torta sia cotta anche all'interno (deve uscire asciutto o quasi).

Una volta pronta spegnete il forno ma lasciatela dentro ancora 10 minuti con lo sportello socchiuso, spolverate con lo zucchero e velo e tagliatevene una bella fetta!

9 febbraio 2014

SALMONE ALLA PIASTRA CON RISO AL COCCO E VERDURINE



Entrato per direttissima tra i miei piatti preferiti e più cucinati degli ultimi mesi: tenerissimo salmone con una crosticina croccante, verdurine appena saltate in padella e profumatissimo riso basmati al cocco.... una goduria!
E' velocissimo, ci sono solo i grassi "buoni" e fate un figurone con pochissimi sbattimenti!
Questo piatto è quello che preparero' domani sera per cena alle amichette, e questo stesso piatto (con l'unica variante di aver sostituito il salmone con dei gamberoni), è quello che ho preparato venerdi all'altra mia amichetta in dolce attesa, adesso capite cosa intendo quando dico che lo preparo SPESSO??

Le verdure da abbinare poi cambiano sempre, qui avevo saltato separatamente in padella prima della buonissima zucca fatta a fettine e poi degli spinaci freschi con olio e aglio, mentre venerdi ci ho abbinato delle melanzane grigliate, domani sera sarà invece il turno (se li trovo in pausa pranzo al super) dei broccoletti croccanti con un po' di peperoncino, insomma sbizzarritevi!

Il latte di cocco si trova ovunque e in mille formati, io ho trovato la mia dose perfetta in quello venduto anzichè in lattine nei piccoli brick come quelli del succo, quando devi cucinare per una o due persone è la dose esatta, quindi niente sprechi; ormai sta in quantità nella mia dispensa ed insieme a lenticchie, gallette di riso bio e farine di ogni tipo, è entrato per direttissima nella lista degli ingredienti "mai più senza"!

Qui gli esperimenti continuano senza sosta, e vi anticipo già che oggi ho creato una torta di mele buonissssssima senza lievito, burro, latticini e frumento, da leccarsi le dita! Nei prossimi giorni la pubblico, ma vi basti sapere (per chi la conosce) che Pierina se ne è addirittura mangiate DUE fette... (e chi la conosce sa quanto questa sia cosa rara!!)

La ricerca della destinazione perfetta per le vacanze di quest'anno intanto continua senza sosta e anche un po' di paranoia, quest'anno le vacanze le ha scelte mon amour e quindi mi ha dato come unica regola non negoziabile che siano due settimane di solo mare..... e che ci vuole direte voi? Nel mondo c'è più acqua che terra! Eeeeeh sì, la fate facile voi...... il mare dev'essere CALDO.... ma caldo, caldo, caldo, eh?
Quindi escluso TUTTO il Mediterraneo rimangono solo oceano pacifico (che quest'anno abbiamo lasciato a malincuore da parte), il mar dei Caraibi e il mio amato Oceano Indiano... vedremo come andrà a finire, cmq devo riconoscere che mi son stressata di meno a programmare viaggi on the road per tutta l'America, a mettere insieme l'Argentina con il Cile e a programmare una luna di miele in Australia!

Di sicuro al momento ci sono solo una settimana tra Miami e Key West e un long week-end a Londra, vi farò sapere come andrà a finire per le altre due settimane, ma se avete suggerimenti.................


Ingredienti per 2 persone:

2 tranci di salmone alti un paio di cm
4 belle manciate di spinaci freschi
700/800 gr di zucca
1 bicchiere e mezzo di riso basmati
200 ml di latte di cocco
3 spicchi d'aglio, olio, sale, pepe


Cominciamo dal riso: prendete un tegame anti aderente, metteteci il riso, versateci sopra il latte di cocco, riempite d'acqua il cartoncino vuoto e aggiungetela nella pentola, mettete un cucchiaino raso di sale fino, mescolate e chiudete con un coperchio. Cuocete a fiamma bassa per circa 15 minuti, mescolando ogni tanto, il riso deve cuocere per assorbimento, quindi a fine cottura dovrà essere asciutto, non va scolato!
Se si dovesse asciugare prima che sia completamente cotto, aggiungete poca acqua calda alla volta e cuocete alla stessa maniera finchè cotto.
Lasciate coperto e mettete da parte.

Pulite il pezzo di zucca e tagliatelo a fettine sottili, mettete un po' olio in una padella e, quando caldo, rosolate la zucca finchè diventa tenera ma non spappolata, aggiungete un pizzico di sale e mettete da parte in una ciotola.

Nella stessa padella rimettete un po' d'olio e 3 picchi d'aglio in camicia, quando l'olio sarà ben profumato, aggiungete gli spinaci che avrete lavato e asciugato nello strizza insalata, chiudete con un coperchio e fate cuocere un paio di minuti. Gli spinaci cuociono davvero in pochissimo tempo, quindi non perdeteli di vista!

Scaldate ora bene una piastra e ungete su entrambi i lati le fette di salmone (in questo modo userete meno olio che versandolo in padella), quando la piastra è calda aggiungete il pesce e fatelo cuocere 1 minuto su entrambi i lati a fiamma vivace: deve fare la crosticina fuori e rimanere rosa e morbido dentro.

Prendete a questo punto un piatto, fate un bel lettino di spinaci, aggiungete la zucca e adagiatevi sopra il salmone dopo aver grattugiato sopra un po' di sale e un po' di pepe; in una ciotola mettete il riso e gustatevelo in tutta la sua semplicità!

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